Fuga in punta di piedi  19

Due prigionieri, grafica bidimensionale, bianco e nero, livelli brevi e tante idee: questa la formula per una delle più interessanti nuove proprietà su PS Vita

Tra i giochi messici a disposizione durante l'evento di presentazione della line up di PS Vita, Escape Plan è quello le cui prospettive sono più difficili da inquadrare. Di certo c'è lo stile azzeccatissimo, la grafica in bianco e nero tridimensionale perfettamente inserita in un gameplay 2D e una serie di idee interessanti.

D'altra parte, però, la grandeur tecnica di Uncharted o l'unicità di un progetto com Gravity Rush non sono riscontrabili e, in qualche modo, il puzzle-platform sviluppato da Fun Bits sarà più assimilabile alle esperienze che tanto successo stanno avendo su smartphone di ultima generazione. Quelle che diversi osservatori vedono come il vero pericolo per gli hardware portatili più recenti o di prossima uscita. Si tratta di una scommessa la cui riuscita dirà qualcosa su quanto spazio di manovra ci sarà su Vita per questo genere di produzioni, di grande interesse concettuale e medio sforzo produttivo. Ma si tratta, anche e soprattutto, di un'esperienza ludica apparsa molto valida.

La mossa della pinza

Escape Plan era già stato ben descritto dopo l'incontro avvenuto a Colonia l'agosto scorso. La prima importante informazione che si apprende giocandolo in prima persona, e nello specifico iniziando una nuova avventura da zero, è che prevede un concept estremamente iterativo. Non ci sono indicazioni o tutorial: da soli si deve scoprire che tracciando una riga in una direzione Lil, uno dei due protagonisti, l'unico utilizzabile nei primissimi livelli, cammina da quella parte e sempre soli si viene a conoscenza che premendo su di lui ne si interrompe l'incedere. Schema dopo schema - si tratta di stanze brevissime e, una volta nota la soluzione, impegnano per pochi secondi - apprendiamo la necessità di toccare touch screen e pad posteriore per spostare ogni forma di intralcio, perché Lil è una mezza cartuccia e gli basta inciampare per cadere e morire. Arrivati a dover superare una sorta di ammazzamosche gigante, impieghiamo qualche secondo a capire che il distributore di gas sullo sfondo è motivo d'interazione e alcuni minuti per scoprire che, una volta "carico", il nostro eroe più essere letteralmente spremuto toccando contemporaneamente la console davanti e dietro, così da fargli fare un poderoso scatto.

Spesso si muore perché semplicemente è previsto che questo debba succedere per farci scoprire le trappole, ma in fondo se la varietà di situazioni dovesse mantenersi alta, il bello starà proprio nell'esplorazione degli ambienti a caccia di nuove interazioni. Tanto per aggiungere un po' di pepe, dopo ogni livello viene assegnata una valutazione e un punteggio, così da aggiungere qualche stimolo che inviti a rigiocare anche gli schemi già portati a termine. Tecnicamente parlando, Escape Plan è molto bello da vedere, e le immagini lasciano pochi dubbi, ma necessità di essere migliorato nella gestione di alcune interazioni, non sempre reattive come ci si aspetterebbe. Proprio le rifiniture di qualità e una sufficiente varietà contenutistica saranno gli aspetti da valutare per capire le prospettive di successo di quello che speriamo possa rivelarsi qualcosa di più che una bella idea.

CERTEZZE

  • Stiloso e affascinante
  • Approccio per tentativi divertente
  • Uso intensivo delle soluzioni di controllo touch di PS Vita

DUBBI

  • Quantità e varietà da verificare
  • Interazioni non sempre reattive al punto giusto