PC Magazine #61  21

Macchine comuniste? Nuove espansioni nella Terra di Mezzo? Costosissimi assemblati? Rane decrepite? Oh yeah!

Una settimana senza acuti, ma strapiena di link interessanti da condividere. In realtà ci sarebbe la questione Megaupload, certo, ma si tratta di una problematica così sfaccettata e soggetta a validi punti di vista diversi, che è inutile trattarla in questa limitata (e limitante) sede. Molto più gustoso, in fondo, parlare di videogame, e non ci viene in mente modo migliore di farlo se non citando Skyrim: il capolavoro Bethesda è stato celebrato, da noi per primi, oramai in un miliardo di articoli e per questo arriva al momento giusto l'approfondimento di IGN, che invece si concentra su ciò che non è andato per il meglio. O, più precisamente, su quello che si sarebbe potuto fare per aumentare ancora il coinvolgimento dell'esperienza.

Per carità, alcune richieste suggerite sono ambiziose aggiunte in grado di sconvolgere il gameplay, ma sognare non costa nulla e bisogna già prepararsi a guardare oltre, a quello che sarà il futuro della serie. A chi volesse, ricordiamo inoltre che su Steam è disponibile la versione beta della patch 1.4. Restando in campo ruolistico ma passando agli MMO, The Old Republic si conferma il motivo di discussioni principale all'interno della community di appassionati: tra tutti i contenuti pubblicati giornalmente a proposito del costosissimo progetto targato EA e Bioware, ci piace segnalare la video intervista pubblicata da TotalBiscuit su YouTube e con protagonista Gabe Amantangelo, lead design dell'end-game e del pvp. E già che ci siamo anche questa riflessione sui due modelli di business, con canone mensile e free to play, che Raph Koster ha postato sul suo sito. Dello stesso autore segnaliamo il pezzo "Narrative is not a game mechanic", che presenta un punto di vista molto ben articolato sulla questione non tanto della qualità della narrazione nelle odierne produzioni, quanto piuttosto nell'identificazione del ruolo che riveste.
In tema di post mortem, Gamasutra ha contattato Mode 7 Games per farsi raccontare cos'è andato per il verso giusto e cosa invece non li ha soddisfatti durante lo sviluppo del bellissimo Frozen Synapse: si tratta di una panoramica da non perdere all'interno di uno dei giochi competitivi più hardcore e ben fatti degli ultimi tempi. Chi dovesse seguire assiduamente il panorama indie, di certo conoscerà Torchlight e l'atteso seguito, del quale ha parlato a Venture Beat il fondatore di Runic Games, l'Ex Blizzard Max Schaefer. Si è discusso un po' di tutto: della piccola realtà del team di Seattle, dei numeri del primo capitolo, del futuro e dei motivi del prolungarsi dell'attesa per il secondo. Di cui purtroppo ancora non abbiamo alcuna data da riportare.

Altre due, poi, sono le interviste che probabilmente vorrete leggere nel corso del weekend: la prima, questa, a Starbreeze a proposito dell'atteso ma "pericoloso" Sybdacate - lo abbiamo giocato di recente, ne parliamo in un articolo la prossima settimana - e la seconda, quest'altra, che spiega un primo numero di dettagli a proposito di Sins of a Solar Empire: Rebellion. Chi fosse in cerca di qualche mod, Examiner ci informa del rilascio di Rexaura per Portal e Oblivion: Drops of Wine per Amnesia. Chiudiamo con la bomba-curiosità della settimana: si è creato il panico quando è stato rilasciato sul web un filmato che sarebbe potuto essere appartenente a S.T.A.L.K.E.R. 2, ma che invece si è poi scoperto ricondurre alla open beta del capitolo Online della serie, non sviluppato internamente da GSC Gameworld. Sul sito parecchi dettagli, ora anche in lingua inglese, e sotto un video del gioco.

PC Magazine #61

Communism Muscle Cars
Compagni videogiocatori, uno spettro si aggira per l'Europa: lo spettro delle auto comuniste. Tutte le potenze della vecchia Europa si sono coalizzate in una sacra caccia alle streghe contro questo spettro: il papa e lo zar, Gran Turismo 5, Forza Motorsport 4 e pure la sora Lucia, quella delle piadine buone. Per non parlare dei radicali francesi, quelli degli Asphalt, e dei poliziotti tedeschi, quelli di Crytek. È ormai tempo che le auto comuniste siano esposte apertamente in faccia a tutto il mondo le loro carrozzerie, i loro fini, le loro tendenze, e che contrappongano alla favola dello spettro delle auto comuniste una brochure che ne mostri le livree.

L'istoria dell'umanità non è stata che l'istoria della lotta di classe: classe A, classe B, classe C e così via. Possibile che di tutti i giochi di auto usciti nel corso degli ultimi anni, da quelli maggiori a quelli per gli smartphone assemblati dagli schiavi, pardon, operai cinesi, non ce ne sia stato uno che abbia incluso una muscle car comunista nel parterre delle auto selezionabili? Nemmeno un piccolo DLC dedicato? Bisogna assolutamente rimediare! Così ecco Communism Muscle Cars, gioco di corse arcade concepito nel ventre della Madre Russia in cui sarà possibile guidare le più famose auto prodotte nell'Unione Sovietica. No, purtroppo non ci sono bambini mangiabili allegati, ma rimedieremo presto. In compenso potrete schizzare sulle strade di una metropoli costruita secondo i dettami del puro razionalismo comunista. Per tenervi allegri i checkpoint hanno la forma della falce e martello, mentre abbiamo attaccato poster di Stalin su diversi palazzi. Sicuramente non serviranno alla rivoluzione proletaria, ma fanno effetto lo stesso. Sì, lo sappiamo che c'è un po' di clipping, ma che volete farci? Il CryEngine non ce l'hanno prestato e poi, da bravi figli della rivoluzione, volevamo darvelo gratis. E infatti è gratis, a parte un po' di spam. Spam a pugno chiuso, ovviamente.

di Simone Tagliaferri

Titolo: Communism Muscle Cars
Sviluppatore: GameHitZone
Distribuzione: Freeware
Sito di riferimento: Link
Download: Link
Da sapere per giocare al meglio: Niente di rilevante da segnalare.

PC Magazine #61

Superfrog
Dopo lo splendido Syndicate della settimana scorsa torniamo adesso a parlare di un gioco firmato Team 17. Era inevitabile che dopo Alien Breed il sito gog.com proponesse Superfrog, un altro titolo leggendario soprattutto per chi all'epoca della sua uscita possedeva un Amiga. Diciamo però che rispetto ad Alien Breed, tanto Superfrog quanto altri giochi dei Team 17 sono stati accolti da alcuni con poco entusiasmo, sebbene abbia riscosso un grande successo. Deciso a confrontarsi con tutti i generi "puri" dell'epoca, lo storico team britannico sfornò un platform molto semplice nella sua struttura con sei mondi da completare, ognuno composto da quattro sottolivelli. Le ambientazioni spaziano dalla foresta alla base spaziale, passando per il parco dei divertimenti, l'Antico Egitto e il picco innevato. Per passare da un livello all'altro l'intrepida rana con super poteri deve raccogliere un certo numero di monete sparse lungo la strada o nascoste in un'area segreta.

Ogni livello è un concentrato di trappole, nemici e bonus da scoprire, e sa essere punitivo con il giocatore, soprattutto fino a quando non memorizza le insidie che lo aspettano lungo il percorso. Ci sono poi i power-up che sbloccano nuove abilità e le mitiche bottiglie di Lucozade una bevanda energetica indispensabile per recuperare le forze. Superfrog merita di essere ricordato per la pulizia grafica, la quantità di nemici diversi perfettamente a loro agio nelle varie ambientazioni e la sua impeccabile fluidità. Non c'è niente che non vada in Superfrog e, considerando la scarsità di platform su PC, è una bella riscoperta. Gli manca solo una vera personalità, come poteva averne James Pond, tanto per citare un altro nome storico dello stesso genere e che faceva furore negli stessi anni. In ogni caso Superfrog vale tutto il suo piccolo prezzo. Inoltre alla fine della corsa c'è pur sempre una principessa che ci aspetta. Un bacio e... Ecco qui le cose non vanno come previsto, ma è una storia che dovrete scoprire da soli.

di Andrea Rubbini

Titolo: Superfrog
Linea: GOG
Prezzo: 5,99$
Storico: Nulla di rilevante da segnalare.
Voto originale Multiplayer.it: Non disponibile.

PC Magazine #61


Il Signore degli Anelli Online
Questa settimana il protagonista della nostra rubrica è l'MMORPG di Turbine, per il quale ci sono state delle gustose notizie che faranno la felicità di tutti gli abitanti della Terra di Mezzo virtuale. In una recente intervista Adam Mersky e Kate Paiz, rispettivamente il direttore delle comunicazioni e il produttore esecutivo del gioco, hanno rivelato alcuni dettagli sul futuro de Il Signore degli Anelli Online, cominciando però con un rapido sguardo al passato.

Il 2011 non è stato un anno facile per Turbine, impegnata ad approntare e lanciare non solo il modello F2P del gioco ma anche l'unificazione globale dei server e la terza espansione, Rise of Isengard. Fortunatamente i loro sforzi sono stati ripagati da un ottimo successo e da un sostanziale aumento degli utenti. Adesso l'attenzione dei devs è quindi tutta rivolta al 2012 e alla quarta espansione, Riders of Rohan, che verrà rilasciata alla fine dell'anno e riserverà non poche sorprese. Come da titolo, la nuova espansione renderà accessibile la regione di Rohan, che si preannuncia vastissima: nel gioco sarà aggiunta, almeno inizialmente, soltanto la metà orientale di Rohan che comprende, tra le altre, anche aree più o meno note come Amon Hen e parte della foresta di Fangorn. Considerata la natura della location, composta perlopiù da ampie pianure e praterie, i ragazzi di Turbine hanno deciso di creare le aree più vaste mai implementate nel gioco. Riders of Rohan sarà anche l'occasione perfetta per integrare nel gioco il tanto vociferato combattimento a cavallo, il quale sarà inizialmente consentito soltanto nell'area delle Pianure Orientali: in questa zona circoleranno infatti veri e propri battaglioni di nemici, denominati Warband, che i giocatori potranno tentare di sconfiggere soltanto a cavallo del loro fido destriero. Questa nuova tecnologia verrà sicuramente applicata in altri frangenti, del resto Turbine ha lasciato in disparte ambienti e situazioni legate a Rohan, come per esempio il Fosso di Helm, che ci sembra l'ideale teatro per un raid-dungeon. Una cosa comunque è sicura: durante il 2012, ancor prima della nuova espansione, i giocatori avranno molte più occasioni, rispetto al passato, di "vivere" la storia de Il Signore degli Anelli.

Gli sviluppatori hanno deciso di accontentare le richieste di una comunità che ha molto apprezzato l'interazione con la storia originale attraverso eventi e quest che negli ultimi aggiornamenti sono stati un po' sporadici. Nel 2012 l'avventura dei giocatori si intreccerà più spesso con quella di Frodo, Aragorn e soci, a cominciare dall'Update 6, previsto per la primavera: con questo aggiornamento i giocatori potranno avventurarsi in una nuova area, il Grande Fiume, ovvero il corso d'acqua navigato dalla Compagnia dopo aver lasciato Lothlorien. La nuova zona e le sue quest serviranno da introduzione alla quarta espansione, ovviamente, un po' come successo in passato con Enedwaith. Contemporaneamente, verrà integrata una nuova feature che consentirà ai giocatori di utilizzare degli NPC controllati dal gioco come appoggio durante le avventure in solitario, un po' come i Companion di Star Wars: The Old Republic. Aggiungete il nuovo cap a 85 e la conseguente aggiunta di nuove abilità, oggetti e opzioni (tra le quali spicca la seconda iterazione del dungeon finder) e capirete che il tranquillo MMORPG di Turbine è più vivo che mai e pronto, per il quinto anno, ad allietare le serate dei fan di J.R.R. Tolkien.

Final Fantasy XIV
Chiudiamo questo appuntamento tolkien-centrico con una notizia che probabilmente farà felici molti avventurieri di Eorzea, sopratutto quelli che hanno deciso di pagare la sottoscrizione che Square Enix ha richiesto da questo mese in poi.

PC Magazine #61

Per chi non lo sapesse, l'originale sistema di pagamento elaborato dalla società giapponese prevedeva un cervellotico acquisto di una unità economica virtuale, chiamata "Crysta", con la quale si potevano poi pagare i servizi online, tra cui ovviamente la quota mensile di Final Fantasy XIV. Il problema di questo strambo sistema, però, non risiedeva soltanto nella sua insensata complessità, ma anche nel fatto che i valori proposti obbligavano l'utente ad acquistare più "Crysta" del necessario. La pioggia di lamentele era giocoforza cessata col passaggio al modello free-to-play, durato per un anno intero, e adesso che si deve tornare a pagare Square Enix ha pensato bene di scartare l'intero sistema e optare per un comunissimo pagamento tramite carta di credito e Paypal. Era ora.

di Christian La Via Colli

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Gli Ultrabook sono ancora prematuri?

PC Magazine #61

Gli Ultrabook sono piccoli notebook che promettono di compattare la potenza di un PC "full feature" in una confezione realmente portatile. Promesse non difficili da mantenere dal punto di vista delle dimensioni, grazie a chip sempre più piccoli e sempre più freddi, ma che comportano altri problemi quando l'obiettivo è quello di restare al di sotto dei 1.000 euro. Stiamo parlando del peso, elemento fondamentale della portabilità, e che invece non viene nemmeno elencato nelle linee guida impostate da Intel intorno alla definizione di Ultrabook. Un caso? Probabilmente no considerando che quasi tutti i modelli di Ultrabook presentati al CES 2012 superavano il kilogrammo e mezzo di peso. Inoltre, per spingere sulla potenza restando nelle linee guida, sembra che la seconda generazione di Ultrabook abbia dovuto rinunciare ai dischi solidi che invece comparivano nelle specifiche dei primi Asus, Toshiba e Acer e con un peso massimo di 1.36 kilogrammi. In sostanza l'aumento prestazionale è costato parecchio in termini di compromesso e questo pone dubbi sull'effettiva utilità di rincorrere le performance assolute nel campo degli ultra-portatili che, tra l'altro, hanno schermi troppo sacrificati per mostrare il dettaglio massimo dei titoli moderni. Ovviamente il motivo c'è. Si tratta di una corsa a chi arriva primo e qualcuno deve pur partire, inoltre Intel è decisa a dominare l'intero mercato delle CPU e ha fondi in abbondanza per tentare tutte le strade. Ma a pagare il prezzo di un passo troppo lungo sarebbero i costruttori più che la produttrice di CPU, così come è accaduto per la scorsa generazione di tablet.

The Beastrig - Un nuovo assemblato fuoriserie

PC Magazine #61

BeastRig ha deciso di aprire una sezione del proprio sito di customizzazione per i PC dedicati esclusivamente al gaming e quindi con un occhio al risparmio. Il case aggressivo (Cooler Master Enforcer modificato) è ovviamente irrinunciabile, ma sul fronte delle CPU e delle schede video le possibilità sono limitate ai prodotti AMD. Si parte con un AMD FX-4100 a 3.6GHz, affiancato da una Radeon HD 6750 e da 4GB di RAM Viper Xtreme a 1866MHz, in modo da restare intorno ai 1.100 dollari che sono meno di 1000 euro includendo sistema operativo e garanzia da un anno. Il tutto senza rinunciare al raffreddamento a liquido, una piccola unità a stato solido da 60GB per il sistema operativo e un Western Digital Caviar SATA 500GB da 6GB/s. Un'offerta allettante insomma per un PC veloce da avviare e piuttosto prestante in relazione ai titoli disponibili oggi. Ovviamente è possibile pompare la configurazione a dismisura includendo unità a stato solido più care del platino, configurazioni RAID-0, masterizzatore Blue-Ray, due hard disk aggiuntivi da 3 terabyte, CPU Bulldozer FX-8150, 8GB di RAM, Radeon 6970, alimentatore da 1300 Watt, garanzia esagerata, scheda audio, monitor, gaming mouse, casse e tastiera. Una sportiva superaccessoriata insomma con un prezzo fuoriserie da 5.379 dollari. L'hard disk accessorio da tre terabyte è comunque tranquillamente rinunciabile, in ottica gaming, mentre è particolarmente interessante l'opzione di overclocking di fabbrica che costa 50 o 100 dollari a seconda della "spinta".

Navigatori nella tempesta

PC Magazine #61

L'attacco di Anonymous contro Universal Music, il dipartimento di Giustiza degli Stati Uniti e la Recording Industry Association of America, in seguito alla chiusura di Megaupload e Megavideo, era un semplice bombardamento. Niente di pericoloso per i dati ma una mera prova di forza che tra l'altro pare aver coinvolto svariati innocenti portati a cliccare su un link ingannevole. Il link in questione infatti portava a una versione browser di un celebre tool usato per gli attacci DDoS, trasformando così il PC dell'ignaro navigatore in un cannone in più da dirigere contro i siti governativi americani. Ingegnoso dunque, ma possibile grazie alla semplicità degli attacchi DDoS che si basano su un bombardamento di richieste indirizzate a un sito da "soffocare". Ma se realtà spesso sotto attacco sono comunque vulnerabili, com'è messo il resto del world wide web? Ebbene, nonostante gli svariati allarmi degli ultimi mesi i siti di Verizon, Huffington Post, European Organization for Nuclear Research (CERN) , Electronic Arts (EA), IGN e del New York Times si sono rivelati vulnerabili. Un rappresentante per ogni categoria dunque, dall'editoria libera alla telefonia e fino alla stampa classica, a comporre una squadra di fonti rilevanti eppure estremamente esposte. Apparentemente la missione del TeamHav0k è stata realizzata proprio per mostrare queste debolezze e mettere in allarme non solo le relative compagnie ma l'intero world wide web. La manomissione degli script XXS infatti è comune e permette anche di lanciare virus capaci di sfuggire a svariati antivirus. Inoltre Opera e Firefox non riescono ancora a fermare attacchi di questo tipo al contrario di IE9 e Chrome. Il panorama insomma non è incoraggiante. La situazione sembra addirittura peggiorata negli ultimi anni, e probabilmente è naturale visto che non tutti gli hacker sono ribelli idealisti. Anzi, per la maggiorparte sono ormai truffatori digitali addestrati da professionisti e questo significa che in futuro i rischi per il navigatore, dalla privacy alla sottrazione dei dati personali e finanziari, potrebbero peggiorare.

Arriva la nuova generazione

Chiudiamo la rubrica parlando di console, d'altronde finchè la nuova Xbox è ancora smontata resta ancora nella sfera della componentistica. Inoltre l'arrivo delle nuove console significa vedere finalmente sfruttate a pieno quelle schede DX11 che ci mettiamo in casa da due anni, sempre ovviamente che il PC non venga snobbato nel nome dei profitti. Restiamo comunque ottimisti e partiamo con la voce più completa e ritenuta più affidabile che parla di un PowerPC e di una Radeon 7000 compattati in un unico circuito SoC (System on a Chip). Ovviamente il nome PowerPC può significare qualsiasi cosa. Sviluppati spesso su misura per specifiche applicazioni, come lo Xenon della prima XBox, i PowerPC possono oggi arrivare a 8 core e sprigionare una potenza notevole. Allo stesso modo menzionare la serie 7000 della Radeon può voler dire qualsiasi cosa. Quale 7000, quanta memoria e quali frequenze sono elementi fondamentali per valutare, anche sommariamente, il potenziale di un sistema. Inoltre, come per la menzione della Radeon HD 6770 spuntata in un rumor raccolto da Kotaku, non è impossibile che il primo kit non corrisponda a quello finale. Dunque una scheda inclusa nel kit di sviluppo attuale potrebbe essere stata scelta per somiglianze architettoniche, che consentirebbero dunque di sviluppare un titolo, per poi essere sostituita nella versione finale dell'hardware. Appare infatti improbabile una scelta in stile Nintendo che arriverà prima sulla prossima generazione e domina già il mercato casual e della grafica cartoon. Ovviamente con gli avatar, il kinect e con l'offerta in stile disneyano, il colosso di Redmond punta ad attirare gli utenti che si sono avvicinati a Nintendo con la Wii, ma uno zoccolo duro è fondamentale e se da una parte ci sono Mario e Zelda, dall'altra la tecnologia e gli sparatutto sono ormai imprescindibili e non possono essere trascurati con milioni di giocatori che non vedono l'ora di un nuovo salto per Call of Duty e di sfruttare a pieno motori come il Frosbite 2. Tra l'altro anche i giocatori meno assatanati cominciano ad avvertire i troppi limiti della generazione attuale e non solo dal punto di vista estetico ma anche da quello di fisica e interazione. In ogni caso ci sentiamo piuttosto sciocchi in questo tentativo di indovinare il futuro. la Repubblica sembra sapere già tutto.

di Mattia Armani

PC Magazine #61

Non c'è nulla da segnalare di nuovo a proposito del nostro "muletto". Le componenti sono le solite, mentre i prezzi sono scesi leggermente sfiorando la soglia dei 400 euro. In questa fascia di prezzo, le componenti AMD, CPU e GPU, sono in linea di massimo quelle più convenienti come oramai da diversi mesi abbiamo modo di sottolineare.

Componente
Caratteristiche
Prezzo
Processore
65€
Scheda Madre
45€
Scheda Video
125€
Ram
KINGSTON - Memoria Dimm HyperX Blu 4Gb ddr3 1333MHz 
25€
Alimentatore
40€
Hard Disk
SEAGATE SATA II 500GB 7200 32MB
80€
Prezzo Computer Budget
380 Euro