A Volte li Scontano Vol.6  0

Una rubrica che farà la felicità dei videogiocatori meno facoltosi che spesso non se la sentono di acquistare i titoli appena usciti a prezzo pieno. Un meraviglioso excursus approfondito e ricco di dettagli, attraverso i giochi in edizione economica.

Sin Episodes: Emergence


Linea: Steam (DD)

Prezzo: 9,95$ (7,50€ circa + tassa 20%)

Storico: Sin Episodes: Emergence non è certo il primo Sin. L’originale uscì in contemporanea con il primo Half-Life, ma ebbe una sorte ben diversa. Tanto acclamato fu il titolo di Valve quanto deprecato quello di Ritual, soprattutto a causa di alcuni bug che, nelle prime versioni, impedivano di terminare il gioco. L’allora scarsa diffusione di internet (stiamo parlando del 1998) impedì alle successive patch di calmare gli acquirenti inferociti. A causa dell’insuccesso, Ritual ha avuto più di qualche difficoltà nel trovare qualcuno disposto ad investire nel seguito, almeno fino all’approdo su Steam… dove si è scelta la formula ad episodi…

Primo Voto Multiplayer.it: 6.5 - Link all'articolo

Uscirà mai il secondo episodio della serie che, insieme a quella di Half-Life 2, doveva essere l’esordio dell’episodicità nel mondo dei videogiochi mainstream? La videoludonovela può funzionare (vedi la nuova serie di Sam & Max), se vengono rispettate le date di uscita e non si devono aspettare molti mesi tra un episodio e l’altro. Per ora Valve e Ritual hanno fallito completamente sotto questo aspetto: il secondo episodio della serie dedicata ad Half-Life 2 è stato rimandato di svariati mesi, mentre il secondo Sin è sparito nel nulla… molti credono che l’intero progetto rischi di essere cancellato fermandosi al deludente, sia a livello di vendite, sia qualitativamente parlando, primo episodio. Riuscirà l’abbassamento del prezzo a far rinascere un po’ d’interesse nei videogiocatori per questo sfortunatissimo brand?
Mah… vista la natura ad episodi del prodotto, forse l’abbassamento di prezzo doveva essere accompagnato dall’annuncio del secondo episodio, per sortire un qualche effetto. Quanti sarebbero disposti ad acquistare il primo capitolo di un libro che non si sa se verrà mai portato a termine? Oltretutto, visti i nove episodi promessi, in quanto tempo si conta di far finire la serie visto che ormai, dall’uscita del primo episodio, è passato quasi un anno? Personalmente conto di voler morire tranquillo, almeno dal punto di vista ludico. Mettiamoci anche la qualità non eccelsa di questo FPS banalotto e dalla storia senza mordente (difetto imperdonabile mirando alla serialità), per rendersi conto che Sin Episodes: Emergence sembra più un epitaffio che un esempio da seguire per altri sviluppatori.

Gun Metal


Linea: Newave Italia

Prezzo: 9,90€ circa

Storico: Niente di rilevante da segnalare.

Primo Voto Multiplayer.it: 6.5 - Link all'articolo

Un bell’aereo sarebbe il regalo ideale da fare al Rubbini, anche questo mese in procinto di traslocare. Dopo aver abitato i bassifondi di New York, essere tornato in Italia, e aver tentato la fortuna a Londra, dove pare essere stato avvistato in compagnia di un gruppo di punk, il prode redattore di Multiplayer.it sta per fare ritorno in Italia, ma non nella sua amata Bologna che vorrebbe dedicargli una via (i bolognesi non fanno altro che gridare in piazza “Via Rubbini”… alcuni sbagliano urlando “Rubbini vattene via”… chissà perché nessuno li corregge).
Gun Metal è un gioco d’azione senza troppe pretese, che sembra la demo delle potenzialità di una scheda grafica, più che un prodotto pensato per il mercato. Intendiamoci, è molto divertente… ma decisamente leggero. Nei panni di un robot che può trasformarsi in un aereo (simile ai veicoli della serie Macross, insomma), dovremo riuscire a porre fine ad una guerra che va avanti da anni… ma sì, insomma, la solita solfa messa insieme per giustificare uno sparatutto in terza persona senza troppe pretese ma decisamente divertente. Saranno le esplosioni multicolorate, la saturazione eccessiva di ogni situazione, le grosse astronavi nemiche, le missioni veloci e appassionanti, la mole di fuoco che invade lo schermo nei momenti più frenetici… ma sì, insomma, se uno non cerca altro che qualche ora di purezza videoludica, può trovare in questo erede ideale di Incoming il prodotto adatto per soddisfare le sue esigenze. Peccato che sia molto breve e si finisca in tre / quattro ore (in totale ci sono 14 missioni) e peccato anche che non ci siano motivi per rigiocarlo una volta portato a termine. La spettacolarità, inoltre, si è un po’ annebbiata con il passare degli anni e quello che nel 2003 sembrava molto bello, nel 2007 è routine. Insomma, prendetelo se avete un budget limitato (altrimenti perché stareste leggendo questa rubrica?) e volete divertirvi in modo easy.

Mafia: City of Lost Heaven


Linea: Take 2

Prezzo: 9,90€ circa

Storico: Niente di rilevante da segnalare.

Primo Voto Multiplayer.it: N/D

Non aver giocato a Mafia: City of Lost Heaven è un delitto più che una mancanza. Per molti si tratta di uno dei più bei giochi mai realizzati… ma forse non è il caso di esagerare. L’unica verità affermabile con certezza è che si tratta di una delle esperienze di gioco più immersive e meditate disponibili per PC. Era l’epoca in cui il genere dei “free roaming games” era ancora in fase embrionale e non ne esistevano molti esponenti. A parte i vari GTA, che facevano parlare di sè più per le loro qualità umorali che per altro, c’era poco o niente. Poi uscì il titolo di Illusion Softwork e fu chiaro a tutti che era di livello superiore… peccato che oggi, di fronte ai dati di vendita, nessuno lo ricordi più (ovviamente vendette una frazione delle copie piazzate da Rockstar con Grand Theft Auto III e con Vice City). Fortunatamente Mafia vive ancora nella memoria di quelli che lo hanno giocato (lasciate perdere la scialba e ammorbidita versione per console, che ha fatto parlare di sè più per le reazioni dei politici che per le sue qualità intrinseche).
Ambientato nella città di Lost Heaven, immaginaria ricostruzione di una metropoli ispirata agli anni del proibizionismo, in cui mafiosi come Al Capone la facevano da padrone, Mafia racconta la storia di un tassista che, per un caso fortuito, viene assoldato da una famiglia mafiosa dopo aver involontariamente aiutato alcuni suoi uomini in un rocambolesco inseguimento. Da qui ci sarà una vera e propria scalata nei ranghi della malavita fino a quello che è uno dei finali più belli e drammatici della storia dei videogiochi (a giudizio di chi scrive).
Se amate i videogiochi non potete lasciarvelo sfuggire: dopo qualche ora di gioco vi diventerà chiaro cosa significa “raccontare” una storia in un videogioco, come si caratterizzano dei personaggi senza renderli le solite macchiette insulse a cui siamo (purtroppo) abituati e come si sfrutta un’ambientazione per creare un’esperienza unica e irripetibile, invece che per dare vita al solito siparietto insulso di situazioni scontate.

Castle Strike


Linea: Newave Italia

Prezzo: 9,90€ circa

Storico: Un RTS uscito in sordina ormai più di tre anni fa e che non ha lasciato molti segni nel nostro paese.

Primo Voto Multiplayer.it: 7.5 - Link all'articolo

Castle Strike è un buon RTS passato troppo in sordina. Non che sia particolarmente originale o eccezionalmente spettacolare; semplicemente è molto solido in ogni suo aspetto, aggiungendo la creazione e la gestione delle fortezze (alla solita solfa) che, nella sua semplicità, è un’aggiunta affatto malvagia. Insomma, affrontando le diverse campagne che lo compongono, non si arriva mai a gridare al miracolo, ma nemmeno ci si annoia. Sarà la storia, non originale ma ben narrata, sarà la varietà delle missioni, sarà l’impegnativa IA degli avversari guidati dalla CPU, ma non si riesce a non apprezzare questa produzione tedesca. Mettiamoci anche il sistema della raccolta delle risorse, automatizzato in modo da non essere invasivo dell’azione, e l’ottimo bilanciamento delle truppe, a cui la gestione del castello aggiunge più di qualche variabile per il loro utilizzo, e capirete come mai vi consigliamo di acquistare Castle Strike. Certo, tenete conto che qualche difetto c’è. In primo luogo era tecnicamente datato già alla sua prima uscita e, quindi, non aspettatevi grandissime cose dal punto di vista visivo. Un altro grosso difetto è la mancanza di elementi innovativi di grande rilievo, difetto cronico nel mondo degli RTS dal secondo Dune in poi. Anche il multiplayer, nonostante le varie modalità, non è stato supportato e risulta attualmente morto… insomma, il prezzo è basso e quello che andate a comprare lo sapete. Fateci un pensierino se siete in astinenza dal genere e se questo vi era sfuggito all’epoca della sua prima uscita.

Psychonauts


Linea: Steam

Prezzo: 19,90€ circa

Storico: Il nome di Tim Schafer merita un'approfondimento. Eccovi un Link alla pagina di Wikipedia a lui dedicata.

Primo Voto Multiplayer.it: 9 - Link all'articolo

Meglio tardi che mai dovrebbe essere il vostro pensiero guida se vi siete lasciati sfuggire Psychonauts, distratti magari da titoli violenti e antisociali che hanno offuscato la fine ironia di questo gioiello della modernità videoludica. Tanta ammirazione per l'opera di Schafer è dovuta in parte all'idea di erigere sulle solide meccaniche del genere platform-adventure una struttura originale e visionaria, che potesse offrire un'esperienza di gioco tonificante per l'immaginazione inibita dai troppi deja vu. Insomma per farla semplice troverete piattaforme su cui saltare e tanti bonus da sbloccare, collezionando amenità di vario tipo, ma l'ambientazione e i folli poteri a disposizione stravolgono le aspettative del giocatore smaliziato. In fondo si tratta di un gioco che attinge i propri temi dal sub-conscio dell'essere umano, noto contenitore di ossessioni, paranoie e manie delle piu varie; è dunque lecito attendersi scenari bizzarri e a tratti grotteschi, partoriti dalla fertile fantasia di una delle firme più autorevoli delle decadi passate. Basti pensare che i primi, folli capitoli della saga di Monkey Island sono stati tutti scritti da Schafer, senza dimenticare tra gli altri Grim Fandango, un'avventure sceneggiata con rara eleganza.
Questo significa che del suo approccio personale alla realizzazione di Psychonauts hanno beneficiato anche la storia e i dialoghi, due elementi spesso trascurati ma di grande rilievo, perchè capaci di rendere unica e duratura nel ricordo l'espeienza di gioco. Non è infatti per mera nostalgia che i giocatori di vecchia data ricordano con tanta lucidità i giochi di Schafer, ma bensi per il suo talento nel rendere unici e immortali i personaggi. Psychonauts rappresenta in definitiva un fiore all'occhiello nella scuderia di Steam e il prezzo ridotto un'incentivo irresistibile per mettere al sicuro sul proprio hard-disk un gioco vario, straripante di trovate geniali e impreziosito da una resa grafica mai banale e curata.

Crazy Frog Racer


Linea: Xplosiv

Prezzo: 9,90€ circa

Storico: Il gioco di uno dei personaggi più insulsi e tamarri della storia.

Primo Voto Multiplayer.it: N/D

Forse chi ha sviluppato questo Crazy Frog Racer si voleva prendere gioco di tutti quelli che trovavano simpatica la ranocchia che correva su una moto invisibile. La verità non ci è data di saperla, ma non cercatela in quest’ammasso di codice e grafica che si vorrebbe spacciare come videogioco. Forse solo Big Rigs è un racing game peggiore, ma almeno ha la dignità della bruttezza assoluta che lo rende quantomeno curioso da provare. Qui manca anche quella.
Selezionate un personaggio e preparatevi a correre lungo rocamboleschi circuiti sospesi in aria! Che bello. Peccato che la noia sia più veloce di qualsiasi personaggio selezionabile e che già a metà del primo giro regni incontrastata. Sarà forse il disastroso sistema di guida a rendere frustrante il gioco? Non che ci aspettassimo chissà quale fisica o risposta da una ranocchia a cavallo del niente, ma qui si sfiora il ridicolo. Le prime partite si passano ad ammirare il vuoto oltre la pista. Il senso di velocità è nullo e la grafica la potrebbe modellare un qualsiasi studente che abbia superato le prime tre ore di un corso di 3D Studio. Chi riuscisse a superare il terrificante impatto iniziale, dovuto anche all’antipatia dei vari personaggi, potrà gustarsi l’impatto della profonda povertà complessiva di questa produzione. A poco servono i bonus distribuiti per le piste e i diversi circuiti, tutti troppo simili… il senso generale è quello di trovarsi di fronte ad un qualcosa di messo insieme in fretta e furia, tanto per sfruttare un personaggio del momento. Consigliato a tutti quelli che amano (hanno amato) imitare l’odiosa ranocchia con la bocca e che in discoteca hanno rimorchiato mostrando ad una ragazza lo screen saver scaricato sul proprio cellulare…