Banjo Kazooie Grunty's RevengeBanjo-Kazooie: Grunty's Revenge 

Dopo l'acquisizione da parte di Microsoft, Rare ha dovuto abbandonare lo sviluppo di titoli per Gamecube, ma non per Game Boy Advance: ecco quindi che proprio l'handheld Nintendo può ora vantarsi di ospitare il ritorno sulle scene di Banjo e Kazooie: Ma sarà davvero un onore?

Banjo-Kazooie: Grunty's Revenge Banjo-Kazooie: Grunty's Revenge

La forza dell’abitudine

Se è vero che il plot narrativo non è mai stato il punto di forza della serie di Banjo-Kazooie, è altrettanto innegabile come per questo Grunty’s Revenge i ragazzi di Rare sembrano essersi davvero impegnati a fornire al proprio titolo uno storyline quanto più possibile debole e poco originale. Lo spirito della strega Gruntilda, arcinemica dei due protagonisti del gioco, viene risvegliato dal proprio scagnozzo di fiducia ed inserito in una veste meccanica atta a sostituire il corpo originario (ormai perduto) della malvagia megera. Questa, desiderosa di vendetta, decide di tornare indietro nel tempo nel tentativo di modificare a suo favore il corso degli eventi: appena apprese queste notizie, Banjo e Kazooie si gettano immediatamente all’inseguimento di Gruntilda. Il velo pietoso che si viene a posare sulla trama di Grunty’s Revenge non avrebbe comunque inficiato minimamente sulla valutazione del prodotto Rare, se non fosse che proprio il lato squisitamente giocoso del titolo ne è anche la principale fonte di disappunto. Ma andiamo con ordine. A livello di quantità, Grunty’s Revenge presenta sostanzialmente tutti gli elementi caratteristici dei due ottimi prequel a 64-bit: Banjo e Kazooie, dunque, si aggirano per i vari livelli col principale obbiettivo di raccogliere dei pezzi di puzzle dorati (ce ne sono dieci per ogni stage) indispensabili ad aprire la via per gli schemi seguenti. Solitamente, questi oggetti vengono dati al giocatore come premio per la risoluzione di alcune semplicissime sotto-quest, consistenti per lo più nella raccolta e relativa consegna ad un NPC di turno di determinati item o nella vittoria in alcuni mini- giochi. La seconda attività principale di Banjo e Kazooie sta nel raccogliere le cento note dorate presenti in ogni livello, indispensabile mezzo di scambio per ottenere nuove mosse ed abilità. Oltre a ciò, l’utente si vede ovviamente costretto ad affrontare tutta una serie di nemici, peraltro eliminabili con disarmante facilità grazie alle poche ma efficaci mosse d’attacco del duo protagonista. Non manca poi l’angolo di Mumbo Jumbo, lo stregone in grado di trasformare Banjo in tutta una serie di strane creature le cui peculiari abilità sono indispensabili ad ottenere alcuni pezzi di puzzle. Insomma, gli elementi caratteristici dei primi due capitoli a 64-bit ci sono tutti. Manca solo una cosa: il fattore divertimento.

Banjo-Kazooie: Grunty's Revenge Banjo-Kazooie: Grunty's Revenge

Si stava meglio nel ‘64

Inutile negare, infatti, come Grunty’s Revenge si riveli fin da subito un’esperienza tutt’altro che esaltante: merito questo anzitutto di un livello di difficoltà eccessivamente basso, seguito nell’ordine da una struttura di gioco piuttosto piatta, un level design poco ispirato e, ciliegina sulla torna, una longevità assolutamente ridicola (un utente medio è in grado di portare a termine il gioco al 100% in poco più di quattro ore). L’avanzamento nei vari livelli è reso dunque poco avvincente sia dalla facilità con la quale si riescono ad ottenere tutte le note e i pezzi di puzzle, sia dalla stucchevole fissità della struttura di gioco, scarsamente ravvivata dai mini-giochi affrontabili nel corso dell’avventura. Il mediocre level design dei livelli (il massimo della banalità per quanto riguarda l’ambientazione) non aiuta certo in questo senso, così come l’irrisoria minaccia costituita dai nemici su schermo e dai boss di fine livello, sicuramente tra i peggiori mai realizzati a memoria d’uomo. Il risultato finale è un gioco non pessimo, ma tuttavia incapace di instillare divertimento in tutti i giocatori con un minimo di esperienza videoludica alle spalle. Il che è un peccato, considerando anche l’ottima veste tecnica del titolo Rare. A livello grafico, Grunty’s Revenge si distingue per la pulizia e la ricchezza di elementi dei fondali, oltre che per una grande cura nella realizzazione delle animazioni di Banjo e Kazooie. Decisamente interessanti e gradevoli, poi, alcune soluzioni cosmetiche in simil-3D che fanno da sfondo a determinati mini-giochi. Per quanto riguarda il comparto sonoro, invece, la somiglianza con i titoli a 64-bit è presso che assoluta: l’accompagnamento musicale, gli effetti sonori e le strane “voci” dei personaggi sono dello stesso buon livello qualitativo delle versioni per N64.

Banjo-Kazooie: Grunty's Revenge Banjo-Kazooie: Grunty's Revenge

Commento

Banjo-Kazooie: Grunty’s Revenge rappresenta, in estrema sintesi, il fallimento da parte di Rare di portare la struttura di gioco dei due originali titoli per N64 su Game Boy Advance. A poco serve, infatti, trasferire di peso tutta una serie di elementi quantitativi quando manca la sostanza, nella fattispecie un gameplay all’altezza. Grunty’s Revenge si rivela in fin dei conti un prodotto caratterizzato da un ottimo comparto tecnico, ma fallace a livello ludico: troppo facile, troppo piatto, troppo corto. Questo non significa che il titolo Rare sia necessariamente un pessimo gioco, tuttavia difficilmente potrà rivelarsi in grado di rendersi interessante ai maggiori di dieci anni.

Pro: Ottima veste grafica Simpatico accompagnamento sonoro Contro: Struttura di gioco banale e lineare Livello di difficoltà minimale Longevità ridicola

Se c’è un genere che su Game Boy Advance sicuramente non soffre di povertà di esponenti, è sicuramente quello dei platform game. Questa ovvia constatazione dev’essere stata anche una delle motivazioni che ha spinto Rare a optare ad una soluzione diversa dal classico schema a scorrimento orizzontale per la conversione sull’handheld Nintendo di uno dei suoi franchise più noti. Banjo-Kazooie: Grunty’s Revenge (questo il titolo della nuova avventura portatile dello strampalato duo animale) si presenta infatti come un’adventure game con visuale a volo d’uccello, setting questo che gli sviluppatori hanno ritenuto ideale per mantenere il più possibile inalterato il feeling dei due originali titoli per N64. Con risultati, ahinoi, non propriamente esaltanti dal punto di vista ludico…

TI POTREBBE INTERESSARE