Brothers in Arms: Hell's HighwayBrothers in Arms: Hell’s Highway 

Presso lo stand Ubisoft abbiamo provato a porte chiuse Brothers in Arms: Hell’s Highway, il terzo capitolo della saga che sbarca prepotentemente nelle nuova generazione.

Non abbiamo mai visto dei personaggi caratterizzati così bene, siamo davvero a livello cinematografico.

Brothers in Arms: Hell’s Highway Brothers in Arms: Hell’s Highway Brothers in Arms: Hell’s Highway

Gameplay

Dal punto di vista del gameplay il titolo Ubisoft, sviluppato da Gearbox, è una evoluzione dei due precedenti capitoli. Il comando delle due squadre è immediato e molto semplice visto che si basa sul semplice spostamento di un indicatore su schermo. Ovviamente potremo ordinare non solo gli spostamenti, ma anche di restare in copertura, utilizzare fuoco di sbarramento e altre manovre tattiche, con la semplice pressione di pochi tasti.
Tecnicamente Brothers in Arms si dimostra assolutamente pregevole, anche se la build che abbiamo visto era in parte incompleta e comunque la data d’uscita è ancora lontana. Sono ottimi gli effetti di luce e ombra, come pure la gestione della fisica, davvero molto avanzata. Le possibilità di interazione con lo scenario sono moltissime, evidenziando davvero una cura pregevole per tutti i dettagli. In cielo sfrecceranno gli aerei e le esplosioni detoneranno in lontananza, mentre i nostri soldati potranno cercare ovunque copertura, ad esempio si possono tranquillamente sdraiare sotto i camion per esplorare in sicurezza i dintorni.
Aspettiamo di poter testare direttamente una versione più avanzata del gioco Ubisoft, che ci ha comunque impressionato positivamente, rimanendo uno dei migliori first person shooter tattici, soprattutto per quanto riguarda la sua capacità di catturare il videogiocatore e di portarlo sui campi di battaglia facendolo sentire parte di una squadra.

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Realismo

Seguiremo Matt Baker, Joe Hartsock e tutta la 101 Divisione Paracadutisti dell’esercito americano, in missione nel 1944 in Olanda, nell’ambito dell’operazione Market-Garden e durante la ritirata, nella famosa “Hell’s Highway”.
Il livello che abbiamo visto inizia con una strana calma, in un negozio di giocattoli per bambini, dentro ci siamo noi, a riflettere chissà su cosa, forse sulle tristezze della guerra. Dopo pochi istanti entrano i nostri compagni, e non c’è più spazio per i pensieri seri e i discorsi degenerano subito nelle classiche battute da compagni d’armi. Questa situazione di strana tranquillità viene improvvisamente interrotta da una fragorosa detonazione sulla strada, che fa esplodere tutti i vetri del negozio. Una scheggia ci ferisce al braccio e un nostro soldato ci aiuta ad estrarla, dolore fisico che abbiamo percepito quasi fosse reale.
Inizierà da qui la nostra missione di farci strada tra le linee nemiche. Comanderemo due squadre di soldati e saremo responsabili della loro sicurezza. Non abbiamo mai visto dei personaggi caratterizzati così bene, siamo davvero a livello cinematografico; in un breve trasferimento scavalcando un recinto, parteciperemo ad una scena banale nella sua essenza, ma che fa capire quanto gli sviluppatori si siano voluti concentrare per realizzare dei personaggi decisamente credibili. Scavalcando, infatti, un basso muretto di pietra che ostacola il passaggio, uno dei soldati inciampa e cade, subito un suo compagno si ferma, torna indietro e lo aiuta velocemente a rialzarsi. Un’altra scena ci ha fatto riflettere molto sulla naturalezza che è stata attribuita ai personaggi virtuali, in questo caso si tratta di alcuni tedeschi che si stanno occupando di un pezzo di artiglieria e si trovano tra due fuochi, la nostra pattuglia e un’altra di un diverso reggimento. Una volta che la squadra americana guidata dalla CPU inizierà a fare fuoco, anche noi parteciperemo all’assalto colpendo i nemici alle spalle. Vedendosi circondati e senza possibilità di salvezza, invece di reagire come meri automi, armandosi istantaneamente, sparando a destra e a sinistra, reagiranno in maniera molto naturale, alzando le mani e provando ad arrendersi… peccato che sarà ormai troppo tardi. Una sfumatura che, sinceramente, ci ha scatenato una forza emozione.

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