Chain DiveChain Dive 

Sony presenta un nuovo action tridimensionale dotato di un sistema di controllo abbastanza particolare. Le nostre impressioni in merito.

Chain Dive Chain Dive
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Annunciato un po’ in sordina durante il corso del TGS, Chain Dive potrebbe rivelarsi una gradita sorpresa nel panorama degli action, grazie ad alcune trovate interessanti che cercano di diversificare il titolo in questo genere, a dir poco inflazionato. L’idea di base che si cela dietro all’ultima fatica di Scei consiste nell’utilizzare alcuni punti luminosi presenti in diverse parti dello scenario, allo scopo di raggiungere piattaforme sopraelevate e nemici altrimenti irraggiungibili, il tutto tramite una frusta energetica in possesso del protagonista principale, Shark, che si ritrova in uno scenario post apocalittico e sull’orlo dell’ennesima crisi, questa volta a causa di insetti robotici creati per chissà quale scopo.
Il protagonista non potrà quindi volare, ma data la natura degli scenari, spesso decadenti e privi di fondale, l’uso di questa tecnica sarà vitale per la sopravvivenza, anche per sconfiggere le orde di nemici che ci attaccheranno, magari eseguendo spettacolari combo. La strategia d’attacco è molto semplice: con la spada in nostro possesso (denominata “Unbreakable”, l’indistruttibile) potremo letteralmente congelare i nemici che incontreremo, successivamente potremo usarli come punti d’appoggio per la nostra frusta energetica, ed eliminarli con un attacco roteante estremamente veloce e violento, anche combinato. Non mancherà ovviamente la canonica smart bomb, che permetterà di congelare tutti i nemici presenti sullo schermo. Un gameplay così particolare si traduce spesso in una velocità d’azione molto elevata e a tratti confusionaria, basterà infatti premere i tasti giusti a casaccio in diverse occasioni per avere la meglio di tutti i nemici su schermo e con un piccolo dispendio di energia. I boss di fine livello per fortuna necessitano di strategie più accurate, anche se l’idea di base per eliminarli è sempre la stessa esplicata in precedenza.
Dal punto di vista tecnico ci troviamo di fronte ad un finto 3d (alla Contra, per intenderci) nel quale, appunto, dovremo seguire dei binari predefiniti. Il frame rate è ancorato sui 60fps anche in condizioni di molta attività su schermo. Gli ambienti spaziano dal buono (come il colosseo) all’appena sufficiente (il quadro iniziale) e in generale soffrono di effetti di shimmering e flickering un po’ troppo marcati, che sono oramai ad appannaggio solo delle prime produzioni per Playstation 2, salvo dovute eccezioni. Il design dei personaggi è invece di buon livello, soprattutto per quanto riguarda il personaggio principale, mentre la stessa cosa non si può dire per i nemici, che appaiono un po’ anonimi e non particolarmente ispirati.
Chain Dive potrebbe avere qualcosa da dire grazie al sistema di gioco perlomeno originale e frenetico, purtroppo alcuni difetti strutturali e tecnici già emersi durante la visione della demo non portano in questa direzione.

Nel caso vogliate farvi un'idea più precisa del gioco, abbiamo preparato un filmato per voi:

Filmato Chain Dive

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