Civilization IV: Beyond the Sword - Hands On  4

Nella seconda metà di Luglio avremo modo di mettere le nostre dolci manine sopra Beyond the Sword, la seconda espansione di Civilization IV. Ne varrà la pena?

Religione ed economia

Già da quanto vi abbiamo descritto dovreste aver capito che Beyond the Sword non è una normale espansione. Le novità sono tali e tante che si potrebbe parlare tranquillamente di gioco a sè, se non fosse necessario possedere la versione base di Civilization IV per poterlo installare. Quanto descritto è solo un frammento della vastità dell’offerta. Prendiamo ad esempio la religione. Nel gioco base, nonostante fosse presente, svilupparla e gestirla non era essenziale per riuscire a vincere. Si trattava di un aspetto tra i tanti che diventava presto secondario. Molti hanno parlato di implementazione frettolosa che ha influito relativamente sul gameplay classico della serie. Bene, non è più così. Installando questa nuova espansione sarà possibile costruire l’Apostolic Palace, una meraviglia del mondo che renderà di fatto centrale la religione nelle scelte diplomatiche. In effetti il credo religioso può trascendere i confini nazionali e può unire popoli anche in contrasto tra loro. Questo rende possibile influenzare le altre civiltà aumentando il proprio potere confessionale e arrivando a poter indire vere e proprie crociate contro un singolo nemico. Ovviamente, la religione consentirà di vincere per via diplomatica in modo più veloce e agevole rispetto al passato, rispettando alcuni parametri e comportandosi coerentemente con il proprio credo.

le spie sono ora unità invisibili a tutte le truppe tranne alle altre spie e possono essere prodotte in qualsiasi epoca

Religione ed economia

Simile alla religione è la gestione delle corporazioni, o multinazionali che dir si voglia, che hanno finalmente assunto una grossa importanza. Il loro utilizzo non è più passivo ma consente di racimolare risorse quando queste non sono presenti nel territorio della nostra nazione e quando non conviene più importarle. Come nella realtà, le corporazioni tenderanno a sfruttare eccessivamente le risorse, causando spesso squilibri che avranno effetti importanti sulla partita in corso.

La guerra fresca

Altra novità di assoluto rilievo, questa volta tra le unità, sono le truppe di assalto. I combattimenti non sono mai stati il punto forte dei vari Civilization e più volte alcuni fan hanno chiesto una maggiore profondità in questo aspetto. Bene, con le truppe d’assalto è stato fatto un deciso passo in avanti (anche se i Call to Power, da questo punto di vista, sono ancora avanti). Ma qual è la loro particolarità? Semplice, possono essere inviate nelle retrovie nemiche per colpire degli obiettivi sensibili, ovvero alcuni edifici chiave per la strategia difensiva del nemico. Tutto qui a livello di truppe? Ma certo che no. Vogliamo parlare delle unità SAM e della fanteria anticarro? L’utilizzo dei SAM è molto semplice, visto che si tratta di unità antiaeree che consentono di colpire i velivoli anche se sono fuori dalla portata delle truppe normali. La fanteria anticarro, invece, è l’alternativa più economica e veloce per difendere una città dall’assalto dei carri armati nemici che, prima, potevano essere contrastati soltanto costruendo unità dello stesso tipo o più costose.
Un altro aspetto migliorato e approfondito è lo spionaggio, con l’introduzione di una nuova unità e di nuovi menù di opzioni che permetteranno, agli amanti delle manovre sotterranee, di colpire il nemico a fondo senza fargli capire quello che è successo. In Civilization IV le spie apparivano dopo aver costruito Scotland Yard ed erano piuttosto inutili, soprattutto in scenari in cui infuriavano battaglie campali fra eserciti di vaste proporzioni. In Beyond the Sword la situazione è ribaltata: le spie sono ora unità invisibili a tutte le truppe tranne alle altre spie e possono essere prodotte in qualsiasi epoca, visto che l’intelligence può essere finanziata alla stessa stregua della cultura e della scienza. Oltre a questo è stata introdotta una nuova unità, la grande spia, che ha gli stessi poteri di un grande leader ed è completamente invisibile, anche alle spie avversarie. Per testare questa grossissima novità abbiamo provato a portare avanti una partita libera investendo molti fondi sullo spionaggio. Questo ci ha permesso di decidere come attaccare le altre civiltà sabotandole e lavorando sotterraneamente per ottenere ribellioni e conquistare città. Ben presto ci siamo trovati in grosso vantaggio, ma la situazione è stata ribaltata da un’altra civiltà, guidata dalla CPU, che pare avesse investito più di noi in questo campo. Si è creata una vera e propria guerra fredda, roba da I Tre Giorni del Condor.

La guerra fresca

Tirando le prime somme è innegabile che Beyond the Sword sia potenzialmente una delle migliori espansioni mai prodotte (in senso assoluto), che aggiunge tali e tanti elementi al gioco base da stravolgerlo in moltissimi campi. Provandolo abbiamo subito pensato al capolavoro, pur rimanendo coscienti di essere davanti ad un "semplice" pacco aggiuntivo. Noi intanto ci siamo riforniti di caffè per prepararci ad altre, numerose, nottate insonni. Siete avvertiti.

Questa è la seconda espansione per la quarta incarnazione del brand Civilization. A differenza di Warlords, che poneva l’accento sugli aspetti guerreschi della simulazione di civilizzazione per eccellenza, Beyond the Sword va ad approfondire tutti quegli aspetti che consentono di arrivare alla vittoria senza dover per forza passare per le armi, ovvero la diplomazia e la religione. Inoltre fa ridiventare centrale la conquista dello spazio, che nel terzo e nel quarto episodio (versione liscia) aveva perso d’importanza, diventando uno dei tanti modi per vincere.
I numeri nudi e crudi di questa espansione sono impressionanti, e sono degni della versione base. Provandolo abbiamo verificato che sono stati effettivamente aggiunti 12 scenari, 10 civiltà, 16 leader, 18 nuovi edifici costruibili, 25 unità e 5 meraviglie del mondo. Per quanto riguarda gli scenari si è scelto, come al solito, di proporne sia di storici che di fantasia. Così preparatevi a partecipare alla colonizzazione dello spazio in uno scenario ambientato nell’immediato futuro (Final Frontier, il più impressionante); a guidare le truppe di Carlo Magno alla conquista del Sacro Romano Impero; a combattere contro una razza aliena in una missione che ricorda più la serie UFO che Civilization e così via. Ogni ambientazione ha le sue particolarità e le sue difficoltà specifiche, che le rendono quasi dei sotto giochi. L’affermazione è particolarmente valida per Final Frontier, dove la struttura classica di Civilization viene ampliata e adattata alla conquista dello spazio, creando un ibrido che fa il verso ad un altro capolavoro di Meier, Alpha Centauri. Questo scenario da solo meriterebbe un articolo a parte, grazie alla cura posta nel realizzarlo. Ma descriviamolo in due righe: nei panni di un gruppo di coloni che hanno perso ogni contatto con la Terra, bisogna sviluppare la propria civiltà per cercare di capire cosa è successo. L’espansione non si limita ad un solo pianeta ma ad un’intera fetta di universo.