Civilization Week: Day One  0

In occasione del rilascio della versione localizzata di Civilization 3 prevista per i prossimi giorni, abbiamo deciso di festeggiare l'evento alla nostra maniera, con un coverage nel quale cercheremo di dare una risposta ad una domanda che da qualche tempo circola nella rete: ha senso pubblicare la versione italiana di un gioco 4 mesi dopo la sua uscita? Congeliamo il quesito per qualche giorno, e focalizziamo la nostra attenzione sulla storia di questa trilogia...

Once Upon A Time


Il segreto di Civilization era probabilmente che ogni volta che venisse il sospetto di aver giocato abbastanza, veniva scoperta una nuova tecnologia, stretta una nuova alleanza o proclamata una guerra, e come sostiene lo stesso Sid, si creava un motivo per giocare "quel turno in più", che poi diventavano ore. Le 2 diverse visuali non erano altro che quella della mappa, dove era possibile selezionare le unità, muoverle, esplorare il territorio ed avere accesso alle città fondate (visuale della città) in cui tutte le grandi decisioni, come costruire una meraviglia o semplicemente un tempio e un granaio, vengono prese.
L'aspetto più affascinante di Civilization riguarda la diplomazia; la possibilità di gestire i diversi rapporti con le altre civiltà, che influenzavano enormemente la nostra, era qualcosa di molto stimolante e innovativo a quei tempi. "Civilization was a fantastic experience " è solito ripetere il buon Sid, e non c'è il minimo dubbio che sia stato una grande esperienza per un numero sterminato di giocatori.

Non c'è uno senza due

Passano gli anni. Sid Meier's ovviamente non si ferma. Esce il controverso Colonization (1994) e vari titoli che di fatto rappresentano solo upgrade, e che spesso non incontrano il favore degli appassionati; Call To Power e Call to Power 2, CivNet, ecc. Ma quello che i fans chiedono a gran voce uscirà non prima del '97. Nell'ambiente si temeva che il seguito di Civilization si accodasse al deludente seguito di X-Com, con qualche abbellimento grafico e add-on, ma invariato nella sostanza.
Beh, questo non accade con Civilization 2. Per niente. La Microprose di fatto mantiene tutti gli elementi del primo capitolo e fa felice i fans con tante nuove implementazioni.

Non c'è uno senza due


La diplomazia viene rivista, migliorata, ampliata, completata. Viene implementato l'aspetto "multimediale", consistente in diversi filmati interattivi rispondenti a vari eventi di gioco (la creazione di una meraviglia, piuttosto che il colloquio con i "boss" delle altre civiltà).
La difficoltà varia notevolmente a seconda dell'impostazione settata (come richiesto dai fans) e viene migliorata persino l'intelligenza artificiale. Insomma, un successo.
Forse l'aspetto che ancora piace di meno ai detrattori è l'impossibilità di giocare Civ2 in tempo reale. Ma questo resterà il marchio della saga, visto che come leggerete nei prossimi giorni, anche altri 5 anni e il terzo capitolo non cambieranno le carte in tavola. Questo ha creato una spaccatura con quei giocatori che hanno sempre preferito orientarsi su titoli più "moderni", come la fortunatissima serie di Age of Empires.
Per oggi è tutto: nei prossimi giorni cercheremo di capire insieme quanto valga questa edizione in italiano di Civilization 3 e se si tratti di un titolo capace di mantenere le alte aspettative degli appassionati: stay tuned!

Once Upon A Time

A volte, in un qualsiasi campo della vita, una persona rimane celebre per un particolare lavoro, evento o frase, nonostante non sia spesso che la punta dell'iceberg.
Quando si parla di giochi turn-based, la mente non può che andare ad un programmatore e ad un titolo ben preciso. Era il 1991, i floppy disk erano ancora vivi e vegeti e Sid Meier un geniale (ma non troppo) sviluppatore che aveva avuto un discreto successo con produzioni come Pirates! o F-19 Stealth Fighter. Gli mancava ancora il colpaccio di una carriera che stava per cambiare marcia.
Ci riuscì, eccome, sfornando il primo, indimenticabile Civilization, definibile come IL gioco basato su turni.
Definito dai più come la quint'essenza dei giochi di esplorazione-conquista-creazione, il primo capitolo della saga diventa forse il primo gioco che offra infinite possibilità di gioco e crea una vera e propria nicchia di appassionati, che col tempo diventa una massa adorante il titolo della Microprose.