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Diario del Capitano

Ci sono i miti, e poi ci sono i fatti. Un mito ricorrente è che Nintendo stia per capitolare, facendo la fine di Sega (o di SNK), sommersa dai debiti e costretta ad abbandonare il mercato hardware per produrre semplicemente software. I fatti invece sono ben diversi: Nintendo è una società solidissima, dai bilanci impeccabili, con ingenti utili e una montagna di soldi liquidi in cassa. Oltre 5 miliardi di Euro, circa 10.000 miliardi delle nostre vecchie lirette, una cifra da capogiro accumulata in anni di oculata gestione. Insomma, basta poco per rendersene conto: la differenza più macroscopica tra Nintendo e una Sega (o un SNK), tra tante altre differenze, è un portafogli gonfio di 5 miliardi di Euro. Una cosetta che fa la differenza e che Nintendo intende, ovviamente, sfruttare a fondo. Giusto una settimana fa il Toyo Keizai Shinpousha, pubblicazione economica nipponica, ha riportato la notizia che Nintendo ha istituito uno speciale 'fondo di guerra', accantonando una somma non ben precisata dei suoi 5 miliardi di Euro per future acquisizioni. Acquisizioni in campo hardware, per rimanere al passo con i tempi, e in campo software. Il tutto in chiave rigorosamente ludica: quello che Nintendo vuole sono i nuovi Pokèmon, non supertecnologia all'ultimo grido spesso, troppo spesso, fine a sè stessa. Nuovi giocattoli insomma. Una scelta che appoggio in pieno.
Il dar fondo alle casse è inoltre un chiaro segnale: Nintendo è sul piede di guerra, forse come mai lo è stata prima. E ne vedremo delle belle, forse già a partire da quest E3.

Mauro Fanelli, responsabile editoriale area Console.

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