Diario del CapitanoDiario del capitano 

Diario del capitano

Stavo riflettendo su alcuni ritardi di videgiochi, spesso attribuiti a problemi dei programmatori, ma molto più spesso dovuti a situazioni finanziarie sfavorevoli. Dovete infatti sapere che lo sviluppo di un gioco a cui lavorano diverse decine di persone può costare anche alcuni miliardi, che, quando mancano, ne rallentano inevitabilmente lo sviluppo. Portare il gioco dalla scrivania del programmatore allo scaffale costa inoltre altri miliardi, ed è uno dei maggiori ostacoli che le software house più piccole (come quella inglese di Hooligans, che finito il gioco, non riesce a trovare chi si occupi della distribuzione) incontrano per concludere il ciclo di sviluppo di un'idea.
A talDa tempo si vocifera molto dietro i problemi finanziari di Interplay, il publisher di Messiah e Baldur's Gate. Nonostante nello scorso agosto sia stato acquisito dalla francese Titus, un progetto è stato cancellato (mi riferisco a Torn), un altro slitta di trimestre in trimestre (NeverWinter Nights) e un altro ancora viaggia nel limbo (Matrix). In particolare questi ultimi due progetti dovrebbero essere l'ancora di salvezza, ma a causa dei lunghi tempi previsti, potrebbero essere la classica autoambulanza che arriva in ritardo. In particolare, la superlicenza ottenuta da Warner Bros, per realizzare il gioco di Matrix 2 non darà benefici prima della fine del 2002 (periodo presunto, ma non certo, di uscita del film). E quindici mesi sono ancora tanti da sopportare. Questo non significa che i giochi in questione non usciranno, ma magari usciranno con il marchio Titus, quando avrà deciso di togliere la bombola d'ossigeno alla Interplay.

Parlando di real life, archiviata la notte di Halloween, inizia il week-end lungo per noi italiani. E mentre le compagnie aeree piangono e denunciano un autentico crollo dei voli per queste festività, le solite statistiche della Società Autostrade annunciano in viaggio alcuni milioni di macchine che se sommate sistematicamente insieme, probabilmente darebbero come risultato che l'Italia è popolata da non meno di 120 milioni di persone.

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