Dragon Quest Heroes: Rocket SlimeDragon Quest Heroes: Rocket Slime 

Finalmente la palletta viscida anche nelle manone occidentali! Finalmente?!

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Ma sei un viscido!

I fan di Dragon Quest lo conoscono sicuramente, e c’è una buona probabilità che addirittura lo amino: lo Slime è uno dei primissimi, innocui, pacioccosi mostri che gli eroi dei vari titoli della serie si trovano ad affrontare nel corso dei loro lunghissimi e perigliosi viaggi. Trattasi nient’altro che, ma si può desumere facilmente dal nome, di pallette di gelatina viscida e appiccicosa, con un bel, giapponesissimo sorriso beota stampato in faccia e capacità offensive/difensive pressoché nulle. I classici avversari di ogni JRPG utili a prendere confidenza col sistema di combattimento, ad avanzare nei primissimi livelli e a stemperare l’atmosfera, insomma. Dovete sapere però, che questi poveri esserini tutti sorrisi e appiccicume, che passano e vanno senza lasciare tracce profonde negli avventori della serie principale, hanno un profondo background alle spalle, una vita, una storia e addirittura un regno tutto per loro, il Regno di Slimenia. La capitale? Ma Boingburg, naturalmente, che domande fate?

I fan di Dragon Quest lo conoscono sicuramente, e c’è una buona probabilità che addirittura lo amino

Ma sei un viscido!

La vita scorre serena, rotolante e appiccicosa come sempre a Boingburg, ma un brutto giorno una misteriosa società segreta felina nota solo come The Plob esce allo scoperto col suo folle piano di sovvertire il gelatinoso ordine costituito, invade il regno e rapisce tutti gli Slime possibili. Nei disordini, addirittura due poveri esserini ci rimettono la pel… la gelatina, per la disperazione del loro grande amico Rocket. Ma è da questi momenti di disperazione che nascono gli eroi: come nelle più strappalacrime storie di formazione di manga e cartoni, il nostro Rocket trova in sé la forza e la determinazione per vendicare i suoi amici, liberare i suoi concittadini e, già che c’è, salvare addirittura un regno intero! Potere gelatinoso!

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Avventurati ed agisci!

Su GBA, il primo Slime Mori Mori Dragon Quest era un tipico Action Adventure con visuale dall’alto, nel quale prendendo il controllo dello Slime eroico di turno e sfruttando tutte le possibilità che una simile conformazione fisica può offrire, ci si avventurava per scenari colorati e spensierati affrontando nemici, collezionando oggetti più o meno utili e liberando i fratelli di gelatina imprigionati qua e là per il mondo. Tutto questo rimarrà pressoché invariato nella versione DS, che oltre ad un neanche troppo marcato update grafico si limiterà ad aggiungere l’ormai canonica mappa nello schermo superiore. Sgombriamo però subito il campo da dubbi e perplessità: mentre nel vecchio titolo la parte Action Adventure costituiva praticamente tutta l’azione di gioco, su DS si affiancherà ad un’altra sezione di peso praticamente pari che vedremo dopo, nonché a diversi minigiochi. Non c’è quindi di che lamentarsi, che ne dite?

la parte Action Adventure [...] su DS si affiancherà ad un’altra sezione di peso praticamente pari

Avventurati ed agisci!

Tornando a noi, le azioni che Rocket potrà eseguire nel suo eroico tentativo sono diverse: muoversi innanzitutto, e poi saltare, galleggiare in aria per brevi periodi e, soprattutto, caricare e raccogliere oggetti e nemici, fino ad un massimo di tre, sul suo testone gelatinoso (che poi sarebbe tutto il corpo, ma vabbé…) e scagliarli uno ad uno per vedere l’effetto che fa, che sostanzialmente è rompere qualcosa, sia esso l’oggetto scagliato o il nemico colpito. Caricando invece, è possibile eliminare i gatti cattivi, raccogliere gli oggetti e soprattutto liberare gli Slime in difficoltà. Non mancheranno semplici puzzle ed elementi tipici delle avventure, come backtracking e via discorrendo, ma sempre tenuti ad un livello piuttosto alto di tollerabilità in vista del target di questo prodotto.
La nuova meccanica di gioco in realtà non presenta novità dal punto di vista del controllo, ma del concept in sé: durante gli scontri con i boss, Rocket salirà a bordo del suo fidato carro armato a forma di Slime felice e beota, e affronterà i corrispettivi carri armati dei Plob, loro sì minacciosi e cattivissimi (ehm…). In questo caso, sullo schermo inferiore sarà visibile l’interno del tank di Rocket, controllando il quale compito nostro sarà raccogliere gli oggetti che chissà perché cadono sul pavimento, che possono essere massi di pietra, oggetti di metallo e così via, e porli in uno dei tanti cannoni del carro, ognuno dei quali spara in una direzione diversa. Sullo schermo superiore, che presenta la visuale laterale dei due tank che si fronteggiano, a questo punto sarà visibile l’effetto del colpo, con tanto di balistica dei colpi e visualizzazione degli HP tolti all’avversario (o dall’avversario a noi…). Questa sarà la meccanica degli scontri coi boss nonché della modalità multiplayer, purtroppo solo per due persone in rete locale wireless, niente Nintendo Wi-Fi Connection.

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Gelatine di zucchero

Il gioco è uscito in Giappone a Dicembre con valutazioni decisamente lusinghiere (10,8,8,8 su Famitsu Weekly, giusto per fare un esempio) e relativo successo di vendite. Portarlo in occidente, perlomeno in America dove è previsto per Settembre, è un rischio calcolato da parte di Square Enix, vista la diffusione del portatile dual-screen e l’affermazione del marchio col recente Dragon Quest VIII, ma nondimeno un tentativo da incoraggiare ed eventualmente premiare. La localizzazione procede spedita e attenta all’atmosfera generale spensierata e umoristica (i gatti del Plob parlano come i membri di una macchiettistica associazione di gangster degli anni ’30!), e il gioco tutto sommato può suscitare diverse curiosità. Bisogna tenere presente che il target, dichiaratamente basso, del gioco, si tradurrà in un livello di difficoltà non esattamente irresistibile e in una dose di “carineria” rasente livelli diabetici, ma nonostante ciò il valore del gioco in sé pare alto e potrebbe essere un regalo ideale per il fratellino, nonché per chi avesse un’adorazione spiccata, e un po’ insana, per i deficientissimi Slime. Uniche note di perplessità, lo scarsissimo uso di funzionalità tattili, solo in un minigioco e neanche nei menu, e il mancato annuncio dell’uscita europea. Staremo a vedere…

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Dicesi spin off, parlando di videogiochi, cartoni animati, film o quant’altro, un episodio parallelo di una certa serie, che utilizza mondi e personaggi della saga principale ma non si inserisce totalmente nel continuum più noto. Forse per via della cosiddetta Nintendo Difference, la strada dello spin off è una che Square Enix ha spesso e volentieri scelto dal suo riappacificamento con la Grande Enne per portare sulle macchine di Kyoto i suoi più grandi successi: il primo Slime Mori Mori Dragon Quest uscì tempo fa su Game Boy Advance riscuotendo parecchio successo presso i giocatori più giovani, ma solo in Giappone; per il sequel, che abbandona il vecchio portatile per trasferirsi su di un fiammante DS, la casa di Final Fantasy forte del successo occidentale di Dragon Quest VIII osa e localizza il suo pargoletto anche per il mercato americano. Le domande a questo punto sono tante: uscirà anche in Europa? Avrà lo stesso riscontro di critica e pubblico? E soprattutto, cosa diavolo è Dragon Quest Heroes: Rocket Slime?

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