God of War: Chains of Olympus - Provato  7

Dirompente. Non ci sono altri aggettivi per descrivere God of War: Chains of Olympus su PSP, la cui uscita è prevista per il 2008. Noi l'abbiamo provato.

PSP respira aria di rilancio. Da una parte l'uscita della versione Slim & Lite ha spinto le vendite della console portatile Sony in modo significativo, dall'altra l'arrivo di titoli di grande interesse andrà a caratterizzare quello che, con ogni probabilità, sarà il periodo più prolifico per la PlayStation Portable. In questa situazione, God of War: Chains of Olympus avrà un ruolo di primo piano; sarà il titolo che avrà l'onere di convincere persino gli scettici di ciò che si può fare, anche in ambito portatile, quando gli sviluppatori sanno il fatto loro.

Catene dell'Olimpo

Anche se il gioco nella sua versione definitiva non vedrà la luce prima del nuovo anno, il team Ready at Dawn ha deciso di distribuire un demo in edizione limitata (negli Stati Uniti) che mostra le prime fasi di Chains of Olympus, e contribuisce a creare hype intorno al prodotto nel modo più efficace: non con immagini tratte da kit di sviluppo, né con trailer ad effetto, bensì con un vero e proprio assaggio di quello che sarà God of War nella sua riduzione portatile. Ci troviamo a controllare il potente Kratos mentre le navi della flotta persiana si avvicinano minacciose alle coste di Attica, e il nostro compito è sbaragliare l'esercito nemico prima che riesca nei suoi intenti di conquista. Subito veniamo circondati da numerosi avversari, che ci danno l'opportunità di constatare che il sistema di combattimento non è cambiato nel passaggio da PS2 a PSP: il Quadrato rilascia un attacco leggero, il Triangolo uno pesante, mentre il pulsante X è deputato al salto e il Cerchio alla presa. Combinare i vari tasti si traduce nell'esecuzione di un numero enorme di combo che hanno il pregio di essere tanto letali quanto spettacolari, e mentre le catene infuocate di Kratos roteano vorticosamente, lasciando corpi inceneriti sul terreno, realizziamo che la giocabilità di God of War è stata preservata, che il sistema di combattimento è rimasto incredibilmente efficace e che ci troviamo di fronte a un titolo dalle potenzialità enormi.

Struttura e sistema di controllo

Il titolo sviluppato da Ready at Dawn non cerca di sedurci solo con una mera sequenza di combo. Su PS2 come su PSP, God of War ci chiede di esplorare l'ambientazione e di distruggere tutto ciò che possiamo, di interagire con una serie di dispositivi e, nondimeno, di prestarci all'esecuzione di minigame che di fatto decidono l'esito degli scontri più importanti. Chi ha provato il gioco nella sua incarnazione originale, di certo si chiederà che tipo di soluzione è stata adottata per rendere più leggero un sistema di controllo immediato ma ricco di sfaccettature, anche a causa del minor numero di tasti a disposizione. In primo luogo, l'interazione è stata affidata al pulsante Cerchio anziché a uno dei tasti dorsali, utilizzati in questo caso per la parata (dorsale sinistro) e per utilizzare la magia (dorsale destro). La schivata, che su PS2 viene eseguita utilizzando lo stick analogico destro, si produce tenendo premuti L ed R, quindi muovendo lo stick nella direzione verso cui ci si vuole lanciare. Si tratta di una manovra tutt'altro che accessoria, e anche il demo lo conferma con il boss più grosso che è possibile affrontare.

La battaglia di Attica

Dopo aver affrontato una serie di soldati semplici, ci dirigiamo infatti verso il portone che ci separa dalle ultime barriere prima delle mura di Attica. Ma la porta esplode in mille pezzi sotto l'attacco di un ciclope, che prova a schiacciarci con una mazza enorme. Quando la creatura è pronta per sferrare un secondo attacco, finisce fra le fauci di un essere molto più grosso, che poi mette la testa nel varco che si è venuto a creare e cerca di divorarci o quantomeno di arrostirci con il suo alito infuocato. È in questa occasione che abbiamo un primo assaggio dei minigame che si integrano con il sistema di combattimento di Chains of Olympus: quando l'avversario è alle corde, dobbiamo avvicinarci e premere Cerchio per iniziare una sequenza di attacchi che hanno l'obiettivo di finirlo. Premendo il pulsante giusto al momento giusto, Kratos infliggerà un danno significativo al suo avversario ed eventualmente lo ucciderà. In modo cruento, è chiaro. La medesima situazione si ripete nelle fasi finali del demo, quando troviamo ad attenderci un comandante persiano particolarmente bravo a difendersi dai nostri attacchi e a controbattere anche usando la magia. È contro di lui che impareremo bene il meccanismo che, attraverso una parata eseguita al momento giusto, ci permette di approfittare dell'istante in cui il nemico è più vulnerabile. Oltretutto, sconfiggere questo particolare avversario si tradurrà anche nella conquista della prima magia, una vera e propria smart bomb, inedita per la serie, che sbaraglia chiunque si trovi nelle vicinanze di Kratos.

Impressioni preliminari

Come scritto in apertura, God of War: Chains of Olympus è dirompente. E comincia a fare a pezzi le nostre certezze, quello che pensavamo di sapere su PSP, fin dalle prime battute. Mentre Kratos si disfa rapidamente dei primi avversari, sullo sfondo un'intera flotta persiana si avvicina alle coste mentre il cielo è illuminato dai proiettili infuocati sparati dalle balestre. La gestione delle inquadrature rivela una regia sapiente e ispirata, che ci mostra le location talvolta in modo atipico ma sempre efficace. Il design di tutti i personaggi, dal protagonista al nemico più anonimo, è contraddistinto da una grande cura per i particolari; la qualità delle animazioni è eccezionale. Il gioco utilizza la console Sony a pieno regime e raggiungendo i 30 fps nella maggior parte delle situazioni. I risultati ottenuti dai Ready at Dawn sono paragonabili a quanto visto su PlayStation 2 con il primo episodio della serie, forse anche qualcosa di più. Per quanto concerne il commento sonoro, le musiche sono sempre di grande atmosfera e di qualità indiscutibile, così come gli effetti.
Il demo ci porta per mano alla scoperta delle caratteristiche principali di Chains of Olympus e termina non appena prendiamo coscienza delle sue potenzialità, tralasciando solo l'aspetto che riguarda gli enigmi. È probabile che il gioco completo vanterà il medesimo livello qualitativo, deliziandoci con il gameplay solido e coinvolgente che i fan della serie su PS2 hanno già potuto provare. Aspettiamo trepidanti l'avvento di Kratos anche su PSP.