Gran Turismo 4  0

Ci siamo messi al volante con l'attesissimo quarto capitolo di una delle saghe più famose per PlayStation 2

Cominciamo col dire che la qualità delle piste è, seppure elevata, non uniforme: se da un lato infatti abbiamo una Laguna Seca essenziale, dall’altro invece la nuova pista di New York mette in mostra tutta la bontà del nuovo motore grafico di Gran Turismo 4, superiore (e non di poco) al suo prequel sia per quanto riguarda le auto, aumentate in definizione e per numero di poligoni, sia per quanto riguarda tutto quello che fa da contorno, come la presenza di edifici più complessi, texture definite maggiormente ed una distanza visiva invidiabile. L’ultima chicca risiede nei palazzi presenti ai lati della pista, che riflettono gli edifici circostanti e al bordo opposto della strada. La velocità di gioco è come sempre ancorata ai 60 frame al secondo, mentre sussistono alcuni piccoli problemi di flickering, molto simili a quelli presenti nella versione precedente di Gran Turismo. La pista Grand Canyon è invece dedicata alla modalità rally, e può vantare l’introduzione di una folta schiera di spettatori a bordo della strada: anche se realizzati in bitmap, durante la corsa contribuiscono ad accrescere il realismo visivo.
Passando al sistema di guida, abbiamo potuto notare (anche se sono solo prime impressioni) come la guida della vettura sia stata resa più difficile e realistica. La macchina provata sulla pista di New York (una Honda Integra) soffriva infatti di un notevole sottosterzo provocato in seguito a deviazioni violente di traiettoria, di conseguenza la guida è risultata piuttosto difficile anche se il sottoscritto può vantare tantissima esperienza sui precedenti capitoli della serie. Ovviamente è ancora troppo presto per verificare se Yamauchi manterrà fede alle promesse fatte riguardo la fisica di gioco e l’intelligenza artificiale degli avversari, ma tutto sembra indicare in questa direzione.
In definitiva possiamo dire che Polyphony si conferma ancora una volta come una delle case in grado di sfruttare maggiormente l’hardware Playstation 2, Gran Turismo 4 dà l’idea di essere ancora più massiccio del suo predecessore, e tocca il acme visivo nella pista di New York, assolutamente impressionante. Dopo aver affermato ancora una volta la sua leadership in ambito tecnico, resta da vedere se il Real Driving Simulator saprà farlo anche da quello del gameplay. Le premesse intanto ci sono tutte.

By Antonio "Tanzen" Fucito

Una seconda opinione...
Davvero nessuno sa sfruttare PlayStation 2 meglio dei Polyphony. Il team capitanato da Kazunori Yamauchi dimostra ancora una volta il proprio talento migliorando quello che già di per sé è uno dei giochi graficamente più impressionanti sul monolite nero Sony, e dimostrando di essere davvero davanti a tutti su PS2. Se l’engine di GT3 era sovraumano, quello di GT4 sfiora il divino. Tonnellate di poligoni e effetti mozzafiato, per un realismo visivo davvero incredibile. Le auto sono semplicemente vere, ancora più dettagliate e reali, gli stage sono semplicemente veri: quello di New York lascia letteralmente a bocca aperta per la maniacalità della riproduzione e per alcuni degli effetti visivi implementati. Basta vedere i riflessi in tempo reale nei vetri dei palazzi per rimanerci secchi. E il tutto sempre a 60fps, costantissimi. Tutto un elogio quindi? Non potrebbe essere altrimenti di fronte a tanta magnificenza e davanti a una PS2 spremuta fino all’osso in questo modo. L’unico difetto? Un legerissimo pop-up nello stage di New York, con qualche palazzo molto lontano che compare all’improvviso, ma suvvia, è davvero andare andare a cercare il proverbiale pelo nell’uovo.
La concorrenza è agguerrita (Project Gotham 2 visivamente è davvero tosto), ma GT4 sembra essere in pole position per settare nuovi standard nel campo delle simulazioni di guida. E non solo dal punto di vista grafico: le fisiche delle vetture sono infatti state ampiamente migliorate, a tutto vantaggio del realismo di guida. La serie di Gran Turimo ha sempre proposto fisiche verosimili e adatte a un gioco pseudo simulativo, ma mai veramente realistiche. Con GT4 la musica però è cambiata, e bastano poche curve per accorgersene. Se si arriva troppo forte in curva il testacoda è garantito e una brusca frenata porta inevitabilmente al bloccaggio delle ruote, con conseguente drittone. Sovrasterzo e sottosterzo sono resi in modo molto realistico e stupisce la reazione dell’auto sui cordoli: la differenza di grip tra asfalto e cordolo è sensibilissima, ed è molto facile andare in testacoda se non si sa dosare adeguatamente sterzo e acceleratore. Gli amanti dei simulatori di guida che hanno apprezzato F355 Challenge non potranno che esserne entusiasti. Rimangono però ancora da rivedere le collisioni tra le vetture, che risultano ancora assai poco realistiche, mentre non è stato possibile valutare il livello dell’intelligenza artificiale dei piloti computerizzati, da sempre uno dei talloni d’achille della serie, in quanto sullo showfloor è possibile gareggiare solo contro altri avversari umani su Ps2 collegate in rete. Ma Yamauchi ha promesso un’IA di prim’ordine e noi gli crediamo più che volentieri. L’attesa per l’uscita sarà lunga. E spasmodica.

Mauro "Skyrise" Fanelli

Dopo le parole professate ieri da Yamauchi durante la conferenza stampa, GT4 si è rivelato ovviamente il re incontrastato dello stand Sony: otto console da una parte più un enorme padiglione interno nel quale era possibile giocare grazie ad un cabinato creato appositamente per l’occasione; era possibile inoltre gareggiare con altri giocatori in una sorta di torneo che vedeva in palio premi invitanti (purtroppo non le standiste presenti a controllare lo svolgimento delle gare). Ogni postazione era rigorosamente dotata di volante con force feedback ed era inoltre collegata ad altre tre postazioni mediante il broadband adapter, anche se in configurazione di rete locale. All’inizio della demo giocabile è possibile selezionare circa una ventina di vetture, che vanno dalle famose auto entry-level delle serie precedenti fino ad arrivare alle auto da competizione, passando per un discreto numero di auto storiche. Dopo aver scelto il cambio (manuale o automatico) è possibile selezionare il tipo di ruote (da gara o da strada), abilitare o disabilitare gli aiuti (come il controllo di trazione e di stabilità) ed infine una delle piste presenti, incluse le prime due piste nuove disponibili, vale a dire New York e Grand Canyon.