Medieval 2: Total War - Coverage  1

Abbiamo avuto modo di vedere in azione la prima incarnazione del nuovo corso di Total War; ecco cosa ne pensiamo!

Nessuna rivoluzione ma tante migliorie

Se avete già avuto modo di giocare al primo Medieval, potete star certi troverete la modalità a turni davvero familiare, in ogni caso l'interfaccia è piuttosto immediata e le azioni a portata di click. Da quanto mostrato, le costruzioni a disposizioni saranno divise solamente in città e castelli, rispettivamente utili per incrementare le risorse economiche e l'esercito, scelta orientata alla semplicità e volta a non impegnare troppo l'utente in attività gestionali.
Ad agevolare le mire espansionistiche accorrono in soccorso alcune figure piuttosto utili: se ad esempio l'ambasciatore prova a trattare determinati accordi con gli stati nemici, la spia ha il compito di infiltrarsi e carpire utili informazioni; l'esito di questi prodi dipenderà dal loro grado di abilità raggiunto e verrà mostrato grazie ad alcuni filmati davvero molto divertenti, che ci è stato giurato sono frutto di una precisa richiesta degli appassionati.
Grande spazio è stato poi riservato alla diplomazia che si avvale di diverse nuove caratteristiche. Il potenziamento di una figura come la principessa permette l'organizzazione di matrimoni combinati che apriranno le porte a facili alleanze, mentre il pannello utilizzato per promuovere patti di non belligeranza e accordi si è arricchito di nuove opzioni e visualizza quali passaggi il gioco ha compiuto per prendere una decisione.
Come la tradizione e la storia medioevale ci insegnano poi, all'epoca era impossibile conquistare grandi imperi senza avere il più o meno tacito appoggio della Chiesa, che sarà una delle quattro nazioni non giocabili. Così dovremo fare anche noi, partendo per le Crociate oppure cercando vie traverse che comprendono la possibilità di far eleggere a Papa un connazionale, il quale ovviamente avrà una speciale attenzione ai nostri bisogni.
Accennavamo alla scelta di aggiungere alle epoche prese in considerazione quella subito seguente la scoperta dell'America, ignorando la convenzione che vuole il Medioevo terminare con la caduta di Costantinopoli nel 1453. In realtà questa piccola sbavatura temporale ha permesso di arricchire l'esperienza non di poco, assicurando la presenza di popolazioni come i Maya e gli Aztechi e prospettando alle potenze europee nuovi territori conquistabili.

Finalmente si combatte

Persa ogni speranza di concludere favorevolmente una determinata situazione in modo pacifico, non resta che impugnare le armi e scendere sul campo di battaglia. E' stato mostrato l'assalto ad una città fortificata e la sensazione di realismo garantita è straordinaria: scelto il posizionamento delle truppe si può far partire l'offensiva che coinvolgerà fino a 10.000 unità, per fare un paragone tante sono quelle presenti nelle scene del Signore degli Anelli dedicate alla battaglie del fosso di Helm.
Sembra inoltre che i programmatori siano stati in grado di creare un'intelligenza artificiale estremamente credibile, le routine pensate permettono infatti ai soldati di valutare autonomamente quali piccoli movimenti e decisioni effettuare durante le fasi più concitate degli scontri, sopperendo alla tipica difficoltà di molti RTS che non tengono in considerazione l'impossibilità da parte del giocatore di controllare diverse zone contemporaneamente.
L’umanità deriva principalmente dall’imperfezione: perdonandoci l’affermazione filosofica, questo significa che quando ordinerete ad un gruppo di cento e passa arcieri di muoversi, questi non procederanno tutti all’unisono, muovendosi perfettamente allineati e raggiungendo coordinatamente la posizione indicata, bensì potrete osservare qualche ritardatario rimasto indietro, che effettuerà uno scatto per recuperare, e più in generale dei movimenti come, immaginiamo, doveva essere nella realtà: spostare e allineare decine e decine di truppe, per un totale di migliaia di uomini, vi darà l’impressione di star realmente ordinando a delle persone in carne e ossa di eseguire degli ordini.
Si raggiunge l’apice quando assisterete, per la prima volta, ad uno scontro corpo a corpo tra due o più unità di fanteria: le due masse si fonderanno in uno stridore di spade e urla, mentre vedrete le uniforme nemiche macchiarsi del rosso sangue degli avversari, i quali (si spera!) cadranno trafitti dalle vostre armi.
Altra nota positiva, che contribuisce alla sensazione di comandare unità umane, è data dalla varietà di uomini che compongono le vostre armate: una squadra di arcieri non sarà vestita tutta allo stesso modo, con uomini aventi gli stessi volti, bensì ogni singolo modello presenterà delle lievi variazioni, che possono andare dalla presenza o meno di un copricapo, da decine di volti differenti e da uniformi leggermente diverse, rimuovendo finalmente quella sensazione di trovarsi davanti ad un soldato perfettamente clonato più volte.
Il dettaglio grafico ha lasciato molti senza parole, superando quello visto in altri titoli recenti come Company of Heroes, grazie a texture magnificamente disegnate e ricche di particolari, oltre che a una serie di effetti di primissima qualità, dalle strutture che si sbricioleranno in modo credibile alle tante animazioni. A onor del vero bisogna annotare come la macchina che ospitava la demo oggetto di questa anteprima avesse a disposizione 2 GB di RAM, un processore Intel E6800 e l'NVIDIA 7950GX2, configurazione non alla portata di tutti.
A poco meno di un mese dall'uscita, tutta questa magnificenza non può che far ben sperare, molto probabilmente ci troviamo di fronte all'ennesima pietra miliare di Creative Assembly e pochi di voi credo vorranno perdersela. Non resta che attendere, sperando si risolvano i piccoli problemi secondari legati alla fluidità.

Total War 2.0

Essere invitati ad assistere alla presentazione di un gioco attesissimo come Medieval 2: Total War è un piacere immenso, farlo nella splendida cornice della Rocca di Angera sul Lago Maggiore, durante una giornata che ci ha visti anche partecipare ad una rivisitazione storica in costume, è il massimo.
Comodamente seduti davanti al PC sul quale girava il nuovo strategico prodotto da SEGA siamo stati prima di tutto eruditi riguardo l'ambientazione e il periodo trattato che, concedendosi una piccola licenza storica, si protrarrà dai primi anni del secondo millennio fino a dopo il 1492, permettendo al giocatore di visitare e conquistare anche i territori del Nuovo Mondo. Le fazioni in campo saranno ventuno, diciassette delle quali giocabili a piacimento e caratterizzate da differenti peculiarità, con le restanti quattro ad uso esclusivo del computer. Come da tradizione, il gameplay prevede una doppia anima: la prima utilizza una mappa strategica attraverso la quale costruire, intraprendere rapporti con le altri nazioni e creare le unità, mentre la seconda sposta l'obiettivo sul campo di battaglia proponendo combattimenti in tempo reale.
Nel gioco completo avremmo la possibilità di controllare più di 120 unità militari, partendo dai Fanti Pesanti Veneziani, fino ad arrivare ai Cavalieri Gotici, passando per i celebri e controversi Cavalieri Templari; non mancheranno, ovviamente anche le unità più esotiche, come i Guerrieri del Giaguaro e i Sacerdoti Coyote.
La sostanziale novità, a parte lo stratosferico numero di unità messe a nostra disposizione, è data dal fatto che Creative Assembly ha definitivamente adottato il classico schema a morra cinese, ampliandolo di una serie di interessanti variabili, alcune delle quali già presenti nei precedenti episodi, come il morale, la posizione rispetto al nemico e il carisma del vostro Generale.

Proprio come accadeva nella realtà, convincere un gruppo di deboli paesani a caricare dei cavalieri pesantemente corazzati equivarrà a spingerli al suicidio, con una conseguente, disastrosa ritirata; tuttavia, gli sviluppatori hanno deciso di rendere questo evento ancora più nefasto rispetto ai precedenti episodio: se un certo numero di vostre unità si darà alla fuga, questo avrà ripercussioni estremamente negative sul morale degli uomini rimasti a combattere, con conseguente deficit in abilità di combattimento e sconfitta praticamente assicurata.
Al tempo stesso, riuscire a mettere in rotta due o più unità nemiche farà capovolgere la situazione e, mentre il generale nemico dovrà faticare per controllare le sue truppe e mantenere la disciplina, i vostri uomini saranno animati da furore guerriero e bramosi di andare in battaglia; non sarà più quindi necessario e sufficiente arruolare le truppe migliori, perché anche uno sparuto gruppo di arcieri, se posti in una luogo strategicamente favorevole (come un’altura), potranno avere la meglio anche su truppe tecnologicamente e militarmente superiori.