Star Wars: KOTOR l'approfondimento di RPGPlayer  0

Presto i cavalieri della vecchia repubblica arriveranno anche su PC. Facciamo le prime ipotesi sul lavoro di Bioware

La brama per la forza

Ok, lo so che sarebbe uscita la versione pc, che avrebbe avuto qualcosa in più l’ho scoperto un po’ dopo, ma poco importava: io volevo giocare a KOTOR. Lo sentivo che era il titolone giusto per cui possedendo un Xbox non ci ho messo molto a fare due più due e accaparrarmi una copia fresca di scaffale, nuova, immacolata nel suo bordo verde.
E’ stata una piacevole sorpresa scoprire che mentre i minuti passavano e io scorrevo avidamente le nozioni basilari del gioco nel manuale ritrovavo pian piano l’entusiasmo per una delle franchigie più famose del mondo in ambito di fantascienza e di avventura. Dico ritrovato perché posso annoverarmi tra coloro che pompati da uno degli hype più lunghi del secolo scorso (attorno ai quindici anni) si è ritrovato davanti due film, indubbiamente ben confezionati, ma lontani anni luce dai masterpiece della prima trilogia, per carisma, personaggi e..beh, per tante altre cosette! Ma torniamo a noi e inseriamo il disco nel lettore.
Spettacolare...siamo lanciati direttamente millenni prima delle vicende legate ai film che abbiamo visto al cinema e, senza anticipare troppo quello che riserveremo a KOTOR per futuri articoli vi basti sapere che è un mondo totalmente inesplorato, dove i malvagi Sith governano col pugno di ferro e la vita è forse ancora più dura di quanto non fosse (o sarà?) ai tempi di Luke Skywalker e soci.
Lanciamoci subito a creare il personaggio e scopriremo che il tutto è quanto di più semplice si possa pensare, accorgendoci anche in questo senso della chiave vincente di questo gioco: semplificare non vuol dire sempre svilire, ma aprirsi a un utenza più varia. Tre classi, una razza. Un po’ pochino forse, beh..ma alla fine vi aggirerete anche con due alleati contemporaneamente, selezionabili da un pool di personaggi di svariate razze. (E non scordiamoci dei poteri Jedi che arriveranno a tempo debito!) Ho detto razze? Sì! In Kotor conoscerete e dialogherete con tutti e molti parleranno la loro lingua d’origine! Beeello! Sì, va bene..dopo un po’ il tasto skip sarà prezioso come l’oro.. ehm.. Ad ogni modo ciò che traspare già dalle prime ore di gioco è la voglia di ricreare un contesto gradevole e immersivo per il giocatore, traendo beneficio dai classici cliché della serie come la cantina, le risse o le situazioni rocambolesche, i cacciatori di taglie, le spade laser… anziché finirne banalmente nel divenire l’ennesimo fantoccio digitale legato a un brand di successo, cosa che è tristemente nota, nella media.

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Entusiasmo a mille quindi. Certo, ci sta tutto perché questo gioco, se non si è capito dalle lodi sperticate ai quattro venti, è uno dei due o tre motivi davvero forti per possedere una console di casa Microsoft (e fra non molto, un bel pc!). I motivi sono diversi, dal fatto che è uno dei pochissimi rpg occidentali che da sempre mancano in numero consistente per spopolare su macchine ludiche che non siano personal computer.
Cerchiamo di capire però che non si può fare di tutta un’erba un fascio. Mi spiego, non voglio smorzare gli entusiasmi, anche perché la felicità per un buon prodotto deve essere genuina ed esternata, ma parliamo di quello che sarà il target per il porting di KOTOR su pc: ovvero tutti voi che state leggendo queste righe e consentitemi la ruffianata…che dei giochi di ruolo siete intenditori.
KOTOR è il meglio su console, ma la struttura potrebbe e sottolineo il condizionale, non rappresentare un’esperienza completa e consueta per il giocatore di ruolo su pc, che da anni affronta le missioni piu terribili e ardue, ma nel contempo più soddisfacenti in questo genere. Qualcuno ovviamente ci troverà una componente action prevalente e se molti sorvoleranno, di certo qualcuno storcerà il naso.. ma tant’è, il titolo a mio parere non può mancare nella softeca del giocatore pc-ista, se non altro perché di rappresentazioni ludiche su Star Wars dallo stampo ruolistico non ce ne sono molte!
La frase: niente di nuovo sul fronte occidentale dovrebbe addentrarsi di più nell’animo del giocatore attempato, che avrà comunque di che divertirsi, se saprà prendere a cuor leggero la semplificazione di molti comandi e la linearità di alcune situazioni.
Sorvolo sui bacherozzi che ogni tanto scalfiscono la superficie tutta lustrini del titolo, è presto per parlare della versione pc anche perché come molti sono fiducioso che l’amore profuso dai Bioware per la loro macchina favorita di sviluppo sarà ancora maggiore che nella versione Xverde. E’ divertente avere a che fare con il d20 system in un contesto una volta tanto diverso da quello di gente con spadoni e cavalli o barbe lunghe, aste magiche e palle di fuoco dalle mani, perché le abilità ben si sposano con l’ambiente, lasciandoci però ben poche incombenze nel momento critico (e da molti venerato quasi come il sabato sera) del passaggio di livello del personaggio. I punti abilità possono essere spesi, i “talenti” acquisiti e i punti ferita aumentati, potremo scegliere noi e ...uhm…lasciare fare al computer in automatico.
Lungi da me voler criticare questa opzione…ma ricordiamoci che la brutta abitudine del passaggio di livello automatico non dovrebbe essere considerata una prassi, perché costruirsi il proprio personaggio è gran parte del divertimento! Statene lontani e dateci dentro con la fantasia…caratterizzate il vostro avatar come meglio credete e sarà ok.
Una cosa sicuramente positiva è la possibilità di essere, se lo vorremo, bastardi dentro e poter proseguire nella storia comunque. Ho apprezzato molto alcune situazioni in cui preso da foga ruolistica interpretavo la mia canaglia dal carattere alquanto opportunista, rispondendo alle frasi opzionali di dialogo venendone fuori come un santo o un peccatore, costruendomi pian piano un ego virtuale buono o malvagio, tendere cioè per l’azzurro e solenne lato chiaro dei personaggi bellocci e puri di cuore, oppure svoltare via per i meandri rossi dei pallidi discepoli del lato oscuro, portatori di efferatezze e pervertite ambizioni personali. Bella storia, bravi Bioware.

E ad un certo punto arrivò la spada laser

Perché è questa l’icona di Guerre Stellari, da sempre. Se inizialmente amerete il vostro personaggio e le rocambolesche situazioni che dovrà affrontare, resterete in adorazione quando arriverà il momento dell’investitura a cavaliere jedi.
Vedetela come una sorta di “classe di prestigio”, ottenuta la quale avrete accesso a tutta una serie di abilità e capacità sovrannaturali che pomperanno ego ed esaltazione a mille. Quando il gioco si fa serio, i Jedi si fanno avanti.
In sostanza, sebbene la meccanica di certe situazioni sia per forza di cose ripetitiva, concettualmente siamo di fronte a un capolavoro di coinvolgimento, trama, caratterizzazione. Ed è quello che serviva a tutti noi amanti dello spazio profondo e degli scontri del bene e del male che nel lontano 1977 presero forma nella pellicola di Lucas.
Non penso di esagerare dicendo che, se non ci fosse stata di mezzo la pesante figura di Anakin Skywalker alias Darth Vader a regolare l’evolversi della recente trilogia, quella di Kotor sarebbe stata una sceneggiatura ideale e da rivalutare per continuare il buon nome della serie dei film. Prima di venire segato in due dai puristi assoluti, faccio una precisazione: quello che ho sentito di più mancare al cinema è la mancanza di quella sensazione un po’ canzonatoria del “usciamo dalle regole” oppure “freghiamocene dell’ordine delle cose” in altre parole troppo buonismo. Dov’è finito un ruolo chiave come quello di Han Solo, forse l’inimitabile…ma quantomeno emulabile ? Quel ruolo, quell’atteggiamento…quel sano divertimento guascone lo possiamo trovare qui, in Knights of the Old Republic. Che non si prende mai troppo sul serio a differenza del suo papà di celluloide e nello stesso tempo non cade mai nel ridicolo, per via di una realizzazione molto bilanciata tra ritmo, dialoghi e il sano genuino divertimento di qualità. Non avrete sensazione di sprecare ore davanti alla TV o al monitor. Qui siete l’avventuriero e qui decidete come lo volete essere. E maneggiare una spada laser col ghigno beffardo sentendosi nel lecito beh… è quantomeno appagante!

La scatola in cima all'armadio

Cara spada laser, è passato tanto tempo da quando ci siamo visti l’ultima volta. Me lo ricordo ancora, quel combattimento… ero in cortile e stavo giocando a fare il piccolo jedi, qualche scambio di scherma (finto) con il bulletto del quartiere, e dal codice cavalleresco interstellare si è presto passati alle non-regole di una zuffa degna della peggior taverna di Tatooine.
Ricordo bene che nel marasma ti sei rotta accidentalmente e come gran parte dei giochi per bambini sei finita in una scatola, dimenticata nel tempo per la distrazione di un fanciullo.
Ma ora sei qui, tra le mie mani.polverosa e plasticosa riproduzione di un’epoca ormai andata, eppure ancora viva! Cosa mi ha spinto a rovistare nel regno della polvere per cercarti? Ecco, è qualcosa di più moderno, se vogliamo qualcosa che tu non conosci: è un divertimento che si chiama videogioco, ma soprattutto è figlio del tuo stesso papà…vuoi sapere come si chiama? Curiosa? Ok dai..esci dalla scatola, non essere timida! Brava. Eccolo qua … Cara spadina plasticosa rattoppata con lo scotch, ti presento un nuovo amico: Star Wars: Knights of the Old Republic!