T-72: Balkans on Fire - Hands On  0

Le simulazioni di tank sono spesso considerate delle varianti minori dei più fortunati simulatori di volo. Una nomea del tutto immotivata visto che hanno potenzialità quanto meno paragonabili e spesso risultano essere molto più complicati.

Pur trattandosi di un simulatore, T-72 comprende anche una minima componente di trama per coinvolgere maggiormente il giocatore che impersonerà un volontario russo che combatte per le Forze Nazionali Serbe. Non si tratta di nulla di particolarmente sviluppato, anche perché l’intera campagna si snoda in appena 18 missioni, alle quali si aggiungono 5 missioni libere e il tutorial: decisamente poco per potersi appassionare.
Nelle prime fasi del gioco piloteremo un vecchio T-34/85 della Seconda Guerra Mondiale, andando avanti passeremo al T-55A del periodo seguente ed infine al T-72B che da il nome al gioco.

La definizione “simulatore puro” però non è del tutto corretta, in quando nel manuale si specifica che i comandi sono comunque semplificati rispetto alla realtà. Resta il fatto che il numero di azioni da eseguire è nettamente superiore a quello a cui gli altri simulatori di tank ci hanno abituato. La lista infatti comprende oltre agli aspetti più divertenti (cannoneggiare i nemici credo sia universalmente considerato in cima alla lista), anche quelli apparentemente più inutili (tipo suonare il clacson prima di iniziare a muoversi per avvisare i soldati alleati di levarsi di torno per non essere schiacciati).
Un approccio così dettagliato alle meccaniche di guida dei carri armati rischia di entrare in conflitto con la struttura stessa dell’equipaggio di un tank. Infatti, almeno in tutti quelli usabili in gioco, esso è composto da quattro persone, ciascuno dei quali ha un compito differente e non può fare due cose insieme (scordatevi quindi Rambo che fa un frontale con un carro armato e contemporaneamente spara e ricarica).
Il giocatore ovviamente non può fare tutto da solo (altrimenti lo farebbero anche i carristi moderni), però può scegliere quale di queste posizioni occupare tra pilota, cannoniere, comandante e mitragliere, e passare in ogni momento da una all’altra. Ciascuno di questi compiti ha caratteristiche specifiche, e solo lavorando insieme il carro più ottenere il massimo risultato. L’esempio più classico è quello del pilota: la sua posizione nel tank è la più bassa e spesso ha una visione limitata di ciò che si trova davanti al paraurti tanto che gli basta un dosso per non avere idea di cosa ci sia oltre, quindi deve per forza fare affidamento su chi si trova in una posizione più favorevole. A prescindere dai ruoli “reali” dei singoli membri dell’equipaggio, sarà il giocatore a dare gli ordini e a dirigere le operazioni (quindi non vi troverete mai a dover semplicemente obbedire alle richieste dei vostri compagni di bordo). Infatti, a prescindere dalla posizione che sceglieremo di occupare, oltre ad occuparci manualmente di tutti i controlli della nostra postazione, potremo sempre chiedere al pilota di andare in una determinata direzione, al cannoniere di sparare contro uno specifico obiettivo, al comandante di identificarne uno nuovo, o al mitragliere di spazzare via la fanteria nemica. Tutto questo tramite una serie di comandi semplificati da tastiera e con l’IA del gioco che cercherà di soddisfare le nostre richieste.
Sembra complicato, e infatti lo è, soprattutto all’inizio.

Tecnicamente T-72 non brilla da nessuna parte, fa quello che deve per non meritarsi critiche particolari, ma nulla per guadagnarsi elogi.
Maggiore preoccupazione desta invece la relativa limitatezza del numero di veicoli presenti nel gioco, che raggiunge appena le quindici unità, comprendendo tra questi anche i mezzi civili e l’elicottero che fa da unico rappresentante dell’aviazione.
Saranno quindi con grande probabilità la scarsa varietà e longevità le caratteristiche negative di T-72, che invece dal punto di vista della simulazione non potrà che entusiasmare gli amanti del genere.

Che ci si muova per aria o su cingoli, esiste comunque una netta divisione fra i giochi di simulazione, più immediati semplici e votati all’azione e al divertimento, ed i simulatori puri che cercano di riprodurre il più fedelmente possibile la realtà, in ogni suo dettaglio, sia fisico che tecnico.
E’ quest’ultimo il caso di T-72: Balkans on Fire, ispirato alla guerra del Balcani che ha insanguinato l’ex Jugoslavia nei primi anni ’90.