Tom Clancy's EndWarTom Clancy's EndWar - Provato 

Una prova esaustiva del single player di EndWar, rivoluzione vocale degli RTS su console

Guerra mondiale, atto terzo

Il buon Tom ha deciso di andare sul pesante e al posto del “solito” complotto politico/terroristico propone una cornice ben più catastrofica per Endwar. Nel gioco ci troveremo sull’orlo dello scoppio di un terzo conflitto mondiale, guerra che, ovviamente, si scatenerà molto presto e che ci troveremo a combattere nei panni di una delle tre superpotenze coinvolte negli scontri. Le fazioni disponibili sono gli immancabili USA, la Russia e gli inediti Stati Uniti d’Europa (sì avete capito bene). Dopo una serie di prime missioni obbligatorie, dove dovremo ogni volta comandare un esercito diverso, avremo la possibilità di scegliere la fazione da impersonare durante la campagna, ognuna con le sue caratteristiche, i suoi equilibri e le sue unità peculiari.

Fin dalle introduzioni, alle prime schermaglie si respirerà un clima di tensione politica e complotti degni del miglior Tom Clancy
Da un primo approccio alla campagna si apprezza immediatamente la cura riposta nella sceneggiatura e nella narrazione. Fin dalle introduzioni, alle prime schermaglie si respirerà un clima di tensione politica e complotti degni del miglior Tom Clancy e, se questi standard goduti durante la nostra prova si protrarranno senza cali nel corso tutta la campagna, avremo a che fare con un’esperienza davvero entusiasmante, quantomeno dal punto di vista narrativo.

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VOCE!

La caratteristica più peculiare di Endwar è il rivoluzionario sistema di controllo vocale realizzato nel tentativo di ovviare alla cronica dipendenza del genere dall’accoppiata mouse + tastiera. Proponendo una gestione delle truppe quasi totalmente basata su semplici comandi vocali gli sviluppatori hanno cercato proprio di rivoluzionare e di reinventare il genere attorno al pad ed alle possibilità offerte dalle console di nuova generazione come i diffusissimi headset utilizzati online, e man mano che ci avviciniamo alla versione finale questo sistema appare sempre più solido e libero da incertezze. Per qualsiasi comando si decida di impartire alle proprie unità, basterà una breve frase recitata al microfono seguendo la semplice formula soggetto – verbo – complemento. Per fare un esempio basterà dire unità 1- attaccare – nemico 3 per vedere il nostro ordine subito tradotto su schermo da parte delle nostre unità, ogni battaglione di truppe o mezzi sia alleato che nemico è infatti contrassegnato da un numero per una rapida e semplice identificazione nella formulazione dei comandi e fondamentale per sfruttale debolezze e punti di forza di ogni unità secondo il classico schema della morra cinese. Di fronte ad una insolita rivoluzione come questa lo scetticismo prima di una prova sul campo è lecito, ma già dal tutorial, indispensabile per “presentare” la nostra voce al gioco e regolare i livelli del volume, ci si stupisce per l’ottimo feeling che trasmette l’insolita modalità di controllo. Endwar riconosce senza esitazioni i comandi impartiti anche in situazioni di rumore o in casi di una non perfetta dizione e la completa localizzazione in italiano non ne ha intaccato minimamente l’immediatezza, rispetto alle precedenti occasioni in cui avevamo potuto testare la versione in inglese. L’unico neo che lascia un filo di perplessità è che a lungo andare questa accattivante novità finisca per esser sostituita da una più semplice pressione del tasto A che contestualizza la sua funzione in base all’oggetto inquadrato dal mirino e che finisce per poter sostituire il controllo tramite voce, anche per la maggiore velocità con cui si riescono così ad impartire i comandi. Questa alternativa, nonostante abbassi notevolmente il carisma dell’azione, risulta in un approccio meno faticoso da utilizzare nelle sessioni di gioco più lunghe, complice anche l’assenza dei riconoscimenti numerici dei nemici nella mini mappa in alto a destra, cosa che costringe a continui spostamenti della telecamera per inquadrare il nemico per riuscire a sapere il numero dell'unità contro cui inviare le nostre truppe. Una volta inquadrati gli avversari, impartire il comando vocale risulta superfluo, perchè a quel punto basta premere A per impartire l'ordine di attaccare.

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VOCE!

Una gran bella guerra
Visivamente per Endwar sono state adottate delle soluzioni che esaltano il coinvolgimento e la spettacolarità dell’azione di gioco. Al posto della classica visuale libera dall’alto è presente un sistema di inquadrature direttamente legato al punto di vista dei vari battaglioni, in modo da poter lockare la telecamera su ognuno di essi e di poter godere di vedute a pochi metri dal terreno sentendosi nel pieno dello scontro. Vista la possibilità di poter avvicinare l’occhio così tanto all’azione, Endwar gode di un comparto grafico di prim’ordine dove ogni unità è divinamente realizzata e animata, gli effetti particellari si sprecano, gli ambienti urbani (nei cui palazzi può trovare rifugio la fanteria) sono distruttibili e il sistema d’illuminazione è semplicemente eccezionale, basta vedere la rifrazione della luce solare al tramonto che filtra tra i palazzi. Difficilmente si è vista tanta bontà grafica in uno strategico. Il gameplay di Endwar appare ben strutturato e alternerà semplici battaglie dove si dovrà ripulire l’area dalla presenza del nemico a delle sessioni più tattiche dove sarà fondamentale impossessarsi di alcune strutture che, una volta potenziate, forniranno dei bonus tattici come devastanti attacchi aerei. Durante la nostra prova abbiamo avvertito la pesante assenza di una mappa generale dell’area che ci permettesse di avere un punto di vista più generale di tutta l’azione in corso, in parte ovviata da una funzione speciale dell’esercito americano grazie alla quale è possibile richiamare una visione dall’alto di tutta l’area compresa di identificazione delle truppe nemiche ed alleate. Questo è senz’altro uno strumento potentissimo che, se in possesso di una sola fazione, può far inclinare pesantemente i bilanciamenti tra le tre nazioni disponibili e può risultare pesante nel gioco multiplayer. A questo punto, però, non resta che giocare alla versione definitiva di quello che è senz'altro uno degli RTS più innovativi per console, per capire come i pezzi del puzzle vadano definitivamente ad incastrarsi.

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