World of WarcraftVivendi Universal Games Faire 

Quando un publisher importante come Vivendi ha nella sua manica assi del calibro di Sierra , Blizzard e Universal Interactive , non può che giocare una mano vincente nel mercato videoludico. Multiplayer.it si è recata in quel di Parigi per tastare con mano alcuni dei titoli più attesi dei prossimi mesi, Worl of Warcraft incluso. Nulla di meglio che prendersi cinque minuti, ascoltare il resoconto di una lunga giornata di gioco, e cominciare a mettere da parte i risparmi...

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Parigi è sempre Parigi


Da sottolineare la presenza di una ampia rappresentanza Coreana di giornalisti: la cosa non stupisce più di tanto se si riflette sul fatto che il rapporto dei Server di Battle.net è 3:1 a loro favore rispetto a noi e quasi 2:1 rispetto agli Stati Uniti.
Appena arrivati, siamo stati introdotti all'evento dal Presidente della Società, che ha poi lasciato spazio ai rappresentanti delle Software House ed ai loro numeri davvero impressionanti: basti pensare che la serie di Diablo ha totalizzato qualcosa come 4.000.000 di pezzi venduti in tutto il mondo, cifra mai raggiunta, nè lontanamente sfiorata, da altro Franchisiding. Certo, una cifra che viene ridimensionata se paragonata ai 24 milioni della serie di Crash Bandicoot, ma attualmente non può esserci competizione in questo campo.
Terminata la breve conferenza, ci è stata data la possibilità di osservare più da vicino i giochi, cominciare ad intuirne le reali potenzialità, e poter porre ai programmatori alcune domande: cerchiamo di scoprire insieme su quali Best Sellers può contare la Vivendi nei prossimi mesi...

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Universal

Tra i titoli proposti da Universal Interactive, l'unico che apparirà sui nostri Pc è forse il più importante di quelli presentati: The Thing. Apparso in forma giocabile nelle incarnazioni Playstation 2 e X-box, il gioco è di quelli che lascerà il segno una volta uscito, poichè alle tipiche caratteristiche dei Survival Horror (la serie di Resident Evil, tanto per intenderci) ha aggiunto alcuni particolari in grado di fornirgli un taglio originale e di maggiore impatto.
Il maggior pregio di The Thing deriva dal fatto che il titolo nasce come gioco di "squadra", in quanto il protagonista del gioco, che inizia proprio laddove terminava il film di Carpenter, dovrà vedersela non solo con la creatura extraterrestre che infesta la base antartica, ma anche con i propri compagni.
Per coloro che non hanno ancora visto quel piccolo capolavoro Horror, basti ricordare che nella pellicola non si è mai certi chi possa essere il "mostro", la cosa, e che l'incertezza dei protagonisti deriva proprio da questo: non si sa chi può essere amico e chi no.
Il gioco parte dallo stesso concetto e lo amplia, in quanto in ogni momento non solo noi potremo dubitare dei nostri compagni (e quindi ucciderli compiendo magari un omicidio ingiustificato), ma anche il contrario, per cui loro si fideranno di noi in base al nostro comportamento ed al rapporto che instauriamo con ognuno di essi. Un esempio piuttosto esplicativo del meccanismo che a parole sembra così complesso, lo abbiamo avuto quando un nostro compagno ha cominciato ad avere paura (appare un'icona sopra la sua testa che indica il suo stato), noi abbiamo cercato di avvicinarlo e poi, non avendo avuto risposta ci siamo allontanati: a quel punto lui si è lasciato prendere dal panico e ha cominciato a spararci fino ad ucciderci, anche se eravamo assolutamente disarmati e stavamo parlando con un altro membro della spedizione.
Non a caso il motto del gioco sembra essere proprio: controlla la paura, conquista la fiducia...e non credere a nessuno.

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Universal

Le potenzialità del gioco, non è difficile intuirlo, sono davvero grandi, e probabilmente il risultato finale sarà migliorato con il passare del tempo e delle correzioni che verranno apportate a questo originale approccio: tra l'altro sotto il comparto grafico (vale la pena ricordare che gli sviluppatori sono gli stessi dell'eccellente Evolva) il gioco già adesso non ha nulla da invidiare ai suoi concorrenti più conosciuti.
Sia gli effetti di luce che i modelli dei personaggi (animazioni comprese, che comunque hanno un buon margine di miglioramento), soprattutto quelli delle creature che ci attaccheranno, sono di ottima fattura. Vale infine notare come la versione Pc, seppure non ancora mostrata, sia praticamente identica a quella Xbox, decisamente migliore della versione Playstation 2.
Per quanto riguarda il resto della produzione Universal Interactive, purtroppo non si registra niente altro di particolare per il mercato Pc, e l'altro titolo che apparirà nel 2002, Jurassic Park: Project Genesis, è al momento ancora troppo lontano per essere mostrato alla stampa.
Tuttavia registriamo alcuni titoli destinati all'universo console di cui attualmente non è ancora stata annunciata una conversione per i compatibili, che non ci dispiacerebbe poter giocare: tra tutti The Fellowship of The Ring, oggi ancora ad appannaggio esclusivo della console di Casa Microsoft, e Bruce Lee, un piacevolissimo (e graficamente molto appagante) picchiaduro a scorrimento che potrebbe fare la gioia dei molti appassionati del mito.

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Sierra

Su quale potesse essere il titolo di punta presentato dalla Sierra, almeno per quanto riguarda il mercato Pc, non ci potevano essere certo dubbi: Counterstrike Condition Zero. Il gioco, che sembra già ampiamente ottimizzato e vicino alla sua conclusione, altri non è che la trasposizione del più apprezzato gioco multiplayer, Countestrike appunto, in versione Singleplayer.
Saremo chiamati a vestire i panni delle forze dell'ordine impegnate a combattere contro l'attività terroristica in alcune missioni strutturate con obiettivi da raggiungere e personaggi da difendere: merita forse una piccola considerazione il fatto che nella modalità Singleplayer del gioco, quella portante, non è possibile schierarsi dalla parte dei terroristi.
Quanto infatti possono avere influito gli eventi dell'11 settembre su tale scelta non ci è stato rivelato, ma è chiaro che i programmatori della Gearbox, di cui nientemeno che il presidente era venuto a mostrarci il titolo, sono stati condizionati in questa scelta, che ci sentiamo di appoggiare in pieno nonostante possa limitare la libertà di pensiero e di scelta dei giocatori. Nella modalità multiplayer invece sarà possibile, come da sempre accade nel gioco Online, scegliere da quale parte schierarsi: rispetto al classico Counterstrike questa modalità è stata potenziata e migliorata ulteriormente.
Il titolo è particolarmente veloce e frenetico, e per questo molto differente dagli altri titoli singleplayer dedicati alla lotta contro il terrorismo apparsi negli ultimi anni (la saga di Rainbow Six su tutti): ciò potrebbe contribuire sostanzialmente ad attirare l'attenzione di quella fetta di giocatori interessati all'argomento ma spaventati dall'approccio troppo cerebrale che questo genere di giochi ha sempre avuto.
La completa interazione con l'ambiente circostante (i vetri si rompono e lasciano passare i proiettili), la presenza di arene sempre diverse tra loro e in tono con lo scenario nel quale saremo chiamati a combattere, la scelta delle armi (per la maggior parte nuove), ma soprattutto tutte quelle caratteristiche che hanno reso l'originale Countestrike uno dei titoli più amati dalla comunità Online, renderanno Condition Zero imperdibile per tutti gli appassionati. In particolar modo crediamo che anche quel (ancora molto folto) gruppo di giocatori che non ha mai provato l'ebrezza di combattere il terrorismo Online, non farà fatica ad apprezzare il titolo: e forse è questo il vero senso dell'ultima fatica dei Gearbox.

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Sierra


Se sulla sinistra faceva bella mostra di sè proprio Countestrike, sulla destra, in un paio di postazioni preparate per l'uso, abbiamo potuto provare l'ultimo titolo dei ragazzi della Impression, già responsabili in passato di capolavori del calibro di Caesar 3, Pharaon e Zeus: Emperor:Rise of the Middle Kingdom.
Il gioco, la cui struttura non si discosta dalla classica impostazione gestionale che ha fatto la fortuna dei titoli sopracitati e la gioia di migliaia di appassionati, è ambientato nella Cina Antica e chiama il giocatore a gestire, per la prima volta, un impero in cooperazione con altri giocatori umani nella modalità Online. Sicuramente una novità importante che va ad aggiungere l'unico tassello mancante ad una serie di enorme successo, e che potrebbe rappresentare il vero punto di forza del titolo.
Per quello che abbiamo potuto vedere e provare con mano il gioco, graficamente, sembra essere persino più curato dei suoi predecessori e le nuove opzioni potrebbero contribuire a renderlo il migliore della serie: resta da vedere se gli appassionati saranno ancora contenti, dopo avere provato la leggerezza e l'ironia di un titolo come Tropico, di immergersi nuovamente nelle atmosfere seriose marchio dei titoli Impression (anche se con Zeus erano stati fatti passi avanti in questa direzione): noi crediamo comunque di si, e non facciamo fatica ad immaginare Emperor tra i primi giochi più attesi di questo Natale, quando il titolo sarà disponibile.
Per quanto riguarda invece il resto dei titoli presentati, a fianco di un Nascar 2002 che, a detta dello stesso presidente della Sierra, difficilmente riscontrerà in Europa lo stesso successo avuto Oltreoceano, abbiamo potuto vedere le prime immagini del nuovo episodio di Swat: Urban Justice. Purtroppo il gioco veniva mostrato solo con un filmato di presentazione, e non ci siamo potuti fare un'idea precisa di come potrà apparire nella sua incarnazione finale, per cui ogni considerazione viene rimandata nei prossimi mesi, quando potremo tastare con mano i lavori in corso.
Grande assente Homeworld 2, la cui attesa si prolunga dal maggio dell'anno scorso (quando pensavamo di trovarlo all'E3) e che probabilmente non vedrà la luce che il prossimo anno: peccato.
Anche in questo caso troviamo un paio di titoli console, Malice su tutti, che potrebbero fare falice più di un appassionato dei giochi plattform, genere che sui compatibili fatica davvero a trovare anche il più piccolo spiraglio.

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PPG

Sotto questa sigla (Partner Publishing Group), che indica un gruppo di Software House minori che con l'appoggio della Vivendi riescono a portare i loro prodotti ad un più ampio pubblico, sono stati presentati due dei titoli più attesi dagli amanti Fps: Nakatomi Plaza e No One Lives Forever 2. Entrambi i titoli erano presenti in forma giocabile e avanzata, in maniera particolare il primo dei due che vedrà la luce tra poco meno di un mese: l'impressione ricevuta dal gioco non si discosta moltissimo da quella nata giocando il demo, anche se abbiamo potuto notare qualche lieve miglioramento soprattutto nei riguardi dell'Intelligenza Artificiale dei nemici.

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PPG

A questo punto, a poche settimane dall'uscita nei negozi, ci sembra inutile proporvi qualche giudizio fin troppo affrettato, ma certo è che il gioco, che non ci aveva lasciato una buona impressione in quel di Los Angeles, è sicuramente migliorato e potrebbe riservare qualche piacevole sorpresa per gli appassionati. Da notare comunque un paio di postazioni dedicate a Die Hard: Vendetta, titolo che vedrà la luce solo sul Gamecube e che prende ispirazione dal secondo film della serie, e che sembra essere altrettanto promettente.
Più attenzioni sono state dedicate a No One Lives Forever 2, sequel di un ottimo Fps che probabilmente ha ottenuto da noi meno successo di quanto avrebbe meritato: il gioco è attualmente ad uno stadio di sviluppo non avanzatissimo, ma da quanto abbiamo potuto tastare con mano manterrà le molte promesse già create intorno ad esso. L'unica ambientazione con la quale abbiamo potuto giocare era ricca di particolari (un villaggio del Nord completamente innevato) e lascia presupporre che su questo titolo molto punterà la Vivendi: basti pensare che tra poco vedrà la luce anche la versione per Playstation 2 del primo capitolo.

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Blizzard

Sul fronte Blizzard, che senza dubbio rappresenta il vero fiore all'occhiello della produzione Vivendi, non è stato mostrato nulla di particolarmente nuovo, ma solo un paio di conferme: Warcraft 3 e World of Warcraft.
Se del primo titolo ormai dovreste sapere davvero tutto (date un'occhio a Blizzard Player e non avrete più dubbi in merito), a noi basta aggiungere che quello visto, aggiunto alle ottime impressioni ricavate giocando la Beta multiplayer in nostro possesso, ci conferma l'eccezionale qualità del titolo: l'unica nota negativa, al quale abbiamo fatto ormai il callo, è che l'uscita del gioco è stata spostata ad una data imprecisata di Giugno. Non ci rimane che cominciare a mettere via i risparmi e iniziare l'ennesimo conto alla rovescia...
Maggiore interesse, poichè le notizie circolate in rete fin'ora non erano molto precise, ha destato in noi invece la sessione di gioco a World of Warcraft (in realtà ai giornalisti non era permesso neanche avvicinarsi al monitor, sono stati tre dello staff della Blizzard a giocare tra di loro), che ha lasciato intravedere un'ottima caratterizzazione dei personaggi, una grafica davvero fuori dagli standard per i giochi Online, degli effetti grafici che non hanno nulla da invidiare ai titoli di ultima generazione e tanta, tanta cura per ogni particolare.
Infatti ogni passaggio del gioco, dalla creazione del personaggio alla gestione del suo inventario, dagli scontri con le creature nemiche alla facilità d'evocazione degli incantesimi, dava conferma dell'assoluto valore di un titolo che probabilmente sarà destinato a ridimensionare il modo di giocare Online, e, considerato l'enorme successo di ogni titolo Blizzard, potremmo scommettere ad occhi chiusi su questo titolo.
Se pensiamo inoltre che tra poco meno di un mese partirà l'imponente progetto legato all'uscita di Dark Age of Camelot nel nostro territorio (con tutto quello che questo comporterà, attivazione dei server italiani in primis) non facciamo fatica ad immaginare un futuro più che roseo per gli appassionati dei MMRPG.

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Conclusioni

Si, è vero, non abbiamo visto nulla di particolarmente nuovo nè siamo stati di fronte a nessun annuncio particolarmente importante (Homeworld 2 Docet), però i titoli che abbiamo potuto apprezzare da vicino durante questa lunga giornata Parigina, sono davvero tutti di grande impatto. Se pensiamo a Condition Zero, a Emperor, a The Thing e persino a World of Warcraft, non possiamo non notare come la ricchissima produzione Vivendi copra ogni settore del videoludere, dall' Rpg all' FPs, dal gestionale al Survival Horror: senza contare gli ottimi titoli presentati per il mercato Console.
E' chiaro che si parla di investimenti destinati ad enorme successo, considerando anche il ricco Battage pubblicitario di cui ogni titolo probabilmente godrà, ma quello che ci preme sottolineare è che la qualità media dei giochi non fa certo rimpiangere la mancanza di innovazione o di originalità di cui spesso si macchiano i grandi Distributori e le Software House con poco coraggio.
Se dovessimo spingersi un pò più oltre, ed azzardarci a fare qualche previsione, sicuramente ipotizzeremmo l'enorme successo dei due titoli Blizzard senza nessuna remora, e a fianco di essi metteremmo in prima linea l'ottimo Condition Zero e il titolo forse più originale, quel The Thing che ci ha lasciato una impressione particolarmente positiva nella nostra sessione di gioco: una linea di pensiero che ci fa attraversare un sequel, una nuova visione di un gioco apprezzatissimo ed un titolo completamente originale.
E se questo non è un atteggiamento di successo, ditemelo voi...

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Parigi è sempre Parigi

E' abitudine, da qualche anno a questa parte, organizzare da parte dei Publisher più attivi o delle Software House più ricche (vedi Activate o i vari Nintendo e Sega Show in giro per il Giappone), un incontro per presentare i propri titoli alla stampa specializzata in ambienti più tranquilli dei classici Ects ed E3.
La Vivendi, una delle più importanti società internazionali, non è voluta essere da meno ed ha organizzato qualche giorno fa un meeting per mostrare i titoli di prossima uscita alle più importanti testate editoriali europee e orientali: Multiplayer.it non ha voluto mancare all'appuntamento ed è riuscita a tastare con mano alcuni dei giochi più attesi dei prossimi anni.
Blizzard, Universal, Sierra, e le Software House appartenenti al gruppo PPG, hanno fatto bella mostra di sè in alcuni locali adibiti all'uso in un piccolo castello ad una quarantina di minuti da Parigi, laddove abbiamo trascorso la giornata di martedi 19/02 in (piacevolissima) compagnia dei rappresentanti delle altre testate specializzate italiane, del P.R. e del P.M. Vivendi, e degli altri circa duecento partecipanti all'evento.