Warhammer: Mark of ChaosWarhammer: Mark of Chaos 

Warhammer: datecene ancora!

Warhammer: Mark of Chaos Warhammer: Mark of Chaos Warhammer: Mark of Chaos

Pare che il franchise di Warhammer stia finalmente ricevendo l’attenzione che merita da parte dell’universo videoludico e in questa edizione dell’E3 lo troviamo presente in ben tre diverse incarnazioni: la seconda espansione del bellissimo strategico in tempo reale di Relic (Warhammer 40.000 – The Dark Crusade), il MMORPG Warhammer – Age of Reckoning di Mythic Entertainment e infine quello che per quanto ci riguarda è già diventato il miglior RTS presente allo show : Warhammer – Mark of Chaos, ad opera di Black Hole Entertainment, studio di sviluppo che ha raccolto anche alcune ex menti responabili di Starcraft.

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L'apice della strategia

Ispirandosi al tabletop fantasy di Warhammer – basato per lo più su unità dai ranghi serrati, piuttosto che le squadre di schermagliatori di WH 40.000 – Mark of Chaos richiede un significativo ammontare di micromanaging per ottenere i risultati migliori. Non solo vanno considerate armi e armature di entrambe le parti prima di dare il via a un attacco, ma è possibile impostare un movimento normale o una carica, decidere da che parte orientare l’unità una volta a destinazione e considerare il vantaggio dato da tipo e altitudine del terreno tanto nelle mischie che negli attacchi a distanza, negli spostamenti e dal punto di vista degli effetti sui tiri di morale delle truppe. Assistere alla scomposta ritirata di una folla di Orchi dinanzi alla brutale efficienza dei guerrieri del Chaos è stato decisamente appagante.
Il gioco non è comunque limitato alla semplici battaglie campali, ma include anche precise meccaniche per la gestione degli assedi e l’attacco alle postazioni fortificate, rivelandosi anche in questo caso affine alla filosofia del wargame da tavolo e ben lungi dal suggeririre un banale assalto alla garibaldina.
Al momento del lancio (il gioco vedrà la luce a ottobre) saranno a disposizione quattro razze giocabili che per gli appassionati non avranno bisogno di presentazioni, ma add-on con nuove fazioni è già ben più di un’ipotesi.
Fra le innumerevoli opzioni, le scelte rispondono ai classici archetipi degli RTS: un esercito versatile, con una buona combinazione di forza miliatare e magia (l’Impero degli umani), uno indiscutibilmente malvagio, basato su armate più piccole composte da unità d’elite (il Caos), una razza con grandi poteri magici (Alti Elfi) e infine i classici “zerg” con moltitudini di mostri che puntano a sommergere l’avversario (Skaven). Interessante il fatto che si potranno schierare eroi e campioni di razze non giocabili, assunti come mercenari o in qualità di alleati, come ad esempio il Re dei Nani.

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Panoramica su un capolavoro annunciato

E’ il caso di dire che tra Black Hole e Flagship Studios, Namco è riuscita a radunare sotto il suo ombrello un bel gruppetto di ex talenti Blizzard, e i risultati cominciano a vedersi. Ambientato nell’universo fantasy dell’omonimo tabletop game creato da Games Workshop, Mark of Chaos è un vero crogiuolo di finezze e tocchi di classe inseriti apposta per incrementare la salivazione dei fan, a partire dalla grafica più spettacolare mai vista in un RTS, con la possibile eccezione di Command & Conquer 3.
Modelli 3D dettagliatissimi, superbamente animati e ricoperti da texture con scelte cromatiche che definire azzeccate è un ingiusto eufemismo: impostato come uno strategico di scala ben più ampia rispetto alla controparte futuristica pubblicata da THQ, il titolo Namco mostra su schermo squadre composte da decine di soldati, ognuno con un aspetto leggermente diverso grazie a un sistema che ne randomizza i dettagli come la forma dell’elmo, l’espressine del volto, equipaggiamenti e decorazioni aggiuntive. Il risultato è delizioso e pienamente apprezzabile grazie alla possibilità di zoomare sulle truppe senza alcun limite, in pieno accordo con lo spirito del gioco da tavolo, in cui una delle massime soddisfazioni degli appassionati è modificare e personalizzare ogni singola miniatura, anche la più insignificante, per renderla il più possibile unica.
Gli scenari sono altrettanto impressionanti, sia quelli delle missioni, che la mappa tattica in stile Battle for Middle Earth, costruita assemblando le singole “battlemaps” in un’unica enorme superficie costellata di icone di eserciti, città e antiche rovine che è possibile visitare ed esplorare in modo da raccogliere denaro, oggetti magici, reliquie e così via.

Ispirandosi al tabletop fantasy di Warhammer, Mark of Chaos richiede un significativo ammontare di micromanaging per ottenere i risultati migliori.

Con un’interfaccia di gioco estremamente simile a Warcraft III (anche più di Warhammer 40.000 di Relic, che sotto questo aspetto sembra anche più elaborato), Mark of Chaos prevede naturalmente l’uso di Eroi, i quali però vantano uin sistema di accumulo di esperienza e sviluppo secondo specifici skill tree che aggiunge una componente RPG decisamente più consistente della media. Tali unità d’elite, il vero amore per qualsiasi appassionato del gioco di miniature, spiccano come luci nel buio fra i ranghi delle loro armate e sono ancora più belle e ricche di animazioni.
Nella missione da noi provata abbiamo guidato in battaglia un piccolo contingente di terrificanti Guerrieri del Caos (alti quasi due volte un comune essere umano e racchiusi nelle loro decoratissime armature scarlatte), accompagnati da una banda di barbari e guidati da un torreggiante Principe Demone di Knorne e un diabolico Stregone del Caos Indiviso. Lo scontro con i nemici Orchi ha raggiunto vette di epicità prima di oggi solo raggiunte nella nostra fantasia. Immaginate un Demone, infervorato dalla sete di sangue e al colmo della sua ira, che abbandonate le truppe che lo accompagnavano e travolgendo i nemici al suo passaggio, si scaglia come un toro infuriato contro il Gigante alleato dei pelleverde, dando vita a un duello apocalittico.