World of Warcraft: Wrath of The Lich KingWorld of Warcraft: Wrath Of The Lich King - Provato 

Dopo un intenso anno e mezzo, passato tra avventure e farming nelle distese extra-planari delle Outlands, il richiamo del Re dei Lich si innalza gelido come le innevate vette di Northrend. E' tempo di raccogliere la sfida e anche questa volta, senza colpo ferire, la redazione di Multiplayer.it si trova in prima linea.

Holidays on ice

Stivali lucidati, sacche ben legate al nostro ronzino demoniaco e pelata a tutto tondo ben lustra, il nostro eroico ed erotico Warlock si prepara a lasciare una Stormwind cantiere aperto, neanche si fosse nel pieno di una campagna elettorale. L’assetto urbano della zona nord della città è stato rivisitato e corretto, per permettere la creazione di una grande e indaffarata zona portuale, dove i giocatori avranno la possibilità di utilizzare una della due rotte per raggiungere Northrend (l’altra dell’alleanza passa per Menethil Harbour).
L’arrivo al porto di Valiance Keep è pressoché tranquillo, ma già dai primi minuti si ha modo di assistere al lavoro che è stato fatto dal team di Blizzard: la profondità del campo visivo è veramente mozzafiato. Gli shader migliorati imprimono una piacevole sensazione di freschezza al comparto grafico, pur mantenendo l’inconfondibile stile warcraftiano. L’ immergersi nell'infinita distesa rosso sangue di Borean Tundra o tra le fronde sempreverdi della foresta di Howling Fjord, oltre che occasione per fare subito la conoscenza di mufloni selvatici e barbari del nord poco raccomandabili, è uno spettacolo per gli occhi decisamente appagante. Dalla funivia che collega l’isola di Kamagua al grande bastione di Uthgarde Keep, prima istance multi-sezione che avremo il piacere di testare sulla nostra gelida pelle, l’idea generale è che mentre la portante visiva delle Outland ha dato sfogo alla fantasia dei designer in tutto e per tutto, a Northrend si torna con i piedi per terra, rielaborando il concept delle zone originali di WoW, ma rendendole estremamente più dettagliate.
L’arabesque di colori e suoni è in ogni caso solo preludio di quanto attenderà i giocatori. Parlando di mere dimensioni, il mondo dovrebbe essere leggermente più ampio di quanto potuto apprezzare in The Burning Crusade. Le zone, in ogni caso, sono una decina, e l’impressione è che ci sia un bel po’ da “trotterellare” qua e là. Centro universale di riferimento per i personaggi orda e alleanza del nuovo continente sarà la rediviva Dalaran, spostata su un’isola fluttuante e raggiungibile da entrambi gli schieramenti, come a Shattrah. L’altra grande novità che si prospetta tra le gelide distese del lago Wintergrasp è il famoso revamp del PvP outdoor. La zona è chiaramente predisposta ad accogliere battaglie di massa tra giocatori, e tra steam tank che cannoneggiano ed edifici ridotti in macerie, la volontà dei designer pare proprio quella di dare finalmente un riferimento serio agli amanti della guerra senza quartiere. Gli spostamenti attraverso tutte le nuove zone vengono operati alla vecchia maniera, per cui, quantomeno per buona parte degli ulteriori 10 livelli, scordatevi cavalcature volanti, elicotteri e ammennicoli vari. Si torna a gustare l’ebbrezza dell’esplorazione direttamente dal basso, con i sani vecchi piedi e col cavallo. Ci vengono incontro gli onnipresenti flightpoint, che come sempre, collegano in maniera capillare i punti di interesse. Ancora non è stato noto in che modalità e punti saranno utilizzabili le cavalcature volanti, tuttavia è stato assicurato che non dovremo buttare al vento i nostri 5000 ori, faticosamente guadagnati.

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Tra il vecchio e il nuovo

Per la gioia di tutti, si ricomincerà a questare prepotentemente. Non vi sono particolari menzioni da fare a riguardo se non una: serve tanta esperienza. L’impietoso lag che affligge i beta tester europei sui server americani ci ha messo sicuramente del suo nel rallentare il nostro avanzamento, tuttavia diverse ore di testing , tra quest e puro grinding, hanno portato la barra poco dopo la metà necessaria per il livello 71. L’impressione è che la strada sia un poco più in salita rispetto al romboante inizio di TBC, dove la curva del levelling appariva molto più permissiva. L’esperienza necessaria al 71° livello è di oltre 1.500.000 xp e un mostro di pari livello ne elargisce circa 900, quindi in linea generale non si può parlare di un percorso particolarmente rilassato.
L’interfaccia base ha subito qualche piccolo cambiamento. In particolare, è stata aggiunta una comoda tabella che racchiude i pet da compagnia e le cavalcature, raggiungibile dalla schermata delle statistiche del personaggio. L’idea è gradita, se non altro per lo spazio risparmiato in inventario e la pratica catalogazione dei nostri compagnoni pelosi e non. E’ stata inoltre inserita una nuova pagina dedicata ai Glyphs, altra nuova chicca di Lich King, direttamente collegata all’abilità Inscription. Quest’ultima darà la possibilità di modificare gli incantesimi di un personaggio, dalle parti più basilari, quali gli effetti grafici, fino al danno e il raggio d’azione, promettendo di dare un tocco di unicità ad ogni personaggio, che di certo non potrà che essere ben accolto.
Chiude il revamp dell’interfaccia la finestra dedicata agli Achievements, una serie di mini-obiettivi delle più svariate tipologie, che dovrebbero conferire titoli e ricompense ai personaggi. Dall’uccidere un certo numero di personaggi in PvP a raggiungere 10.000 gold, le mete a medio o lungo termine di sicuro non mancheranno. Una piccola spinta in più per coloro che amano la sensazione di appagamento nel raggiungere più di uno scopo all’interno del gioco.
Ma Wrath of The Lich King non sarebbe quello che promette se ci fermassimo a quanto sopra e neanche il tanto declamato barbiere potrebbe essere in grado di saziare in todo la nostra voglia di novità. Abbiamo aspettato per anni, con l’orecchio sempre dritto, in attesa che queste benedette Hero Class venissero annunciate. Siamo stati accontentati, e benché per il momento ce ne sia solo una, la scelta sarà sicuramente apprezzata dai fan in ogni dove.

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Benvenuto Death Knight

Eroi caduti, in un tempo tiranno che muta velocemente, ci risvegliamo nelle tetre sale della cittadella volante di Ebon Hold. Il nostro nuovo maestro Lich King ci ha concesso l’immortalità, ma ad un prezzo: la libertà. Dopo qualche istante di silenzio e un piccolo brivido che arriccia i peli sulla pelle al punto giusto, è tempo di gettare un occhio alle faccende mortali, nello specifico verso il poco ridente villaggio di New Avalon, zona d'inizio per tutta questa prima parte della nostra avventura. Il villaggio è stato collocato nell’estremità est di Eastern Plagueland, a ridosso della fortezza degli Scarlet Crusaders. Quali migliori ospiti per fare un poco di pratica con i nostri nuovi poteri?
I giocatori avranno la possibilità di tuffarsi in questa nuova esperienza di gioco partendo direttamente dal livello 55 e in un nuovo slot, lasciando integri tutti gli altri personaggi dell’account. Sin dalle prime battute verremo introdotti al nuovo sistema di poteri del Death Knight, basato sulla gestione di 6 rune e i cooldown a esse annessi. Le rune sono divise per categoria, due per ogni ramo di specializzazione del cavaliere, ossia l’offensivo Blood, il difensivo Frost e Unholy, legato perlopiù alle abilità magiche AoE e ai debuff. A ogni utilizzo di abilità speciali, incantesimi o stili di combattimento, sarà richiesta l’attivazione di una o più rune, anche di rami differenti, le quali si ricaricheranno in 10 secondi. Il sistema appare inizialmente un poco complesso e di sicuro richiederà sforzi tattici maggiori in battaglia, in quanto sarà molto importante valutare quale serie di abilità utilizzare e quali rune mettere in cooldown per i prossimi 10 secondi.
Per il resto, da annotare l’abilità Runeforging, niente di meno che un Enchanting esclusivamente personale, che operato nella vicinanza delle forge di Ebon Hold, permetterà al giocatore di porre incantamenti permanenti di un certo rilievo sulle proprie armi. Tutta la parte introduttiva, che ci porterà a prendere mano con questo nuovo tank-dps magico, è strutturata in maniera eccelsa, come nella migliore tradizione Blizzard. Una cura sempre maniacale del dettaglio e una trama ricca di chicche e citazioni (da ricordare la missione Grand Theft Palomino, dove si deve rubare nelle stalle dei villici un cavallo) danno una sensazione di piena rigenerazione da anni di gioco su Azeroth, richiamando vecchie abitudini compulsive anche tra i più disintossicati dei redattori.

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Conclusione

Come detto all’inizio dell’articolo, le aspettative che circondano Lich King sono estremamente alte. Quando si parla di World of Warcraft, qualcosa che nel corso degli ultimi 4 anni è uscito prepotentemente dalla nicchia del gioco per divenire costume, è più che scontato l’interesse che si viene a creare di rimando. Per quanto siamo riusciti a vedere in questo provato, il modus operandi della casa di Irvine mantiene appieno gli standard qualitativi e quantitativi dei precedenti prodotti, riuscendo a ridare benzina anche al più stanco degli irriducibili grinder. Resta ancora una piccola incognita, legata per lo più alle novità introdotte dalla nuova zona PvP e con le quali non ci è stato possibile misurarci, ma contiamo di poter integrare quanto manca nella recensione finale del gioco, che come annunciato nel corso della scorsa settimana, busserà alle porte degli utenti il 13 Novembre. E potete contare sul fatto che la redazione di Multiplayer.it sarà li ad aprire!