Nintendo ha licenziato Alison Rapp in seguito a una campagna diffamatoria subita dalla donna  168

Le principali accuse nei suoi confronti sono di fatto infondate

Dopo una lunga campagna diffamatoria, Alison Rapp è stata infine licenziata da Nintendo of America. L'annuncio è stato dato dalla stessa su Twitter, dove ha fornito altri dettagli sull'intera faccenda.

Da cosa è nato tanto odio nei suoi confronti? Be', alcuni l'hanno accusata di essere la mente dietro alcune delle recenti censure che hanno coinvolto dei titoli di Nintendo. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbe stata la rimozione di uno slider per modificare la dimensione del seno dei personaggi femminili di Xenoblade Chronicles X. A nulla è servito far presente che la Rapp, pur facendo parte del gruppo di localizzazione di Nintendo of America, si occupava di marketing e non del processo di traduzione e che quindi non aveva alcun potere sull'argomento.

Tramite un comunicato ufficiale, Nintendo of America ha negato di averla licenziata per via della campagna diffamatoria, e ha addotto come motivazione della decisione la violazione della Rapp di una politica interna della compagnia riguardante i doppi lavori.

Più probabile che Nintendo abbia voluto mettere fine a una scomoda polemica nata intorno alla tesi di laurea della Rapp, interpretata da alcuni gruppi neonazisti come una difesa della pedofilia. Paradossalmente la tesi era proprio un attacco alle censure che gli USA vorrebbero imporre alla cultura giapponese, ma la mancanza di logica nell'accusare qualcuno di censura, tirando fuori una sua tesi contro la censura, non ha acceso nessuna lampadina nelle menti più semplici, ormai decise a dare fuoco alla strega di turno.