I danni della pirateria nel Regno Unito  70

Nel 2010 UKIE rileva perdite per 1.45 miliardi di sterline

La UK INTERACTIVE ENTERTAINMENT parla di danni per quasi un miliardo emmezzo di sterline e di 1000 posti di lavoro perduti a causa della pirateria.

O almeno questo è quello che riporta l'associazione UKIE, il cui direttore generale, Michael Rawlinson, ha dichiarato che il denaro speso per i titoli pirata e per modificare le console va ai criminali e non ai giovani creativi che lavorano nel mercato dell'intrattenimento. Rawlinson ha inoltre affermato che i giochi non costrano troppo e che una longevità che va dalle 20 alle 50 ore ha un valore altissimo. Inoltre anche le spese per realizzare un titolo di fascia alta sono ormai elevatissime e quindi giustificano i prezzi.

Siamo ovviamente concordi nel ritenere la pirateria dannosa per il mercato. Ma le parole del direttore della UKIE non mostrano una particolare comprensione della situazione attuale. Se il discorso di Rawlinson può infatti valere per le console modificate, non vale certo per i DVD pirata che sono sempre più rari. La pirateria oggi viaggia su internet e il denaro per le connessioni usate per scaricare illegalmente va alle compagnie telefoniche che si, sono spesso criminali, ma in senso lato. Inoltre di giovani sviluppatori finanziati per le loro qualità non se ne vedono così tanti e l'atto di spendere cifre eccessive in pubblicità non garantisce certo ai titoli di fascia alta una maggior qualità. Infine vorremmo puntualizzare che non tutti i titoli durano dalle 20 alle 50 ore e che il velato paragone tra un film e un videogioco è assolutamente fuori luogo, almeno per ora.

La lotta alla pirateria è sacrosanta, ma non passa certo dalla giustificazione totale dell'industria a discapito degli acquirenti onesti. Giocatori appassionati che spesso si trovano a pagare sia i danni della pirateria sia la pubblicità eccessiva.

Fonte: BBC