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Hollow Knight Silksong è "l'anti-Cyberpunk 2077" ma farà la differenza?

Hollow Knight Silksong è nelle fasi finali dello sviluppo, ma non per questo ha fretta di svelarci la data di uscita: è per certo "l'anti-Cyberpunk 2077".

NOTIZIA di Nicola Armondi   —   05/01/2021

Hollow Knight Silksong, il nuovo gioco di Team Cherry e seguito dell'incredibile metroidvania che ha incantato i giocatori di tutto il mondo nel 2017, è sempre più vicino alla conclusione dello sviluppo. In un recente messaggio rilasciato su Discord, il PR Manager di Team Cherry ha affermato che, pur avendo sviluppato tutti i contenuti, questo non significa che il lancio sia già stato pianificato. La sua filosofia è "annuncia la data di lancio solo quando hai una build effettivamente pubblicabile": in altre parole, Hollow Knight Silksong è "l'anti-Cyberpunk 2077".

Fare un paragone tra i due giochi è ovviamente complesso, sotto molteplici punti di vista. Anche ignorando genere e stile, che hanno poco valore per la discussione attuale, bisogna riconoscere che gestire lo sviluppo di un videogame AAA ad altissimo budget non è come occuparsi di un indie (per quanto massiccio e di alta qualità) realizzato da team di tre persone. Hollow Knight Silksong e Cyberpunk 2077 sono il prodotto di realtà ben differenti e la loro produzione è stata probabilmente l'una l'antitesi dell'altra.

Cyberpunk 2077, ad esempio, è stato presentato anni prima del reale inizio dei lavori, puntando immediatamente in alto e spingendo i giocatori ad attenderlo per lungo tempo, per poi vedersi costretto a tagliare contenuti o a modificarli per influenze esterne al team (almeno stando alle recenti dichiarazioni di un sedicente sviluppatore). Hollow Knight Silksong è invece nato come un DLC del primo capitolo, ma è cresciuto in modo organico fino a divenire un gioco indipendente.

Anche dal punto di vista della comunicazione e del rapporto col cliente, Hollow Knight Silksong e Cyberpunk 2077 sono nettamente diversi. Da un lato abbiamo CD Projekt che ha deciso di ingannare i giocatori console per vendere milioni e milioni di copie aggiuntive, dall'altro invece troviamo tre sviluppatori che hanno deciso di regalare Silksong ai sostenitori Kickstarter del primo gioco. Certo, parliamo "solo" di 2.100 e poco più persone (a fronte di 2.8 milioni di copie vendute del primo capitolo), ma è un chiaro segno delle differenze tra le due realtà videoludiche in esame.

Non è nostra intenzione affermare che CD Projekt sia una corporazione malvagia che pensa solo al profitto mentre Team Cherry sia l'apoteosi dell'integrità artistica dell'industria videoludica. Entrambi i team devono far quadrare i conti a fine mese: per farlo hanno "semplicemente" scelto strade ben diverse. E che, nel caso di Cyberpunk 2077, sia frutto di una pessima gestione dello sviluppo, poco conta, quanto avvenuto è sulle spalle della società polacca.

No Mans Sky Beyond

Non pensiate però che quanto fatto da Cyberpunk 2077 sia unicamente appannaggio dei AAA. Ricordate No Man's Sky? Rilasciato in grande stile, sorretto da molteplici promesse, e poi crollato sotto il proprio stesso peso. L'avventura spaziale si è però risollevata grazie a un lungo supporto post-lancio e chiaramente l'obbiettivo di CD Projekt è fare lo stesso.

Il clamore per l'inganno di Hello Games non fu però grande tanto quanto ciò che è avvenuto lo scorso dicembre con CD Projekt. I motivi sono due: No Man's Sky non soffrirà della stessa quantità di problemi di Cyberpunk 2077 e, soprattutto, non era atteso allo stesso modo. I giocatori consideravano inoltre il team polacco di The Witcher come uno dei pochi sviluppatori "onesti" dell'industria e quanto accaduto è stato da molti vissuto come un tradimento. Team Cherry non vuole di certo tentare lo stesso approccio.

Siamo però certi che il risultato finale sarà diverso? Così come No Man's Sky ha riconquistato i giocatori e ribaltato la propria nomea, anche Cyberpunk 2077 sarà probabilmente in grado di fare lo stesso a nostro parere. A deciderlo saremo solamente noi videogiocatori, noi consumatori, che apriremo il portafogli.

La vera domanda che vi poniamo quindi è: sarebbe giusto sostenere (tramite l'acquisto) Cyberpunk 2077 fra 6-12 mesi, quando l'opera sarà completa così come sarebbe dovuta essere sin dal D1? O dovremmo rinunciare a un buon gioco, pur di inviare un messaggio? Cosa ne pensate?