La BBFC non riscontra elementi razzisti in Resident Evil 5  23

La pur vigile British Board of Film Classification, ovvero l'ente britannico preposto al controllo e alla catalogazione del materiale mediatico per fasce d'età e contenuti, non ha rilevato elementi particolarmente tendenti al razzismo, argomento che ha tenuto banco per mesi, durante lo sviluppo del gioco.
Kikizo ha chiesto chiaramente a Sue Clark della BBFC le impressioni ricevute dal gioco, in particolare per quanto riguarda l'ormai famosa scena della "donna bianca trascinata da uomini neri" e infettata a forza con il virus - scena che dovrebbe riportare alla mente alcuni tipici scenari razzisti - senza ricevere risposte particolarmente scandalizzate, sembrerebbe.
Clark ha infatti riferito che nella versione esaminata non c'è una scena con un gruppo di uomini neri che trascinano una donna bianca, ma si tratta di un solo uomo, che pare non sia nemmeno nero, in una scena che non si distingue sopra alle altre per la particolare violenza ritratta (riferendosi ad un contesto già violento di suo, ovviamente). Se la versione retail dovesse essere diversa, sarebbe un'operazione "illegale secondo i termini del VRA (Video Recordings Act)", dunque o lo scenario è stato modificato da Capcom, o tale scena non risulta essere esattamente com'è stata descritta (oppure semplicemente non è stata sottoposta alla visione della BBFC, verrebbe anche da pensare). In ogni caso, a prescindere dalla scena in questione, gli elementi razzisti non sono risultati particolarmente palesi durante la revisione, niente che possa giustificare una censura ulteriore, considerando che il gioco ha già subito la catalogazione "18", dunque destinato ad un pubblico adulto.
Jun Takeuchi, producer del gioco, ha più volte ripetuto in risposta alle accuse che, una volta messe le mani sul gioco definitivo, "tutti capiranno di che cosa si tratta, e che non ci sono elementi legati alla razza in tutto il gioco".