Asus Lamborghini VX7  35

Asus e Lamborghini collaborano ad una macchina che ben si adatta anche al gioco

Un tempo erano veramente portatili. Dispositivi laptop mediamente performanti che facevano di maneggevolezza e operabilità durante viaggi e vacanze i loro punti di forza. Una sorta di spartiacque immaginario in cui l'utente poteva gestire le proprie necessità in base alle caratteristiche fisiche che dividevano i desktop dai portatili, riassunte in un semplice beneficio pratico: poterli spostare in libertà.

La percezione di tali pezzi di hardware è oggi, volente o nolente, diametralmente cambiata. Non più accessori in miniatura dei cugini da casa ma vere e proprie macchine a sé stanti, con peculiarità di costruzione e componentistica che hanno donato loro una propria dignità. Per tal motivo, è singolare gettarsi nell'analisi di questo esponente Asus ispirato alla famosa Lamborghini - non l'ultimo modello della serie, ulteriormente evolutasi più di recente - poiché l'oggetto in questo, di facilmente trasportabile, non ha poi molto. Ma com'è la carrozzeria di questo VX7?

Sosta ai box

Prima di perdersi nella disamina di specifiche, componenti e risoluzioni è quanto mai d'obbligo parlare dell'estetica e di come Asus Lamborghini VX7 voglia colpire l'utente sin dal primo incontro. In perfetta linea con la premiata casa automobilistica emiliana dalla quale prende la licenza, il laptop accolto in esame si presenta con una lucente tinta arancione a colorare la metà ad apertura, il logo a scudo di Sant'Agata Bolognese ben impresso sulla scocca.

La sensazione di avere tra le mani una macchina in miniatura è resa bene grazie al retro del dispositivo, strutturato con un sistema di raffreddamento con ventole che va a riprendere lo scarico tipico e sportivo delle vetture del marchio di automobili, specialmente del modello Gallardo, completando il tutto con la riproduzione dei fari posteriori a taglio, tipici della vettura, posti sopra l'uscita d'aria delle ventole. Aprendolo e controllando disposizione e conformazione dei dispositivi di input gli elementi che vengono agli occhi sono sicuramente le due penisole in cuoio che circondano il trackpad. Il materiale rende piacevole poggiarvi i palmi della mano e non appesantisce intense sessioni di scrittura rendendo la pressione dei tasti, grazie a questa scelta di stile, comoda e gradevole. La tastiera, viste le dimensioni elevate del book, si espande lungo entrambi i lati del rettangolo di scrittura, garantendo con tasti a isola e tastierino numerico un'offerta completa e senza particolare difetti. Il trackpad multitouch a trapezio ha una superficie di movimento sufficiente per la gestione della diagonale, anche se la soluzione lucida scelta lascia talvolta il fianco a un ricezione parziale dei gesti della dita. La scocca in plastica equilibra il peso generale facendolo assestare sui 3,8 kg circa, sicuramente non poco ma nemmeno eccessivo se comparato ai 15,6 pollici di diagonale dello schermo ed alle dimensioni di 50x402x309mm, generose.

Uno sguardo sotto il cofano

Chiarita la certosina ricerca estetica del prodotto Asus, è finalmente il momento di analizzare l'offerta tecnologica al suo interno, iniziando proprio dallo schermo. Da un portatile di fascia alta ci si sarebbe aspettata una proposta visiva più che d'eccellenza, eppure la scelta di adottare un Super-TFT non convince pienamente. Ok la risoluzione di 1920x1080, che garantisce una buona densità di rendering dei giochi, immagini e siti web, ma la superficie a specchio presta il fianco a fastidiosi riflessi se posizionato in esterni o in vicinanza di fonti d'illuminazione, rendendo talvolta necessario un ricollocamento del portatile per goderne al meglio. La saturazione dei neri particolarmente elevata di 1,38 cd/m2 fa tendere la gamma cromatica leggermente verso il grigio, causando un rapporto di contrasto di 164:1, non propriamente sufficiente.

A livello di connettività, il lavoro svolto è più che buono, con la porta ethernet affiancata da un modulo di ricezione wi-fi b/g/n e da bluetooth 3.0, che garantisce sostenute velocità di trasferimento. Le 4 USB presenti, due per lato, sono suddivise in tre USB 2.0 ed una USB 3.0, accompagnate da un lettore SD 8-in-1 frontale e da jack laterali da 3,5mm per microfono e cuffie, più una camera frontale da 2.0 megapixels ed uscite VGA e HDMI a completare il tutto. Il supporto ottico dato in dotazione è un lettore blu-ray/dvd, affiancato da unità di memorizzazione SATA da 750 GB (o 1500 in base alla configurazione scelta, purtroppo nessuna possibile con SSD) che lavorano a 7200 rpm, garantendo una buona velocità media di circa 93Mb/s nel trasferimento di file. In linea con la filosofia dei Sandy Bridge, Asus integra nel Lamborghini VX7 un processore quad-core i7-2630QM con architettura a 32nm, con frequenza base settata a 2.0GHz ma overclockabile fino a 2,9 GHz grazie alla funzione di Turbo Boost, che assicura ottime prestazioni lato CPU. La scheda video scelta dal produttore taiwanese per il suo VX7 è la ben nota GeForce GTX 460M, con 1.5 GB di GDDR5 dedicati, garantendo quindi al VX7 una propria dignità come macchina da gioco pur non montando una scheda associabile alla ultime serie Nvidia. Il tutto accompagnata da 8Gb di RAM DDR3. La nota più dolente del comparto tecnico è rappresentata purtroppo dalla batteria, costituita da 8 celle che permettono di arrivare a malapena a 2 ore di autonomia con illuminazione piena.

Potenza con controllo

Arrivando ai meri numeri è giusto andare a testare come si pone l'Asus Lamborghini VX7 fronte gaming, e quale miglior modo se non scomodare alcuni dei titoli di caratura più recenti. Prendiamo come primo esempio Battlefield 3, che senza AA ed un AF4x si mantiene tra i 30 ed i 40 frame per secondo con un mix di settaggi tra medio e alto, alternandosi tra situazioni di calma ad altre più concitate.

Skyrim viene digerito con più facilità, con un framerate che anche a settaggio Alto si attesta senza problemi su ottimi livelli, sopra le 30 immagini al secondo. L'esoso The Witcher 2 riesce a girare fluidamente a Medio, seppur con leggeri cali in situazioni particolarmente gravose per la scheda video. Pochi ma chiari esempi per un laptop indirizzato anche ma non unicamente al gaming, che unisce a prestazioni accettabili anche una buona silenziosità e una dissipazione del calore gestita con disinvoltura dalle ventole. Sicuramente non indicato per lunghi viaggi fuori porta, il portatile Asus si pone sia per design ricercato che per specifiche in maniera aggressiva, andando a ricercare una sua nicchia di collezionismo in virtù dell'estetica ispirata dal famoso marchio. Per quanto non sia esente da difetti legati allo schermo e alla durata della batteria. Con un prezzo assestato sopra i 1000 euro, l'offerta Asus non è economica e rivolta solo a un pubblico di "appassionati" in cerca di un laptop con cui lavorare, fruire file multimediali e magari giocare anche un po'.