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Redazione

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I Simpson: SpringfieldUna città da ricostruire 39

Il tecnico "nuculare" più improbabile e famoso del mondo torna protagonista di un videogioco insieme a tutta la sua comunità e, come sempre, ne combinerà di tutti i colori

Il Gioco Gratis della Settimana è l'appuntamento di Multiplayer.it che, ogni sabato, mette sotto i riflettori un'app per iPhone scaricabile a costo zero. Non necessariamente titoli nuovi né di etichette di primo piano ma piuttosto, semplicemente, prodotti che meritano di essere presi in considerazione. A maggior ragione se non si deve sborsare nemmeno un centesimo.

Dopo i diversi problemi tecnici che ne avevano costretto il ritiro momentaneo, I Simpson: Springfiled è finalmente ritornato disponibile su App Store, con grande soddisfazione dei numerosi fan possessori di un device Apple compatibile. Il fenomeno Simpson, sul quale si sono sprecati fiumi di inchiostro e molte tesi di laurea, continua imperterrito da oltre un decennio e la messa in onda degli episodi in tutto il mondo riscuote ancora oggi un grande successo. Il merito va certamente a Matt Groening e al suo staff, artefici di una sceneggiatura sempre attenta agli episodi di costume e non certo tenera con le abitudini dei cittadini e della classe dirigente americana. Sebbene un po' dello smalto che ha reso famosa la serie sia in questi ultimi anni inevitabilmente calato, l'appeal di Homer, Marge, Bart, Lisa e la piccola Maggie è ancora molto grande, tale da rendere interessante un nuovo titolo a loro dedicato, specialmente se al suo interno sono inseriti contenuti multimediali inediti.

Una “piccola” fatale distrazione

L'avvio de I Simpson: Springfield mostra la prima di una serie di sequenze animate mai trasmesse in televisione e create appositamente per il videogioco: Homer, come al solito presente al lavoro ma totalmente distratto, è rapito da un gioco sul suo "MyPad" (nel mondo dei Simpson, i prodotti Apple vengono chiamati "Mapple"), criticandone il gameplay ma nonostante tutto investendo addirittura mille dollari per colpa di allettanti microtransazioni. La sua concentrazione è talmente forte da non accorgersi dell'incidente scoppiato al reattore principale della centrale nucleare che, come inevitabile conseguenza, causerà una grande esplosione rasando al suolo l'intera città di Springfield. Homer riesce però a salvarsi grazie ad una vecchia diceria nota tra i tecnici nucleari, secondo la quale stare al centro esatto di un'esplosione garantisce una buona percentuale di sopravvivenza. Si tratta ovviamente di uno dei tanti non-sense di cui il titolo è infarcito, che contribuiscono a creare quell'atmosfera di ironia e divertimento tipica della serie. Una città da ricostruire Una volta rimasto completamente solo, anche il pigro Homer deve rimboccarsi le maniche per cercare di rimediare al grave incidente: comincia così a questo punto la struttura gestionale vera e propria, che ha per obiettivo finale la ricostruzione di ogni singolo edificio distrutto ma soprattutto il ripopolamento della città di tutti i suoi bizzarri abitanti. Grazie alla intuitiva interfaccia di gioco, con un singolo tocco è possibile indicare ad Homer gli obiettivi da raggiungere, ridotti inizialmente nel ripulire l'area dai detriti e mettersi subito dopo a costruire la propria casa. Terminati questi primi lavori, appare come per magia Lisa, la saccente figlioletta, il cui scopo è quello di aiutare il padre completando le fasi iniziali del tutorial. Ogni costruzione terminata produce reddito ed esperienza, da riscuotere a scadenze prefissate (solitamente alcuni minuti), ma i tempi di costruzione sono la prima variante importante del gioco. Edificare il Jet Market per esempio, con annesso il buon Apu, impiegherebbe la bellezza di 4 ore, visto l'elevato reddito che è in grado di garantire. Aspettare così tanto per il proseguo del gioco è però troppo scomodo e così, al fine di velocizzare i tempi, si possono utilizzare alcune speciali ciambelle radioattive, presenti nella centrale al momento dell'esplosione. Con questi particolari dolci i tempi di costruzione ma anche dello svolgimento delle varie "quest" vengono drasticamente abbattuti, facilitando l'accumulo di denaro ed esperienza. Una città da ricostruire Il rovescio della medaglia è però dato dalla scarsità di ciambelle disponibili, da trattare quindi come un tesoro; naturalmente è possibile acquistarne in quantità utilizzando denaro sonante ma basta essere leggermente accorti per evitare di spendere la stessa cifra di Homer nel filmato iniziale e divertirsi ugualmente. I parametri della città da tenere sotto controllo in I Simpson: Springfield sono però molteplici: Indolenza, Consumismo, Ecologismo, Vanità, Obbedienza, Gola, Rettitudine e Socialismo, tutti influenzabili dal tipo di costruzione inserita (più alberi aumenteranno l'ecologismo, più ristoranti la gola e via di seguito). Ogni personaggio sbloccato porta in dote un numero variabile di quest, tutte diverse tra loro ma sempre collegate alla sua particolare natura; gli incarichi possono essere svolti anche in contemporanea, fermo restando il tempo necessario per completarli. La natura Social del titolo EA Mobile viene fuori grazie ad un divertente escamotage narrativo, secondo il quale l'esplosione atomica ha dato origine a diverse Springfield situate su universi paralleli e, fatto ancora più strano, tutte liberamente visitabili. Le altre città sarebbero in realtà quelle gestite dagli amici e, una sola volta al giorno, possono essere saccheggiate per un massimo di tre rendite. Grazie alla piattaforma Origin e alla connessione con Facebook non sarà poi difficile trovare eventuali contatti in possesso del gioco. Un'ultima menzione va al comparto tecnico, assolutamente fedele alle ambientazioni originali della serie con personaggi bene animati e un'atmosfera ottimamente riprodotta; il tutto risulta ovviamente rimpicciolito a causa delle ridotte dimensioni dello schermo ma il risultato finale resta comunque godibile.

I Simpson: Springfield è un titolo ben realizzato, ricco di sfumature e dettagli ma soprattutto assolutamente imperdibile per un fan che si rispetti. Se poi la pazienza non manca, anche la gratuità mascherata da "freemium" può essere benissimo confermata e le "sirene" tentatrici delle microtransazioni allontanate, lasciando gli incarichi più lunghi al giorno dopo e concentrandosi solo su quelli rapidi. Un buon manageriale dunque, senza troppi eccessi ma destinato ad un pubblico ampio, che sfrutta senza grossi problemi una licenza molto importante.

Giovanni Polito

Pro

  • Ambientazione unica
  • L'umorismo è sempre presente
  • Gameplay semplice e immediato

Contro

  • Chi cerca un gestionale "serio" ha sbagliato obiettivo
  • Le ciambelle diventano presto merce rara
  • Necessita di una connessione internet costante