8.2

Redazione

8.0

Lettori (66)


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  • 15
  • Data di uscita: 16 ottobre 2012
  • Piattaforme: pc
  • Tipologia di gioco: Action

Chivalry: Medieval WarfareLa furia della battaglia 31

Barbari, urla strazianti e villaggi da bruciare: il medioevo targato Torn Banner Studio è un'oscura valle di sangue

Le origini di Chivarly: Medieval Warfare sono radicate nella conversione Age of Chivalry per Half Life 2 che ha in qualche modo rilanciato la simulazione di combattimento medioevale. Le cose sono cambiate dai duelli laterali in bitmap dei tempi che furono e la virata tridimensionale ha dato vita a un genere decisamente nuovo che tra i vantaggi ha la freschezza del gameplay e tempistiche tali da lasciare nuovamente spazio a tattica e ragionamento. La furia della battaglia Il potenziale strutturale e i risvolti del genere medioevale li abbiamo già visti con Mount & Blade, ma Chivalry non ambisce a calcare la stessa strada. Come in War of the Roses, ci troviamo di fronte ad un titolo esclusivamente votato al multiplayer e privo di componenti strategiche, scale da assedio e musicisti da battaglia. Inoltre non include nemmeno i cavalli, al contrario di War of the Roses, e il gameplay, per quanto d'impatto e per nulla semplice da gestire, rinuncia a parte della simulazione. Alle parate direzionali si sostituisce, infatti, la parata unica, incentrata esclusivamente sul tempismo, e questo determina uno stile di gioco più arcade rafforzato anche dalla barra della stamina che si consuma combattendo e da cui dipendono la possibilità di parare e di attaccare. La furia della battaglia Il duello all'arma bianca resta comunque ben simulato, con la distanza dall'avversario che rimane un punto chiave, come nella realtà, per evitare i fendenti e per penetrare la guardia dell'avversario con la propria arma. Lo scudo, inoltre, regala un vantaggio notevole ed è bene non dimenticare mai il calcio, arma perfetta per spintonare gli avversari e per abbassare loro la guardia. Il combattimento, in sostanza, è solido, con la parata che risulta decisamente efficace ma richiede riflessi fulminei e apre la strada a un contrattacco devastante. L'energia vitale dei combattenti, come la stamina, è legata ad una barra, e anche in questo caso la scelta richiama uno stile più arcade di quello visto in altri prodotti accostabili, ma il realismo è garantito dai pochi colpi necessari per stendere un avversario.

Un titolo sospeso tra arcade e simulazione

Una volta caricato il titolo si parte con un tutorial curato e articolato che spiega dettagliatamente tutte le situazioni di gioco. La fase di allenamento è ambientata in un campo di addestramento militare e, attraverso una serie di situazioni scriptate, ci presenta le due fazioni in gioco. La trama, comunque, si esaurisce nelle motivazioni di chi difende con onore e di chi attacca con furia con la componente narrativa che si limita a contestualizzare i colori e le urla dei due schieramenti. Tra le cinque modalità attualmente disponibili troviamo il classico deathmatch con diverse varianti che vanno dal free for all allo scontro tra squadre con una sola vita per giocatore. Ma la modalità principale è senza dubbio quella che prevede la conquista di diversi obiettivi che devono essere via via distrutti. La furia della battaglia L'avanzamento, talvolta, richiede l'uso di armi da assedio e, per dare alle fiamme granai e strutture, è necessario ricorrere alle fiaccole che devono essere impugnate e accese nel bel mezzo dell'azione. Un dettaglio non da poco per un titolo da 17,99 euro anche se dopo qualche partita l'azione diventa automatica mentre un dettaglio del genere spiccherebbe ben di più in un vero assedio popolato da centinaia di uomini. Ovviamente è impossibile pretendere troppo da un gioco indipendente venduto a prezzo budget, senza contare che molti titoli finanziati da grandi publisher e non certo con Kickstarter offrono anche meno, ma allo stesso tempo è un peccato vedere buone idee sfruttate marginalmente. In ogni caso Chivalry: Medieval Warfare compensa qualche limite imposto della formula scelta dagli sviluppatori con un'ottima grafica e con un'ampia varietà di situazioni e di armi con cui equipaggiare le quattro classi disponibili. Queste sono il cavaliere in armatura, il feroce soldato d'avanguardia, l'uomo d'arme e l'arciere. Ogni tipo di arma ha il proprio gameplay peculiare con la scure che è più pesante ma anche più massiccia e lo spadone a due mani che può sorprendere con rapidi fendenti a lunga portata. Le armi più letali sono inevitabilmente quelle da tiro ma la ricchezza architettonica delle mappe consente ai combattenti di procedere quasi sempre sotto copertura. Non mancano ovviamente zone aperte, come ponti sospesi o canyon, che lasciano una pericolosa finestra per i cecchini. Le mappe, inoltre, nascondono ulteriori pericoli come precipizi e incendi pronti ad accoglierci, per l'eternità, in seguito a un calcio ben assestato. Il bilanciamento, in sostanza, appare buono ed è sempre possibile infilzare o spingere nell'abisso un avversario distratto dalla furia della battaglia. Negli scontri più concitati il cavaliere armato di spada a due mani risulta più efficace degli altri combattenti melee, ma nel prossimo futuro non mancheranno bilanciamenti e novità che dovrebbero consentire al titolo di maturare ulteriormente.
Chivalry: Medieval Warfare - Trailer di lancio Chivalry: Medieval Warfare - Trailer di lancio

Unreal Engine 3 in chiave medievale

L'estetica figura tra i punti di forza di Chivalry: Medieval Warfare che, pur essendo un titolo multiplayer a basso prezzo, sfrutta pienamente l'Unreal Engine 3 offrendoci canyon abissali, mappe dettagliate e ricche di alture, edifici in fiamme e visuali suggestive con tanto di navi che solcano i mari e selve di frecce infuocate che attraversano il cielo. A questo si aggiungono ombre convincenti, colori vividi e oggetti distruttibili. Purtroppo alcune texture peccano in definizione ed esplosioni e fiamme non risultano particolarmente esaltanti. Inoltre la visuale in terza persona mette in luce alcuni difetti nelle animazioni e nelle collisioni. La furia della battaglia Ma, anche se è possibile scegliere la visuale, il titolo è stato studiato per rendere al massimo in prima persona. Osservando la battaglia dagli occhi del nostro avatar le animazioni risultano molto più convincenti, almeno in relazione alle simulazioni medievali, con gli attacchi che offrono un'ottima resa visiva e sonora. Il comparto artistico, inoltre, può contare su un bel doppiaggio in inglese che viene esaltato dalla possibilità di lanciare terribili urli di guerra nel bel mezzo della battaglia. Ma è l'esito dei combattimenti a dare maggior soddisfazione con le uccisioni che sfociano in situazioni cruente con tanto di teste spiccate dal collo e sangue in quantità. Purtroppo il miglior modo per godere di queste scene è quello di morire e in questo caso la soddisfazione visiva viene inevitabilmente smorzata dalla sconfitta. In ogni caso, possiamo affermare che i ragazzi di Torn Banner Studios hanno fatto un ottimo lavoro. La trama accennata nel tutorial contestualizza le partite a obiettivi la cui conquista viene esaltata dalle fiamme, dalle battaglie sullo sfondo, dal combattimento serrato, dal sangue e dalle urla. Non stupisce che si tratti della modalità più gettonata visto che probabilmente il titolo vi è stato costruito intorno. Nonostante ciò la modalità a duelli, che è stata introdotta al lancio, potrebbe risultare piuttosto popolare, vista l'importanza della skill del giocatore che viene registrata in dettagliate classifiche.

Chivalry: Medieval Warfare non osa ma è un titolo solido, condito da qualche buona idea e che nella modalità a obiettivi trova un suo senso d'esistere. Il tutto è arricchito da una grafica a tratti sorprendente e senza dubbio superiore alla media dei titoli indipendenti. Insomma, il primo vero titolo di Torn Banner Studios risulta decisamente appetibile se cercate battaglie cruente condite da un pizzico di strategia di squadra e se non siete ossessionati dalla componente simulativa che viene sacrificata per rendere il gameplay più bilanciato. Se invece cercate il nuovo Mount & Blade, il momento di solcare nuovi campi di battaglia non è ancora giunto.

Mattia Armani
 

Pro

  • Grafica curata
  • Mappe ricche di elementi visivi e ludici
  • Gameplay bilanciato e incentrato sull'abilità del giocatore

Contro

  • Alcuni elementi del comparto grafico stonano con il resto
  • La ricchezza del gameplay fa rimpiangere un contesto tutto sommato limitato

Requisiti di Sistema PC

  • Configurazione di Prova
  • La redazione usa il Personal Computer ASUS CG8250
  • Processore Intel Core i7 2600
  • 8 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce GTX 560 Ti
  • Sistema operativo Windows 7
  • Requisiti Minimi
  • Processore Intel Core 2 Duo 2.4 GHz o AMD Athlon X2 2.7 GHz
  • 2 GB RAM
  • Scheda video ATI Radeon 3870, Nvidia GeForce 8800 GT o superiore
  • 7 GB di spazio su disco