6.0

Redazione

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  • Data di uscita: 15 novembre 2012
  • Piattaforme: ipad, iphone
  • Tipologia di gioco: Action

VerticusPrecipitevolissimevolmente 8

Su iOS si passa dai running game ai falling game, ma basterà la firma di Stan Lee a garantire qualità?

Stan Lee è l'autore che negli anni '60, insieme a Jack Kirby, Steve Ditko, Don Heck e una serie di altri disegnatori di talento, ha creato qualcosa come la metà degli attuali supereroi Marvel. L'Uomo Ragno, i Fantastici Quattro, Iron Man, Thor, Hulk, Daredevil e gli X-Men sono tutti nati dalla sua penna e condividono il medesimo elemento caratterizzante, quello dei "super problemi" che li hanno resi più vicini alle simpatie di tantissimi lettori. Alla veneranda età di 89 anni, Lee ha ancora voglia di mettersi in gioco, e così eccolo collaborare con Moonshark per la realizzazione di Verticus, un action game per iPhone e iPad in cui vestiamo i panni di un supereroe completamente inedito, dotato di una tuta che gli consente di attraversare i vari strati dell'atmosfera del pianeta senza subire danni e finanche di addentrarsi nel sottosuolo, fino a raggiungere il nucleo terrestre, allo scopo di rimuovere una potente bomba piazzata dalla razza aliena degli Obliteratori. Precipitevolissimevolmente Un nome che non fa presagire nulla di buono, e infatti il nostro personaggio dovrà muoversi nell'aria durante la caduta e scansare numerosissimi ostacoli prima di raggiungere la propria destinazione e salvare il mondo, affrontando infine anche un boss ricorrendo alle uniche armi che il costume gli mette a disposizione, ovvero uno sciame di missili a ricerca che possiamo potenziare fra una partita e l'altra utilizzando un sistema di crediti di tipo tradizionale, che premia le performance migliori con più monete e che si estende anche ad altre capacità di Verticus, come la resistenza agli urti e il fattore rigenerante del suo scudo energetico.

In caduta libera

Può cambiare la forma, perché in Verticus l'obiettivo è quello di controllare la caduta del nostro personaggio, raccogliere bonus ed evitare ostacoli che sulle prime possono essere fatali dopo un solo impatto, ma non cambia la sostanza. E la sostanza è quella di un running game, né più né meno, che da un lato punta sulla spettacolarità del contesto, avvalorata dalla velocità con cui lo scenario scorre mentre precipitiamo verso il centro della Terra partendo dalle nuvole, dall'altro sceglie un approccio che deve per forza di cose distinguersi e, in tal modo, si allontana pericolosamente da meccanismi ben collaudati. Precipitevolissimevolmente Il sistema di controllo touch implementato da Moonshark, ad esempio, funziona molto bene, è reattivo e affidabile, ma il tipo di visuale e l'interpretazione "tridimensionale" del gameplay non ci rendono affatto semplice distinguere gli ostacoli che si avvicinano rapidissimamente, scansare le bombe (spesso seguendo percorsi prefissati e banali) e cercare il contatto con le "rampe di accelerazione" e i power-up. Quando le nuvole si esauriscono e si passa alle profondità del sottosuolo, le cose cambiano ben poco: ci si sposta per evitare spuntoni di roccia, ma anche in questo caso è abbastanza difficile capire dove esattamente un ostacolo andrà a posizionarsi rispetto al personaggio. Superate queste incertezze, saremo in grado senza troppa fatica di arrivare alla fine del percorso e affrontare il boss di turno usando i missili, ma solo per un salvataggio momentaneo e la ripresa di una "corsa" che già al primo giro aveva dato tutto. Insomma, è encomiabile il tentativo di eliminare la parola "endless" dal genere di appartenenza e, dunque, di inserire un qualche elemento di progressione, ma i limiti dell'esperienza sono troppi e troppo evidenti. L'apporto di Stan Lee, che pronuncia con la sua voce una serie di "suggerimenti" mentre cadiamo, non cambia ovviamente il grado di godibilità del prodotto.
Verticus - Trailer Verticus - Trailer

Al di là di un prezzo iniziale accessibile, Verticus non ha molte carte da giocare. L'impressione è che gli sviluppatori abbiano voluto distinguersi dalla massa dei running game che ormai infestano i dispositivi mobile cambiando la forma dell'esperienza più che la sua sostanza, incappando però in una serie di grossi limiti in termini di gameplay per via di questa scelta. La scarsa distinguibilità degli ostacoli rende le partite certamente coinvolgenti, perché spesso e volentieri si evita il game over per un soffio, ma alla fine dei conti ci si diverte poco e il sistema degli upgrade sembra fatto apposta per favorire un piccolo boost iniziale per poi chiudere i rubinetti, tentando di convincerci in modo maldestro a mettere mano al portafogli. È piacevole "precipitare" e sulle prime sembra anche che ci sia qualcos'altro dietro, ma si tratta purtroppo solo di un'illusione.

Tommaso Pugliese

Pro

  • Controlli touch precisi e reattivi
  • La discesa è spettacolare e veloce
  • I consigli di Stan Lee sono un simpatico cameo

Contro

  • Gameplay molto limitato
  • Distinguere la posizione degli ostacoli è un'impresa
  • Sistema di potenziamento pensato male