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Redazione

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Soul SacrificeCosa sei disposto a sacrificare? 121

L'action survival di Keiji Inafune arriva su PlayStation Vita per porci di fronte a una serie di scelte difficili

Salvezza o sacrificio? La contrapposizione è un ingrediente fondamentale in Soul Sacrifice, il prodotto della collaborazione fra Comcept, SCE Japan Studio e Marvelous AQL; e lo è sia in termini narrativi che puramente ludici. Se da un lato la struttura di gioco si arricchisce col passare delle ore di nuove sfaccettature, di storie toccanti e coinvolgenti, di incantesimi straordinariamente potenti e di nuovi alleati, spingendosi tranquillamente verso la soglia delle trenta ore di durata, dall'altro non sono rare situazioni di profonda frustrazione, in cui il sistema di combattimento in stile Monster Hunter mostra tutti i propri limiti per via delle lunghe animazioni, che non possiamo interrompere per una rapida manovra evasiva e che dunque ci rendono particolarmente vulnerabili sia all'attacco dei mostri che dei nostri stessi compagni, mossi da un'intelligenza artificiale che in più di un'occasione si dimostra basilare e deficitaria. Cosa sei disposto a sacrificare? Magari abbiamo appena equipaggiato un grosso maglio di pietra e stiamo per assestare un colpo d'inaudita violenza al boss di turno, quando veniamo buttati a terra dai proiettili di fuoco lanciati da un alleato, vanificando il tentativo e trovandoci comunque con la risorsa "consumata", come se la mossa fosse andata a buon fine. Oppure siamo stati colti di sorpresa da un demone, che ci ha misteriosamente tolto tutta l'energia vitale con un singolo colpo e di fatto impedisce ai nostri amici, pur richiamati, di aiutarci, determinando inevitabilmente il game over. E ancora: ci sono missioni in cui bisogna affrontare nemici volanti senza che la cosa venga in alcun modo segnalata, con il rischio concreto di ritrovarsi senza manovre adatte per poterli colpire e, dunque, di essere costretti ad attendere che gli avversari si degnino di atterrare per raggiungerli e attaccarli. A ciò si aggiunge una gestione degli incantesimi (denominati "offerte" per la loro natura "sacrificale") quantomeno discutibile, nel senso che eventuali potenziamenti e trasformazioni sono troppo lenti, scarsamente significativi e non producono variazioni sostanziali nel nostro approccio alla battaglia, con la schermata di setup prima di una missione letteralmente piena di "ingredienti" per gran parte inutili, che non possiamo vendere o combinare e che rimangono lì confusamente a occupare spazio. Le cose sarebbero state diverse con un crafting più immediato e semplice, che conferisse una qualche importanza alla ricerca di oggetti all'interno degli scenari, pratica che allo stato attuale delle cose si limita a essere puramente accessoria.

E ora i pregi

La rassegna appena fatta dei difetti di Soul Sacrifice indica in modo chiaro che l'action survival firmato da Keiji Inafune non ambisce alla perfezione né si pone come un classico senza tempo, pur tuttavia è dotato di innegabili pregi e punti di forza che lo rendono un ottimo titolo, fra i migliori attualmente disponibili per PlayStation Vita. E convincere sono infatti vari elementi, a cominciare dalle scelte originali ed efficaci fatte per quanto concerne la narrazione, con un libro maledetto che funge da tramite fra il nostro personaggio e uno stregone del passato, consentendoci di riviverne le avventure e i drammi allo scopo di acquisirne progressivamente i ricordi e i poteri. Cosa sei disposto a sacrificare? Il fine ultimo è quello di diventare sufficientemente forti da confrontarci con il potente Magusar, il nostro carceriere nonché l'artefice della fine del mondo come lo conoscevamo, ma per riuscire nell'impresa dovremo dedicarci a un gran numero di "missioni fantasma" e sconfiggere i demoni più malvagi e terribili che si siano mai visti, all'interno di un'ambientazione dark fantasy in cui un ordine di guardiani ha lo scopo di eliminare il male ovunque esso si nasconda. La campagna in single player di Soul Sacrifice è dunque molto particolare, sicuramente diversa dal solito e tutt'altro che lineare, visto che alcuni ricordi dello stregone diventano accessibili solo da un certo punto in poi ed è dunque possibile tornare nei capitoli del libro con cui ci siamo già cimentati per completarli. Ogni livello può essere affrontato anche in modalità multiplayer cooperativa, in locale oppure online, ma questo aspetto dell'esperienza ci è sembrato meno forte e significativo rispetto a quelle che erano le premesse e a quanto mostratoci durante l'ultimo Tokyo Game Show. La mancanza di una chat vocale integrata nel software può essere sopperita attraverso l'uso dell'applicazione Party, ma chiaramente solo quando ci si organizza con gli amici; altrimenti bisogna ricorrere a una semplice lista di "frasi fatte" richiamabili a schermo durante l'azione, soluzione che però va ad annullare l'elemento strategico di un team che si forma facendo attenzione alle caratteristiche di ogni componente, ad esempio con personaggi dotati di attacchi potenti e altri equipaggiati con scudi e magie curative per fornire il necessario supporto contro i boss più forti.

Demon Hunter

Abbiamo accennato più volte, anche nel recente provato, a come il sistema di combattimento di Soul Sacrifice sia palesemente ispirato a quello di Monster Hunter. Le ragioni dietro questa scelta sono più che comprensibili, nell'ottica di rendere il prodotto più vicino possibile ai gusti degli utenti giapponesi e di ripercorrere il solco tracciato da un franchise indubbiamente di riferimento per la popolarità che ha saputo conquistare nel corso degli anni. Sono purtroppo figlie di questa impostazione anche le mancanze illustrate in apertura, quelle che spesso e volentieri rendono l'esperienza frustrante, ovvero i tempi mediamente lunghi per il completamento delle animazioni di attacco e l'impossibilità di effettuare manovre evasive nel mentre, il che rende obbligatorio memorizzare i pattern di attacco e di movimento dei nostri avversari per capire quando è il momento di eseguire una determinata manovra e quando invece è meglio limitarsi a sferrare qualche colpo con minor convinzione. Cosa sei disposto a sacrificare? A queste meccaniche si aggiunge il concetto degli "ingredienti", ovvero degli oggetti che gli stregoni "offrono" per poter lanciare i propri incantesimi e che, nel caso delle mosse speciali, prevedono il sacrificio di parti del corpo come la pelle, le braccia, gli occhi o persino la sanità mentale, cosa che si traduce in un danno massiccio al nemico ma in un altrettanto grave contraccolpo per la nostra capacità di muoverci, difenderci o percepire l'ambiente che ci circonda. Quella di ricorrere a tali magie estreme non è una decisione da prendere a cuor leggero, e bisogna ricordarsi prima dell'eventuale missione successiva di "annullare" l'offerta per non incorrere il ulteriori problemi, utilizzando quella che è la valuta del gioco, ovvero le lacrime del Librom. L'espletamento di questi obblighi, come pure quello di rinnovare gli incantesimi esauriti, ci è sembrata però un'inutile forzatura. Torniamo però agli "ingredienti", che si traducono nella possibilità di effettuare attacchi o manovre difensive basate su elementi come il fuoco, il ghiaccio, i fulmini, la pietra e la vegetazione. Le offerte possono essere potenziate e fuse insieme tramite un procedimento a cui abbiamo già fatto cenno (che purtroppo non è il massimo dell'immediatezza) e assegnate ai pulsanti Quadrato, Triangolo e Cerchio di PlayStation Vita, per un totale di due "file" composte ognuna da tre slot, alternabili tramite la pressione del tasto dorsale destro. Molti attacchi possono essere caricati per una maggiore efficacia, ma tuttavia ognuno di essi ha un determinato numero di "lanci" oltre il quale l'offerta si esaurisce e, se insistiamo, si perde del tutto. Per ovviare a questo inconveniente possiamo assorbire nuova energia magica da alberi o altri oggetti disseminati all'interno degli scenari (individuabili attivando una "visione spirituale" con il d-pad, la stessa che ci indica i punti deboli e lo stato di salute dei nostri nemici) oppure scegliere di sacrificare i mostri una volta sconfitti.
Soul Sacrifice - Trailer di lancio Soul Sacrifice - Trailer di lancio

Trofei PSVita

Sono ben 56 i Trofei contenuti in Soul Sacrifice. Alcuni di essi si ottengono in maniera molto semplice, ovvero completando i vari capitoli della campagna in single player. C'è poi tutta una sezione di Trofei basata sul numero di uccisioni di determinati nemici, nonché quelli più complicati da ottenere, sbloccabili raggiungendo i massimi livelli di magia e sfogliando tutte le pagine del Librom.

Salvezza o sacrificio?

Torniamo dunque al discorso di partenza, quello sulla contrapposizione. Il nostro personaggio in Soul Sacrifice "dialoga" con la dimensione magica attraverso il proprio braccio destro, su cui incide simboli che vanno a migliorare determinate caratteristiche e che può orientarsi verso tre differenti allineamenti: divino, oscuro e neutrale. Nella parte alta a sinistra dello schermo c'è un indicatore che mostra il nostro livello di esperienza sul fronte divino e oscuro, con il bilanciamento dei due elementi a indicare invece la neutralità. Cosa sei disposto a sacrificare? Uno stregone oscuro può lanciare incantesimi più potenti ma è dotato di una scarsa resistenza fisica, laddove invece uno stregone divino resiste a un maggior numero di attacchi senza però provocare danni significativi ai propri avversari. La via di mezzo appare sulle prime come la più sensata, con il rischio però di non eccellere né in un ambito né nell'altro. Per potenziare il nostro lato divino o il nostro lato oscuro dobbiamo fare una scelta, ovvero salvare o sacrificare i nemici abbattuti. Talvolta questa scelta può aiutarci a legare in modo particolare con determinati compagni d'avventura, in base al loro stesso allineamento, e salvare un boss dopo averlo sconfitto si traduce nell'arrivo di un ulteriore possibile alleato. Cosa sei disposto a sacrificare? Perché i mostri sono appunto questo: animali (ratti, gatti e uccelli) nella loro forma più basilare, stregoni corrotti nella loro forma più devastante. Diventeremo anche noi come loro? Quale che sia la risposta, gli sviluppatori hanno fatto un ottimo lavoro per rendere il più possibile evocativo e affascinante il mondo di gioco, grazie alla realizzazione di scenari davvero particolari e inquietanti, come ad esempio la distesa dei mulini, in cui alcune "colline" hanno le ali di un angelo, oppure la valle delle enormi catene, o ancora quello che sembra essere il teatro di uno scontro fra esseri giganteschi tramutatisi in pietra. Il lavoro svolto sui mostri è anch'esso ottimo, seppure in più di un'occasione vengano "clonati" per creare delle alternative in nome del puro grinding e della durata totale dell'esperienza, mentre non ci è sembrato altrettanto valido quanto fatto per i personaggi, i cui modelli poligonali vantano sì un buon set di animazioni ma allo stesso tempo ricordano troppo gli spigoli a cui sono ben abituati i possessori di PSP. Un applauso infine al comparto sonoro, di straordinaria qualità, con temi orchestrali registrati presso lo Skywalker Sound e melodie che è davvero arduo togliersi dalla testa anche a console spenta.

Soul Sacrifice è di certo uno dei migliori titoli disponibili per PlayStation Vita. Ciò significa che quanto realizzato dalla collaborazione fra Comcept, SCE Japan Studio e Marvelous AQL corrisponde esattamente alle nostre aspettative? Non proprio. Il gioco soffre di una serie di problemi abbastanza evidenti, tanto nella fase giocata quanto nella struttura, che in particolare gestisce il crafting in maniera troppo lenta rispetto alle nostre esigenze sul campo e integra una modalità multiplayer cooperativa piena di potenzialità ma anch'essa spigolosa. Per fortuna queste mancanze non eclissano gli importanti punti di forza del gioco, in primis la straordinaria corposità della campagna, che ricorre a una narrazione ispirata e diversa dal solito, così come il comparto tecnico, che si distingue sia per la qualità della grafica che del sonoro. Il risultato finale, in definitiva, è buono.

Tommaso Pugliese

Pro

  • Campagna straordinariamente corposa
  • Narrazione originale, evocativa, coinvolgente
  • Ambientazione davvero affascinante
  • Scenari belli e particolari, sonoro splendido

Contro

  • Il "legno" dei combattimenti è lo stesso di Monster Hunter
  • Spesso ci si imbatte in situazioni molto frustranti
  • Crafting troppo "lento" e male organizzato
  • Intrinsecamente ripetitivo