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RoboCopVivo o morto, tu verrai con me 30

Il remake filmico di "RoboCop" certifica la mancanza di idee in quel di Hollywood, ma il tie-in com'è?

Il Gioco Gratis della Settimana è l'appuntamento di Multiplayer.it che, ogni sabato, mette sotto i riflettori un'app per iPhone scaricabile a costo zero. Non necessariamente titoli nuovi né di etichette di primo piano ma piuttosto, semplicemente, prodotti che meritano di essere presi in considerazione. A maggior ragione se non si deve sborsare nemmeno un centesimo.

Se qualcuno fra voi da ragazzino è andato al cinema a vedere "RoboCop", rimanendo puntualmente traumatizzato durante la lunga scena in cui viene rappresentata l'esecuzione di Alex Murphy, si sarà ritrovato senz'altro a chiedersi perché, da qualche anno a questa parte, i produttori hollywoodiani provano a rifare dei cult anziché puntare su storie completamente nuove. Vivo o morto, tu verrai con me Li spinge il fascino di un franchise già noto al grande pubblico? Sicuramente. Il punto è che quando non hai "starpower" e nemmeno una produzione coi cosiddetti, il rischio di fare un buco nell'acqua diventa più che concreto. Dai trailer che sono usciti finora, RoboCop si candida onestamente a fare proprio questa fine, e il perché è presto detto: c'erano troppi, troppi elementi del film originale che sono rimasti impressi nella memoria di noi giovanotti attempati, troppe cose che sembra siano state "dimenticate" per questo reboot tutt'altro che promettente, il cui protagonista ha l'aspetto di un anonimo tizio in un'anonima corazza (con tanto di manina "umana" messa lì senza alcun senso, che Paul Verhoeven avrebbe probabilmente ridotto in poltiglia alla prima occasione utile, conoscendolo) anziché di un robot. Insomma, il film del 1987 era un'altra cosa e siamo abbastanza sicuri che rimarremo delusi da questa nuova versione, da cui però è stato tratto un inevitabile tie-in mobile sviluppato da Glu. Disponibile gratuitamente su App Store e Google Play, RoboCop si presenta come uno sparatutto "statico" sulla falsariga di EPOCH, dunque con l'obbligo di appostarsi dietro dei ripari, individuare i nemici e aprire il fuoco al momento opportuno. Un momento, la corazza a prova di proiettile non era una delle peculiarità del personaggio? Dettagli, dettagli.

RoboCop si è rivelato uno sparatutto solido, divertente e accessibile, anche se un po' ripetitivo

Dick, sei licenziato!

Avversione per il remake cinematografico a parte, il videogame di RoboCop impiega ben poco a ingranare e si dimostra subito discretamente ricco. La lista delle missioni disponibili è infatti piuttosto ampia, con la difficoltà che aumenta gradualmente e ci spinge a sbloccare nuovi potenziamenti per far fronte agli avversari, andando a lavorare sugli elementi di un "albero" che comportano miglioramenti nell'ordine del 2-6% rispetto alle caratteristiche di potenza, raffreddamento (non si può sparare ininterrottamente), cadenza di tiro, e precisione dell'arma equipaggiata, nonché alle abilità specifiche del cyborg, come la resistenza agli attacchi. Vivo o morto, tu verrai con me Portare sullo schermo dei nostri dispositivi mobile un RoboCop virtualmente invulnerabile, come quello dei film, sarebbe stata chiaramente una mossa difficile da inquadrare nelle meccaniche tipiche di uno sparatutto; e così ecco la tradizionale barra dell'energia vitale a cui fare attenzione, incorniciata da un'interfaccia touch funzionale e immediata, dinamica pur nella sua staticità, visto che consente di regolare a piacimento la visuale per meglio inquadrare i bersagli e poi aprire il fuoco, cercando di eliminare gli avversari prima che i ripari dietro cui ci appostiamo vengano distrutti, cosa che ci esporrebbe ai loro proiettili. Una delle cose interessanti del gioco è che anche i ripari dei nemici possono essere danneggiati e distrutti, più o meno facilmente a seconda del materiale (è più semplice con le casse di legno, più difficile con gli spartitraffico in cemento armato), il che apre a una serie di possibilità inedite. In determinati momenti si rende inoltre necessario effettuare una scansione dell'area che evidenzia i punti deboli dei criminali, colpiti i quali si riesce molto più rapidamente a neutralizzarli. La stessa impostazione freemium appare molto permissiva, nel senso che gli immancabili "punti azione" sono abbondanti e consentono di completare varie missioni prima di doversi ricaricare, mentre gli unici limiti alla fruizione dell'esperienza sono le armi premium, acquistabili solo utilizzando la valuta pregiata. Sul fronte tecnico è stato fatto un buon lavoro, anche se si nota una certa ripetitività negli scenari e qualche spigolo di troppo per quanto concerne i modelli poligonali.
RoboCop - Trailer di presentazione RoboCop - Trailer di presentazione

Non scommetteremmo sulla qualità del remake cinematografico e, allo stesso modo, non avremmo puntato sulla bontà del tie-in sviluppato da Glu, eppure RoboCop si è rivelato uno sparatutto competente, solido, divertente e accessibile. Gli manca senz'altro la varietà di un EPOCH, specie in termini di armi e nemici, e dunque ci si ritrova spesso e volentieri ad affrontare missioni molto simili fra di loro, all'interno degli stessi scenari e combattendo le solite tipologie di nemici. Tuttavia alcune idee sono piuttosto interessanti, specie sul fronte dell'interazione con l'ambiente (vedi il concetto dei ripari che possono essere distrutti, e che dunque impongono un approccio non attendista), e la presenza di un sistema di potenziamento così strettamente legato ai nostri progressi nelle missioni non va sottovalutata. Una gradevole sorpresa, insomma: da provare.

Tommaso Pugliese

Pro

  • Tante missioni, bel sistema di potenziamento
  • Visuale regolabile, controlli precisi e affidabili
  • Tecnicamente ben fatto...

Contro

  • ...anche se manca di varietà
  • Azione immediata, ma abbastanza ripetitiva
  • Gameplay privo di acuti