Controller Wireless Elite  80

La nostra approfondita recensione del Controller Wireless Elite per Xbox One

Ci piace pensare che l'evoluzione del pad da gioco sia sempre stata in positivo, con alcune eccezioni ma costantemente alla ricerca del perfezionamento tecnologico e soprattutto della migliore ergonomia.

È stata affiancata, certo, da soluzioni indubbiamente migliori per taluni generi - ehi, ciao! mouse e tastiera - ma anche da diversi progetti a latere sviluppati per aumentare il coinvolgimento in contesti specifici, a partire da chitarre fino al recente boom dei visori di Realtà Virtuale, riguardo i quali nessuno all'infuori di Michael Pachter riesce a capire se potranno avere successo oppure esaurirsi in una enorme bolla di qualche anno. Il caro e buon vecchio pad, ad ogni modo, rappresenta ancora oggi la soluzione che meglio si adatta alle situazioni più disparate, e in tale contesto Microsoft ha prodotto alcune tra le sue più valide espressioni: dimenticando quello gigante per la prima Xbox, sostituito dalla versione S grazie agli amici giapponesi, la casa di Redmond è riuscita con poche iterazioni a creare un pad, quello di Xbox One, in grado di sublimare anni di ricerca e perfezionamento in termini di precisione ed ergonomia. Da qualche settimana è possibile mettere le mani su Xbox Controller Wireless Elite, versione sotto steroidi che funziona egregiamente sia con Xbox One che con Windows 7 e successivi, grazie ad appositi driver presenti di base nelle ultime iterazioni di questo sistema operativo. Il prezzo è di quelli importanti, 150 euro di listino anche se oramai può essere reperito attorno ai 130, e il target i giocatori più esigenti, che vogliono inoltre maggiore personalizzazione rispetto al già ottimo pad originale. Pochi produttori hanno lasciato il segno con la seconda interazione del proprio pad all'interno della stessa console; la nostra mente si rivolge con una certa nostalgia al mitico WaveBird wireless controller per Nintendo Game Cube. Vediamo se a Microsoft è riuscita l'impresa...

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Scambio tasti fai da te

Xbox Elite Controller Wireless arriva in una confezione curata e piuttosto stilosa, caratterizzata dalla classica alternanza tra verde e nero di Xbox e da un case di qualità realizzato con plastica rigida. Al suo interno il pad (quasi) pronto per utilizzo: una volta impugnato si avverte da subito la notevole qualità costruttiva, con la presa a diamante in gomma per il massimo grip, la parte frontale opaca ed elementi in acciaio inossidabile, fino ai tasti frontali non più colorati ma monocromatici. La scelta della tinta è ricaduta su quella denominata Jet Black, discreta e accattivante. Un pad "cattivo" e anche bello da vedere, dotato di grande attenzione per il dettaglio e materiali eccellenti. L'unica nota stonata, a nostro modo di vedere, è rappresentata dalla presenza del vano per due pile stilo, presenti nella confezione: una soluzione con una batteria al litio ricaricabile, ovviamente di durata adeguata, sarebbe stata più comoda e in linea col prodotto. Il peso pari a 348 grammi è importante, ma non influisce in maniera negativa e anzi dà ulteriore solidità a un controller dotato di un'ergonomia che rasenta la perfezione, ancora superiore a quella del pad originale e in grado di regalare una presa salda e soddisfacente, amplificata dalla gommatura posteriore - presente anche in altre versioni come quella dedicata a Forza Motorsport 6 - e da una distribuzione certosina di tutti gli elementi. È difficile trovare difetti da questo punto di vista, la differenza in positivo rispetto a qualsiasi altro pad in commercio è immediata e lampante. Xbox Elite Controller Wireless offre sulla parte frontale la possibilità di cambiare le levette analogiche e la croce digitale, che si rimuovono e poi riagganciano grazie ad un sistema magnetico: di base abbiamo i classici, ottimi stick concavi e la croce digitale a forma di pannello solare - fantastica da vedere e reminiscente di quella censura a quadratini tanto cara ai film erotici giapponesi - ma nella confezione ci sono ulteriori due set di analogici e la croce classica, disposta sull'asse verticale ed orizzontale. I primi due analogici hanno altezza identica ma parte superiore convessa - come quelli infausti del DualShock fino alla terza iterazione - gli altri sono invece più alti, al punto da ricordare quelli degli arcade stick dedicati al genere picchiaduro. La qualità è sempre di alto livello, ma le nostre prove non sono state sufficienti per farceli preferire a quelli standard concavi.

Una soluzione ibrida potrebbe avere senso in casi specifici: negli shooter in prima persona ad esempio, con lo stick analogico destro convesso allo scopo di appoggiare solo parte del dito ed essere più veloci/precisi nella mira, a patto di avere buon controllo e sensibilità. In prima persona abbiamo provato invece Killer Instinct e Mortal Kombat X con lo stick analogico sinistro alto, ed effettivamente alcune combinazioni sono riuscite in maniera più efficace. I dorsali posteriori sono ancora più precisi e piacevoli al tatto, grazie al materiale utilizzato e alla realizzazione "a goccia", per i grilletti sono presenti inoltre due otturatori in grado di dimezzarne o meno la corsa (profondità): nel primo caso una pressione dimezzata risulta utile per gli shooter che offrono armi non automatiche, permettendo di aumentare il rateo di fuoco. Dulcis in fundo, nella parte posteriore centrale è possibile inserire quattro levette metalliche (paddle) che possono essere configurate duplicando gli altri tasti del pad; nel nostro caso li abbiamo utilizzati per associare il cambio delle marce in Forza Horizon 2 e Forza Motorsport 6, oppure per simulare l'asse orizzontale della croce digitale allo scopo di cambiare velocemente le armi in Gears of War: Ultimate Edition. Rimuovere e rimontare tutti gli elementi del pad è di una facilità disarmante, davvero un ottimo lavoro costruttivo che permette in pochi secondi di riconfigurare fisicamente il pad come più aggrada; dobbiamo però dire che i paddle costringono ad una presa più ampia e meno salda, suggerendo quindi di rimuoverli per i giochi dove il loro utilizzo non aggiunge migliorie, oppure disattivarli mediante doppia pressione del tasto di sincronizzazione. A tal proposito la soluzione adottata da Scuf, che propone egualmente pad professionali all'interno della stessa fascia di prezzo, è superiore, con l'estensione dei paddle in verticale invece che in diagonale. A completare la lista degli elementi presenti abbiamo un attacco da 3.5 mm per cuffie nella parte inferiore, che si affianca a quello standard Xbox, e un selettore frontale per memorizzare due configurazioni a livello software, sul quale torneremo nel prossimo paragrafo.

La potenza è nulla senza controllo

Un ottimo pad personalizzabile a livello hardware sarebbe bello solo a metà se non lo fosse anche a livello software, e per fare questo Microsoft ha pubblicato su Windows ed Xbox One un'applicazione denominata "Accessori Xbox". Entrambe le versioni hanno interfaccia identica, un po' macchinosa su console perché costringe a fare parecchi avanti e indietro per operare su ciascun parametro; la situazione migliora su Windows, dove la cosa è parecchio attutita grazie alla possibilità di muoversi col mouse. Gli screenshot che vedete provengono proprio dal sistema operativo di Microsoft: su Windows 10 non appena abbiamo collegato il pad col cavo Micro USB in dotazione (rinforzato e di qualità, entro Natale dovrebbe arrivare anche il ricevitore ufficiale wireless) il pad è stato riconosciuto in pochi secondi, grazie ai driver già presenti nel sistema operativo. Il funzionamento è stato perfetto in tutti i giochi Steam e non che abbiamo provato, proprio come accade per il pad originale di Xbox One. Tra le opzioni è possibile scambiare il comportamento degli analogici, e associare a ciascun tasto, dorsale, levetta o croce la funzionalità di un altro. Ci sono poi diverse finezze come la possibilità di dare il nome al pad o gestire la luminosità del logo Xbox, fino ad arrivare a impostazioni più profonde che permettono di regolare la potenza della vibrazione complessiva o quella di un lato, oppure l'attivazione istantanea o meno dei trigger alla pressione, su base percentuale. Dulcis in fundo, la possibilità di cambiare la velocità e la sensibilità nei giochi degli stick analogici, rispetto a quella classica lineare. Nell'immagine si vede che può essere ritardata, accelerata e soprattutto controllata, proprio come se si stesse utilizzando un mouse; bisogna fare pratica ma è un aggiunta piuttosto piacevole per chi cerca la massima personalizzazione. Quello che manca, invece, è la possibilità di creare combinazioni contemporanee di tasti associate ad uno singolo, oppure delle azioni concatenate sotto forma di macro, che potrebbero risultare utili ad esempio nei picchiaduro o negli RPG. Si tratta di una caratteristica principalmente software, ad ogni modo, che al netto di eventuali problemi dei quali non siamo a conoscenza, potrebbe essere implementata in futuro da parte di Microsoft. Il selettore frontale già citato permette di salvare fino a due configurazioni direttamente sul pad, in maniera tale da poterle richiamare al volo senza dover passare ogni volta per l'applicazione accessori. All'interno di quest'ultima ne sono presenti alcune già pronte per giochi prime parti, come Forza Motorsport 6, Gears of War: Ultimate Edition e Halo 5, anche differenti in base a se si gioca in multiplayer, in singolo o con le marce manuali. L'ultima buona notizia è che tali configurazioni sono disponibili sia applicandole da PC che da Xbox One, e viceversa, perché le app sono sincronizzate via cloud, e i due preset come detto memorizzati direttamente all'interno del pad.

Xbox Elite Controller Wireless può essere considerato tra le migliori espressioni di sempre per quanto riguarda i pad per console e PC, grazie a qualità costruttiva ed estetica eccellente, ergonomia eccezionale con pochi compromessi - rappresentati dalla presenza di pile stilo e levette che intralciano la presa più avvolgente - una buona personalizzazione in termini di hardware e software. Il costo pari a 150 euro non permette di ottenere un rapporto qualità/prezzo favorevole, però, che si sarebbe potuto raggiungere con una cifra più bassa oppure inserendo nella confezione un kit di ricarica per le batterie; alla stessa maniera una differenza di 90 euro da listino rispetto al già ottimo pad originale è difficile da giustificare in maniera razionale. Non sarebbe grosso peccato, ad ogni modo, chiudere un occhio e aprire il portafoglio per premiarne l'indubbia qualità.

PRO

  • Qualità costruttiva eccellente
  • Ergonomia che sfiora la perfezione
  • Analogici e croce digitale intercambiabili, paddle aggiuntivi sul lato posteriore
  • Personalizzazione interessante a livello software...

CONTRO

  • ... anche se purtroppo non è possibile creare macro e combinazioni di tasti
  • Utilizzando i paddle si è costretti ad una presa meno salda
  • L'utilizzo delle pile stilo richiede un caricatore esterno o la sostituzione ad intervalli regolari
  • Prezzo alto