SoraSora tua 

Torna Orange Juice con Sora, uno sparatutto con elementi strategici da scoprire

Orange Juice è un nome che dirà poco al grande pubblico, ma che gli appassionati di sparatutto a scorrimento, quelli arcade per inciso, conosceranno bene per via dei due Suguri. A una prima occhiata la loro nuova fatica, Sora (come del resto accadeva con i Suguri) sembra un titolo come tanti altri, ma è solo giocandoci che ci si accorge di come il team aranciata abbia di nuovo scardinato senza pietà alcuni degli stilemi dei bullet hell, per aggiungere delle meccaniche interessanti e originali all'azione. Sora tua Uno dei dialoghi con i quali viene raccontata la storia. I disegni non sono bellissimi. Il giocatore veste i panni di Sora, ragazza potenziata che combatte una guerra a cui non trova un senso contro avversari dei quali non sa nulla. La trama che fa da sfondo ai sette livelli in cui è diviso il gioco, di cui non vi sveliamo nulla, viene raccontata da dialoghi con altri personaggi, con uno stile molto vicino a quello delle visual novel. Il fulcro dell'esperienza è comunque rappresentato dalle fasi shoot'em up, in cui si viene inesorabilmente spazzati via se non si è studiato un minimo il sistema di gioco con il tutorial, mai così utile. Cerchiamo di spiegare. Sora dispone di tre attacchi (missili, proiettili laser e colpi di spada) e della possibilità di scattare per evitare i proiettili o di pararli. A differenza di altri sparatutto, ogni azione ha un tempo di recupero che espone la ragazzina agli attacchi nemici e alcune, come lo scatto, fanno crescere una barra del calore che se riempita la penalizza enormemente. Dall'incrocio di tutti questi elementi ne deriva un gameplay fortemente tecnico, con un pizzico di strategia che lo arricchisce ulteriormente. Per vincere non bisogna solo imparare a usare gli attacchi, ma sviluppare una fluidità tale con i controlli da riuscire a sfruttare le azioni avanzate a disposizione di Sora per, ad esempio, iniziare una schivata subito dopo un colpo, così da eliminare il tempo di recupero e tornare subito in azione. La natura del titolo di Orange Juisce emerge prepotente negli scontri con i boss, che finisco per somigliare più a spettacolari balletti che a classiche sfide di schivata e resistenza. In effetti Sora è un titolo molto difficile: vi consigliamo di affrontarlo prima a livello easy (che ci ha richiesto diverse ore di gioco per arrivare alla fine) quindi a quello normale.

Sora è uno sparatutto classico che cerca di rinnovare la formula dei bullet hell: ci sarà riuscito?

Bande nere e grancassa

Dove Sora spicca in negativo è sul lato tecnico/stilistico. Se ci seguite con una certa costanza saprete che non siamo d'uso criticare i giochi indipendenti per la loro grafica, visto che ci rendiamo perfettamente conto dei limiti produttivi che può avere un piccolo studio... a meno che non ci si trovi di fronte a un mezzo disastro o a una realizzazione "fastidiosa". Sora tua Gli effetti speciali sono ben fatti, ma i fondali sono davvero poveri Ecco, Sora rientra in questa seconda categoria. In che senso? Gli sprite sono disegnati con tratto tipicamente manga, e fin qui niente di strano, ma non sono particolarmente belli. Si è visto di molto meglio anche sulla scena indipendente, per non andare a scomodare tutti quei titoli disegnati da mangaka professionisti. Anche il design dei nemici è poco ispirato, per non parlare degli sfondi, anonimi e senza picchi, formati tutti da nuvole decorative di varie tonalità, a parte qualche tentativo di diversificazione poco rilevante. Sicuramente è costato poco farli, ma un minimo di varietà la si poteva cercare. Insomma, ci si ritrova a combattere contro avversari poco fantasiosi su scenari piatti che vengono presto a noia. Aggiungiamoci anche le barre nere laterali e l'eccidio è completo. Qualcuno ci potrà dire che sono moltissimi gli shoot'em-up con delle barre laterali, viste le esigenze del genere che spesso cozzano con il cambio di risoluzione. Vero, soprattutto per quelli a scorrimento verticale. Niente di male, in verità, però una qualche immagine di riempimento potevano mettercela. Così il tutto sa davvero di appiccicaticcio ed è poco gradevole. È un peccato, perché di convesso gli effetti speciali dei proiettili e dei super attacchi sono ben fatti e sono dotati di giochi di luci e colori davvero azzeccati. Fortunatamente anche la bella colonna sonora contribuisce a mitigare l'impressione negativa generale sulle componenti esteriori del gioco.

Requisiti di Sistema PC

  • Configurazione di Prova
  • Processore Intel Core i7-4770
  • 16 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce GTX 960
  • Sistema operativo Windows 10
  • Requisiti Minimi
  • Sistema operativo Windows 7/8/10
  • Processore Pentium 2.0GHz
  • Scheda video con 256 MB di VRAM
  • DirectX 9.0c
  • 1024 MB di RAM
  • Spazio su disco 20 GB
Clicca per votare!
7.0

Redazione

S.V.

Lettori

Sora è uno shoot'em-up atipico e come tale va giudicato. Difficile consigliarlo se non si conosce bene il genere, perché il sistema di gioco potrebbe rappresentare un trauma per molti e non è propriamente facile da addomesticare. Chi invece ama i bullet hell e cerca un po' di varietà alla formula standard, dovrebbe sicuramente tenerlo in considerazione, perché Orange Juice ha dimostrato un'altra volta di conoscere alla perfezione le meccaniche classiche e di saperle manipolare senza tentennamenti e senza creare scompensi, pur rischiando con un gameplay meno immediato. Insomma, se avete apprezzato Suguri e, in generale, siete alla ricerca di uno shoot'em-up diverso, Sora è lì che vi aspetta. Certo, qualcosa di più a livello tecnico si poteva fare, ma vista la produzione bisogna accontentarsi.

Simone Tagliaferri

Pro

  • Meccaniche di gioco originali per il genere
  • Molto difficile, anche a livello easy
  • Gli scontri con i boss sono ben studiati

Contro

  • Difficile consigliare a un neofita degli shoot'em-up di iniziare da Sora
  • Stilisticamente è un gradino sotto rispetto ai concorrenti