I segreti del Giappone medievale  1

Samurai, ninja e demoni infernali in un action RPG che strizza l'occhio ai capolavori del passato

Digital Delivery
Nintendo eShop
Prezzo
14,99 €

La prima cosa che ha attirato la nostra attenzione, guardando i trailer e le foto di Ishi-Sengoku-Den SADAME o soltanto Sadame per gli amici e i parenti stretti, è stata la grafica bidimensionale che ci ha ricordato immediatamente gli indimenticabili action RPG a 16-bit di vent'anni fa. L'idea di giocare una specie di Secret of Mana ambientato nel Giappone medievale, con un sistema di bottini casuali in stile Diablo per giunta, è bastata ad alimentare un discreto entusiasmo nell'attesa che il Nintendo 3DS completasse il breve download del software. Una volta cominciato a giocare, ci siamo resi conto quasi subito che qualcosa, però, non andava... e ovviamente vi spieghiamo che cosa ha suscitato le nostre perplessità nella seguente recensione.

Un po' Diablo e un po' Secret of Mana, Sadame è un tributo nostalgico non troppo riuscito

Leave Nobunaga alone!

Ambientato nell'epoca Sengoku - tra il 1400 e il 1600 circa, per chi non lo sapesse - Sadame ci racconta una versione alternativa della storia in cui il famosissimo e anche un po' famigerato Oda Nobunaga in realtà è un demone che ha praticamente conquistato il Giappone con i suoi eserciti soprannaturali.

Il compito di fermare l'invasione e ricacciare all'inferno il malefico daimyo e i suoi tenenti spetta ovviamente a noi, nei panni di quattro personaggi diversi che dovranno esplorare boschi, montagne e antiche rovine, falciando zombi, demoni e mostri vari per salvare gli abitanti terrorizzati. La storia, come avrete intuito, non è particolarmente originale, anche perché in questo contesto sono già stati ambientati tantissimi giochi, a cominciare dai vari Dinasty Warriors per non scomodare Onimusha e altri ancora. Ogni livello si apre e si conclude con uno stacco narrativo che ci racconta le vicende e propone un minimo di interazione tra i personaggi, ma se da un RPG vi aspettate caratterizzazioni profonde e incredibili colpi di scena, Sadame non è il gioco che fa per voi. I quattro protagonisti sono invero piuttosto anonimi; molto più interessanti i loro nemici, specialmente i generali di Nobunaga, mostri giganteschi che fanno da boss alla fine dei livelli e si ispirano a figure storiche realmente esistite come Takeda Shingen o Yuusai Hosokawa. I boss sono effettivamente la parte migliore di Sadame sia a livello di gameplay, come vedremo dopo, sia a livello tecnico: enormi, pieni di dettagli e animati meravigliosamente, torreggiano sul giocatore e lo obbligano a imparare i loro pattern per capire quando attaccare e quando ritirarsi. Non che il resto del gioco sia tecnicamente sottotono, attenzione: lo sviluppatore Mebius ha infuso in Sadame lo spirito coloratissimo dell'era a 16-bit, disegnando sprite di dimensioni più che discrete e ben animati che si muovono in mappe ricche di dettagli e sufficientemente varie da spingere il giocatore a completare ogni livello anche soltanto per la curiosità di scoprire cosa ci sarà dopo. È un peccato, quindi, che il gioco in sé e per sé tradisca queste aspettative.

SCARICA VIDEO ( Attendi l'avvio del video per scaricarlo )

L'effetto 3D

Non pervenuto.

Non si sfugge al destino

Tra passato e presente, Mebius ha cercato un punto d'incontro tra gli action RPG di un tempo e le dinamiche di gioco di oggi, facendo l'occhiolino a feature e particolarità di tanti altri giochi in un pacchetto che, sfortunatamente, lascia abbastanza a desiderare. Sul fronte della rigiocabilità, bisogna dire che Sadame fa il suo dovere: i quattro eroi tra cui potremo scegliere sono molto diversi e soddisfano differenti stili di gioco. Il samurai, ovviamente, è il guerriero corpo a corpo per eccellenza, ed è molto più coriaceo degli altri; il monaco è un combattente a distanza che predilige gli incantesimi elementali; il ninja si appoggia agli attacchi a distanza intermedia con un buon compendio di magie.

La ladra, che ricorda più il Job di Final Fantasy e che in questa cornice storica c'entra veramente poco, si è rivelato il personaggio più forte di tutti, e anche il più sbilanciato: eccelle sia a lunga che corta distanza e può approfittare di vari incantesimi che lo rendono una vera e propria macchina da guerra. Fortunatamente, Sadame permette di condividere l'equipaggiamento con gli altri personaggi attraverso una specie di deposito comune, e di utilizzare gli altri eroi come "partner" quando si cambia protagonista. Se fin qui può sembrare che il titolo Mebius funzioni benissimo, si comincia a sentire tutto il peso dei suoi difetti già nel giro di pochi minuti. I livelli sono estremamente ripetitivi, ma si tratta di una precisa scelta strutturale: la progressione è divisa a "videate" e si può esplorare la successiva soltanto dopo aver sgombrato l'attuale da tutti i nemici scagliatici contro. In questo senso, Sadame assume più la forma di un picchiaduro a scorrimento che di un RPG, anche perché le meccaniche ruolistiche lasciano alquanto a desiderare. I personaggi aumentano di livello, apprendono nuove magie e possono equipaggiare diversi oggetti - nei quali è peraltro possibile incastonare delle gemme per modificarne gli attributi e i bonus - ma la maggior parte degli incantesimi e delle "combo" è semplicemente poco pratica e ci lascia alla mercé di nemici fin troppo aggressivi. I picchi di difficoltà sono infatti frequenti e spietati, coadiuvati da un sistema di controllo legnoso che non prevede gli spostamenti e gli attacchi in diagonale e che quindi ci lascia spesso scoperti mentre cerchiamo di colpire i bersagli in movimento: in quei casi, specialmente verso gli ultimi livelli di gioco, basta un semplice errore di valutazione per essere annientati in pochi colpi da un'orda inferocita di demoni. Grazie al cielo, Sadame registra costantemente i progressi del giocatore e, anche fallendo, si può ricominciare la missione con tutti gli oggetti raccolti e i livelli guadagnati prima di morire: in quel caso, però, sconfiggere nemici e boss diventa un semplice esercizio di forza bruta, più che un'espressione strategica.

Multiplayer.it

6.0

Lettori

S.V.

Il tuo voto

Se Sadame fosse costato qualche euro in meno, probabilmente avremmo chiuso un occhio sui difetti che lo rendono un passatempo divertente ma effettivamente un po' costoso. Il gioco sviluppato da Mebius si completa in poche ore, ma lascia le porte aperte a nuove partite nei panni degli altri eroi, garantendo una longevità più che discreta. Purtroppo, però, la bella grafica in 2D è la parte migliore di un action RPG che ci ha fatto ricordare le vecchie glorie a 16-bit, più a suo discapito che altro.

PRO

  • Effetto nostalgia
  • I boss sono spettacolari e ben congegnati
  • Discreta rigiocabilità

CONTRO

  • Sistema di controllo poco efficace
  • Difficoltà sbilanciata
  • Elementi RPG da rivedere