XBlaze - Code: EmbryoLe origini del mito 

Finalmente disponibile su PC grazie a Steam, XBlaze - Code: Embryo è una visual novel che ci racconta il passato della serie BlazBlue

XBlaze - Code: Embryo è la prima delle due visual novel targate Arc System Works che fanno da prequel alla serie di picchiaduro BlazBlue. Oggi la prendiamo finalmente in esame, a circa due anni dalla pubblicazione occidentale della versione PlayStation 3 e PlayStation Vita, grazie al recente arrivo su Steam. Come ogni visual novel anche XBlaze - Code: Embryo è un'avventura dalle meccaniche semplici, basata quasi esclusivamente su tavole semi animate e tonnellate di dialoghi. Ma va detto che in questi anni il genere si è evoluto, si è arricchito di meccaniche secondarie e ci ha dimostrato che ci può sorprendere senza tradire la sua natura. Anche in questo caso possiamo contare sull'aggiunta di un pizzico di gameplay che, tra l'altro, è lo strumento attraverso cui il titolo ci conduce verso uno dei diversi finali.

In mezzo all'ondata di titoli giapponesi arrivati su Steam c'è anche XBlaze - Code: Embryo

L'importanza del ritmo

Prima di parlare di quello che rende peculiare XBlaze - Code: Embryo è bene dare spazio alla componente narrativa che rappresenta la spina dorsale del titolo. Gli eventi si svolgono nel 2050, 150 anni prima di quelli della serie BlazBlue, e hanno per protagonista Touya Kagari, uno studente tipo che si mette nei guai per la troppa curiosità. Di ritorno dall'immancabile lavoro part-time del tipico studente responsabile, Touya viene distratto da un misterioso suono e decide di seguirlo, anche se proviene da un'area chiusa al pubblico a causa di un terribile incidente. In questo luogo ha inizio un viaggio soprannaturale che affonda le sue radici nel passato, proprio in quell'incidente che dieci anni prima ha coinvolto sia la vita di Kagaru che della sorella adottiva, Hinata Himezuru. Le origini del mito Le origini del mito A questo punto, senza svelare altro vista la centralità della trama nell'esperienza, ci limitiamo a dire che la storia è da subito intrigante a partire dalla giustificazione dei misteriosi poteri in possesso di alcuni personaggi, ma pecca in modo evidente in termini di caratterizzazione e ritmo. Tanto per cominciare il personaggio principale è il classico guscio vuoto che, escludendo qualche sporadico frangente, ha come unica funzione quella di fare da finestra sugli eventi per il giocatore. Inoltre la trama principale è diluita da tonnellate di dialoghi di riempimento talvolta fin troppo brevi per poter dire qualcosa, talvolta estenuanti per lunghezza e sterilità. Alcune battute di apertura delle scene non sono male, tanto da strappare più di un sorriso, ma stereotipi in quantità, ammiccamenti forzati e scambi di battute a dir poco superflui rischiano di mettere alla prova anche il più appassionato fan delle visual novel, soprattutto se non conosce la serie BlazBlue e non può godere del valore aggiunto dei rimandi a quest'ultima. In ogni caso ogni collegamento, pur risultando sterile se non lo si conosce, è spiegato e XBlaze - Code: Embryo, ambientato 150 anni prima dei picchiaduro di cui è prequel, può vantare una vita propria che trova uno dei suoi punti di forza in un doppiaggio giapponese di ottima qualità. Il lavoro dei doppiatori, soprattutto considerando l'inconsistenza di alcuni dialoghi, è a dir poco encomiabile e visto il genere di cui stiamo parlando rappresenta senza dubbio l'anima del comparto audio, sebbene la colonna sonora, implementata in modo da abbinare il tenore dei brani a quello delle situazioni, non sia niente male. La qualità, insomma, è alta e lo stesso vale per il comparto grafico. Nonostante la modestia tecnologica sia un fattore intrinseco di questo genere di giochi, le visual novel targate Arc System Works sfoggiano diverse soluzioni grafiche interessanti, qualche animazione in più della media, parecchi ambienti ben differenziati e una regia piuttosto vivace che alleggerisce l'inevitabile staticità delle situazioni sfruttando rapidi cambi di inquadratura, flashback e zoom. Il più recente XBlaze - Lost: Memories risulta ancora più curato ma il tratto efficace, il character design solido e le soluzioni visive regalano anche a XBlaze - Code: Embryo una marcia in più rispetto alla media del genere.

Requisiti di Sistema PC

  • Configurazione di Prova
  • Sistema operativo Windows 7
  • Processore Intel Core i5 4440
  • 16 GB di RAM
  • Scheda video GeForce GTX 780
  • Requisiti Minimi
  • Sistema operativo Windows 7, 8, 8.1
  • Processore Intel Core2 Duo
  • 1 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce 7900 GT, AMD Radeon X1900 o NVIDIA GeForce GT 620 (Windows 8.1)
  • Requisiti Consigliati
  • Sistema operativo Windows 7 64bit
  • Processore Intel Core i5
  • 2 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce 8800 GT or better, AMD Radeon HD3700 o NVIDIA GeForce GT 650 (Windows 8.1)

Un destino oscuro

A questo punto non resta che parlare di quell'elemento peculiare che abbiamo menzionato nel paragrafo precedente e che differenzia XBlaze - Code: Embryo dalla classica visual novel incentrata esclusivamente sui dialoghi. Il gameplay del titolo Arc System Works è affidato al sistema ToI (Technology of Interest) che ci propone innumerevoli articoli e dossier lasciando a noi la decisione di leggerli o meno. In base alle nostre scelte, accessibili premendo il tasto J quando appare l'icona ToI nell'angolo in alto a destra dello schermo, il titolo ci conduce verso uno dei diversi finali che includono anche una fine prematura. Le origini del mito Le origini del mito Così descritto il sistema ToI potrebbe non sembrare malaccio, ma l'implementazione non è delle migliori. Decidere quali articoli leggere senza un solido sistema di indizi ad aiutarci nella scelta significa arrivare a un finale senza capire veramente perché ci siamo arrivati e questo svilisce un sistema potenzialmente interessante trasformandolo in una sequela di articoli da leggere o non leggere. A soffrirne maggiormente, anche in questo caso, è il ritmo della narrazione e come se non bastasse il numero limitato di slot di salvataggio comporta il rischio di dover ricominciare da capo per poter vedere diversi finali. Per fortuna è possibile consultare quell'enorme database chiamato internet per scoprire i nodi narrativi principali e arrivare quindi al finale desiderato ma, anche in questo, caso ci troviamo costretti a subire ore, perché parliamo di almeno otto ore di gioco anche saltando parecchi dialoghi, di cose già viste. Inutile dire che quest'impostazione, da qualsivoglia capo la si prenda, vanifica completamente il tentativo di aggiungere al gioco un elemento di gameplay e rischia addirittura di svilire la presenza di sei finali, che rappresentano uno dei punti di forza del comparto narrativo. Tra l'altro, come per i salvataggi anche il resto dell'interfaccia non presenta novità rispetto alla versione console e questo significa niente supporto per il mouse e opzioni ridotte all'osso. Ovviamente parliamo di una visual novel che può essere fruita senza problemi utilizzando la tastiera ed è compatibile con il pad di Xbox 360 ma sono passati quasi tre anni dal debutto giapponese di XBlaze - Code: Embryo e nonostante il prezzo non sia altissimo ci saremmo aspettati qualcosa in più dell'aggiunta di una manciata di risoluzioni, della possibilità di nascondere i sottotitoli premendo backspace e dell'opzione per il full screen. Invece ci troviamo addirittura a dover digerire un problema di allineamento dell'immagine che talvolta fa comparire un'orribile cornice colorata a bordo schermo.

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6.0

Redazione

S.V.

Lettori

XBlaze - Code: Embryo, lo diciamo subito, è consigliato senza riserve solo ai fan sfegatati della serie BlazBlue e a chi non può vivere senza visual novel. D'altronde anche se il titolo è più che valido dal punto di vista artistico, i finali multipli non bastano a colmare le numerose lacune del comparto narrativo, soprattutto se consideriamo che il sistema da cui dipendono i bivi rende praticamente impossibile impugnare il proprio destino consapevolmente. Il problema non è rappresentato dalla vanificazione del potere decisionale del giocatore visto che parliamo di un genere che non si fonda su questo fattore. Il problema principale del sistema ToI è quello di illudere il giocatore di avere un ruolo attivo costringendolo invece a subire una narrazione continuamente spezzata da interruzioni in gran parte superflue.

Mattia Armani
 

Pro

  • Svariati finali e tanti personaggi
  • Grafica e audio ottimi per gli standard del genere
  • Rimandi importanti alla serie BlazBlue

Contro

  • Un sacco di dialoghi superflui che troncano il ritmo
  • Il sistema ToI non è implementato bene
  • Interfaccia strappata brutalmente dalla versione console