Table Top Racing: World TourCarenze di stimoli 

Il racing game di Playrise Digital cerca di ispirarsi a titoli come Mario Kart e ModNation Racers, ma con una qualità generale davvero poco convincente

Nel momento stesso in cui si prende tra le mani un gioco di corse arcade, molto immediato, colorato e con i power-up, non si può fare a meno di instaurare un termine di paragone con Mario Kart. Il che non è propriamente un bene, specialmente se il prodotto in questione non riesce nemmeno ad avvicinarsi, dal punto di vista qualitativo, agli apici che si è guadagnata la serie di Nintendo negli anni. Table Top Racing: World Tour rientra proprio tra gli esempi da annoverare in negativo, e poco importa se sulla carta la presenza di sviluppatori provenienti da serie storiche come Wipeout o Project Gotham avrebbe dovuto essere sinonimo di competenza, buone idee e qualità realizzativa. Se non altro il titolo è disponibile in forma gratuita per tutti gli abbonati al Plus e lo sarà fino alla fine del mese di maggio, ciò nondimeno le ragioni per gioire di questa offerta sono risultate piuttosto esigue.

Non sempre piste, derapate e power-up sono sinonimo di divertimento

Tutti a bordo! Ma anche no

Table Top Racing trae ispirazione da titoli come Mario Kart o Modnation Racers, attraverso caratteristiche come la presenza di power-up, potenziamenti per le auto e suddivisione delle corse in categorie basate sulla cilindrata. Al contempo è stato selezionato uno stile grafico orientato ai più piccoli, che ricalca in parte il brand Micro Machines e in parte un altro racing game arcade come Toy Home, basandosi per l'appunto sulla presenza di vetture giocattolo. Carenze di stimoli Carenze di stimoli Le difficoltà emergono già nell'analisi delle piste e nel funzionamento degli oggetti di gara. Pur essendo ambientati in cinque luoghi differenti, i venti tracciati Table Top si sono rivelati fin troppo lineari, di breve durata e molto simili tra loro. Anche i potenziamenti che si raccolgono lungo le piste sono pochi, per niente originali e nemmeno così scenografici da osservare. Ci viene dato modo di acquisire un missile a ricerca, lasciar cadere sul terreno una bomba o una chiazza d'olio, acquisire un incremento di velocità o rilasciare una scarica elettrica nell'area circostante al veicolo. Fine del divertimento. Non c'è davvero margine per farsi impressionare, nemmeno dopo aver sbloccato i power-up Superarma ai quali si accede dopo il completamento dei primi due campionati. Teoricamente si dovrebbe scegliere se recuperare un oggetto e sfruttarlo subito, o viceversa attendere di incamerare un secondo elemento e fruire quindi di un attacco potenziato. Lì per lì il gioco assicura che questi nuovi oggetti non si limiteranno a danneggiare un singolo avversario ma influenzeranno in qualche modo anche l'ambiente circostante. La speranza che le partite possano diventare un po' più vive e vivaci viene subito smentita dalla pratica, poiché di fatto non si percepiscono differenze sostanziali tra la prima e la seconda tecnica, ad eccezione dell'attacco congelante che, una volta potenziato, permette di immobilizzare l'avversario nel ghiaccio e di farlo comodamente uscire di strada. Anche il sistema di guida non ci ha per niente catturato: l'assenza di un pulsante per la gestione della derapata, che al contrario avviene solo in base alla predisposizione del veicolo, si è rivelato un handicap di non poco conto, ulteriormente inficiato dai reiterati cali di fluidità del motore grafico e dalla presenza di alcune anomalie nel sistema delle collisioni.

Trofei PlayStation 4

I Trofei di Table Top Racing: World Tour sono complessivamente 31, suddivisi tra 15 di bronzo, 11 d'argento e 5 d'oro. Alcuni sono inerenti la conquista dei campionati, altri riguardano l'acquisto delle auto, l'attivazione di potenziamenti e la vittoria di competizioni multigiocatore.

Guarda tutti i trofei

Carenze di ritmo

Se non altro Table Top Racing cerca di attrarre l'attenzione attraverso la presenza di sei differenti modalità di gioco. Nelle competizioni Battaglia e Velocità si può affrontare una gara tradizionale, nel primo caso con i power-up attivati mentre nel secondo caso senza alcun aiuto. Carenze di stimoli In Eliminazione si deve cercare di rimanere in testa fino a quando tutti gli avversari controllati dalla CPU non sono stati estromessi dalla partita, mentre in Inseguimento bisogna riuscire a tamponare, entro lo scadere del tempo limite, un veicolo presente più avanti sul tracciato. A chiudere il quadro ci sono la modalità Drift, nella quale bisogna derapare a lungo per incamerare punteggi elevati, e la Gara a Tempo, sviluppata come un tradizionale time attack. Tutte le varianti possono essere impiegate nei normali biglietti dei Campionati ma anche per completare alcuni eventi speciali, mediante i quali si ottengono monete supplementari da investire poi nell'acquisto di potenziamenti o di altri veicoli. Questi ultimi si suddividono in tre differenti categorie: le maneggevoli Cult Classics, le rapide Street Racers e infine le potenti Supercars. Per ognuna di queste categorie sono disponibili soltanto quattro vetture, di conseguenza il parco macchine complessivo si ferma a sole dodici unità. Ciò nondimeno ogni classe possiede vetture dotate di caratteristiche peculiari, per garantire miglioramenti nella velocità, nell'accelerazione o nelle capacità di drifting. I potenziamenti di ogni mezzo possono andare a incrementare variabili come la velocità massima, l'accelerazione, la manovrabilità e la corazza, mentre tramite l'acquisto di nuovi pneumatici si possono mettere fuori gioco gli avversari, incamerare monete extra dopo ogni attacco portato a segno o ricevere scudi di protezione per brevi lassi di tempo. Sotto questi aspetti Table Top Racing non si comporta malissimo, ma alla luce della scarsa qualità dell'esperienza vissuta in pista il giudizio rimane negativo. Le prospettive migliorano in minima parte qualora si decida di lanciarsi nelle sfide multiplayer, che peraltro offrono solo competizioni online fino a un massimo di otto partecipanti, senza prevedere invece la partecipazione condivisa in split-screen.

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5.0

Redazione

6.9

Lettori (25)

Table Top Racing: World Tour non ci ha saputo stimolare, rivelandosi un titolo piatto, povero di attrattiva e inficiato da una realizzazione approssimativa delle piste, per di più con un modello di guida limitato e una discutibile varietà dei power-up. Tirando le some il primo titolo di Playrise Digital rimane ampiamente trascurabile, anche in funzione di un prezzo che ci sembra eccessivo rispetto all'offerta ludica proposta. La prospettiva migliorerà se avrete modo di concedervi una prova senza alcun costo aggiuntivo, ma sappiate che difficilmente proverete soddisfazione per il tempo speso.

Davide Spotti
 

Pro

  • Immediato da giocare
  • Sei differenti modalità di gioco
  • Potenziamenti per le vetture

Contro

  • Sistema di guida poco convincente
  • Power-up limitati
  • Piste brevi e molto simili tra loro
  • Frequenti cali di fluidità
  • CPU poco incisiva

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