Pioggia a catinelle  67

Il curioso spin-off di Resident Evil a base multiplayer fa il proprio debutto su PC e PlayStation 4

Versione testata
PlayStation 4
Digital Delivery
Steam, PlayStation Store
Prezzo
29,99 €

Capcom ha provato diverse volte a puntare sulle meccaniche sparatutto di Resident Evil per dar vita a esperienze inedite, cercando in pratica di enfatizzare quanto di buono c'era nella modalità Mercenari degli episodi classici della serie. Laddove però l'esperimento fatto con Resident Evil: Operation Raccoon City aveva dato esiti discreti, il nuovo viaggio della casa di Osaka nel territorio dei third person shooter si è rivelato un vero e proprio disastro. Umbrella Corps rinuncia subito a ritagliarsi uno spazio nell'ingarbugliata trama del franchise, mettendoci nei panni di anonimi mercenari al soldo della malvagia corporazione che, per un motivo o per l'altro, decidono di affrontarsi dividendosi in due squadre da tre elementi ciascuna, all'interno di sette piccole mappe ispirate ad alcuni dei più celebri scenari della serie: i laboratori della Umbrella, le strade di Raccoon City, il villaggio spagnolo di Resident Evil 4 e così via. A fare da contorno ai match, letteralmente, troviamo orde di zombie insolitamente mansueti, che in teoria avrebbero dovuto rappresentare un elemento di variazione del gameplay, e che invece si limitano a muoversi e ad attaccare i giocatori solo in determinate situazioni.

Umbrella Corps è un titolo scadente, che non riesce a valorizzare la propria parentela con Resident Evil

Da soli...

Il menu principale di Umbrella Corps consente di accedere alle modalità online, cimentarsi con un breve tutorial per familiarizzare con i controlli oppure affrontare una sequenza di missioni in single player denominata "L'Esperimento".

Partiamo da quest'ultima: si tratta di stage molto brevi, in cui il nostro personaggio è equipaggiato in maniera spesso essenziale (sulle prime impugna solo la pistola d'ordinanza) e ha semplicemente il compito di eliminare un certo numero di zombie e raccoglierne il DNA, segnando alla fine il tempo impiegato a favore di leaderboard. Procedendo le cose si fanno un po' più complesse, con dispositivi da trovare e attivare sulla mappa, una maggiore quantità di armi accessibili e nemici più numerosi e reattivi, ma in linea di massima parliamo di una modalità del tutto priva di mordente, messa lì probabilmente per aumentare in qualche modo un'offerta che, a fronte di un prezzo di vendita di ben 29,99 euro, era stata ritenuta dal publisher troppo risicata. Non a torto. Il punto è che affrontare gli zombie ne L'Esperimento non ha nulla a che vedere con l'esperienza dei classici Resident Evil, né degli ultimi episodi più orientati all'azione, visto che l'intelligenza artificiale degli avversari lascia molto a desiderare (anche per degli zombie, sì) e c'è una staticità di fondo che disturba. La presenza degli stessi scenari delle modalità multiplayer dimostra inoltre come l'intero comparto single player sia stato realizzato in fretta e con pochissime risorse, restituendo un'esperienza scialba e banale, che non mancherà di annoiarvi dopo poche missioni.

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...o male accompagnati

Passando alle modalità online, al netto di qualche problema di connessione iniziale e di un matchmaking piuttosto lento a ingranare (sicuramente colpa dei pochi utenti online, fattore che a nostro avviso potrebbe spingere Capcom a ripiegare rapidamente sul free-to-play per salvare il salvabile), la situazione purtroppo non migliora in termini di design e valore produttivo.

Sono due le opzioni disponibili: Sterminio, un team deathmatch orientato alla strategia e senza respawn se non al termine di ogni turno, e Multi-Missione, che include un ciclo di varianti in grado di assicurare maggiore frenesia all'azione. Lo Unity Engine utilizzato per il gioco mostra ancora una volta tutti i propri limiti, specialmente su console, ma la mancanza di fluidità è solo uno dei problemi di Umbrella Corps. L'interfaccia, un po' troppo vaga e macchinosa, rivela le ambizioni del gioco in termini di progressione, con nuove personalizzazioni che si sbloccano solo raggiungendo determinati livelli di esperienza, e allo stesso modo la possibilità di aggiungere accessori alle armi per migliorarne l'efficacia, che si tratti di mirini o impugnature in grado di aumentare la precisione di tiro. Bisogna dire che la resa del gunplay non è male: c'è un buon feeling e risulta gradevole aprire il fuoco, che si tratti di pistole, mitragliatrici leggere o fucili a pompa. Allo stesso modo, la rilevazione dei colpi provoca reazioni differenti sul corpo dei nemici, con gli immancabili headshot che si alternano ad azzoppamenti o ad altre menomazioni, peccato che poi la gestione del movimento degli zombie a terra mostri spesso e volentieri compenetrazioni poligonali e altri difetti visivi. Si spara bene, insomma, ma tutto il resto è problematico: la visuale in terza persona è troppo ravvicinata, col risultato che il personaggio copre una porzione di schermo eccessiva, lasciando angoli completamente ciechi, mentre il movimento risulta innaturalmente "fluido", con evidenti mancanze di bilanciamento per quanto riguarda gli spostamenti da accovacciati, che risultano veloci come la camminata normale. C'è poi la questione del Brainer, una sorta di falce che ogni personaggio ha nel proprio arsenale e che può essere caricata elettricamente, consentendo di eliminare gli avversari con un unico colpo. Nel momento in cui i partecipanti di una partita capiscono che utilizzarlo può regalargli una vittoria facile, li vedrete attaccare unicamente in tal modo, agganciandovi anche da discreta distanza e senza che possiate difendervi efficacemente dalla loro manovra.

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Trofei PlayStation 4

Umbrella Corps include quarantuno Trofei, incluso quello di Platino. Per sbloccarli bisogna principalmente procedere nelle modalità online, vincendo match, raggiungendo alti livelli di esperienza, ottenendo nuovo equipaggiamento e distinguendosi per prestazioni rispetto alla squadra. Ci sono tuttavia anche achievement legati alle sfide interne del gioco, gli U-Trials, e altri che si ottengono portando a termine la componente single player e il tutorial.

Equilibrio precario

Ci sono elementi in Umbrella Corps che lasciano intravedere qualche idea interessante: il modo in cui i personaggi aprono le porte o sollevano le saracinesche, preparandosi ad affrontare qualsiasi cosa ci sia oltre tale barriera, con la possibilità di sparare nel mentre;

il meccanismo che vede gli zombie attaccare in massa un soldato quando viene colpito, emettendo un rumore o sanguinando, aprendo a strategie potenzialmente stuzzicanti laddove si voglia stanare qualcuno; o la possibilità di afferrare un non-morto e utilizzarlo temporaneamente come scudo in uno scontro frontale con la squadra avversaria. Purtroppo nulla di tutto ciò risulta implementato in maniera convincente, c'è davvero tantissimo legno nei controlli e il sistema di copertura non aiuta minimamente in tal senso, aumentando anzi la sensazione di bloccarsi spesso e volentieri da qualche parte e di non riuscire a evitare il fuoco nemico, sentendosi quindi esposti e impotenti piuttosto che al riparo. Come accennato in precedenza, le prestazioni dello Unity Engine lasciano a desiderare e non migliorano il quadro generale, che di per sé fa un eccessivo affidamento su asset terribilmente generici, che riescono a reprimere la personalità anche di quegli scenari che in realtà dovrebbero quantomeno evocare piacevoli ricordi tra i fan di Resident Evil, complice la mancanza di interattività e le dimensioni risicate di ogni mappa. Un discorso del tutto simile può essere fatto per il comparto sonoro, che risulta funzionale per quanto concerne gli effetti, ma anche qui anonimo e scialbo quando si passa alle musiche.

Multiplayer.it

4.5

Lettori (14)

3.4

Il tuo voto

Umbrella Corps è un titolo scadente, che non riesce in alcun modo a valorizzare la propria parentela con il franchise di Resident Evil e che si muove in uno spazio fatto di asset generici, gameplay approssimativo, controlli macchinosi ed evidenti problemi strutturali e di bilanciamento. L'offerta risulta oltremodo scarsa rispetto al prezzo di acquisto, sia in termini di multiplayer che (soprattutto) di single player, cosa che insieme ai giudizi della stampa (al momento impietosi) si tradurrà in un matchmaking ancora più lento e problematico a causa dei pochi utenti online, costringendo Capcom a fare scelte drastiche (il passaggio al free-to-play?) per arginare questa debacle. Una brutta parentesi per la serie, purtroppo non la prima.

PRO

  • Si intravede qualche idea interessante
  • Discreto feeling delle armi

CONTRO

  • Gameplay approssimativo, macchinoso e privo di mordente
  • Single player scarso, multiplayer acerbo e mal bilanciato
  • Tecnicamente mediocre