Hardware PCAcer Predator G6 

Abbiamo provato il Predator G6, il mid tower preassemblato di Acer

Dopo aver provato qualche settimana addietro la soluzione desktop Acer Predator G1 , abbiamo spostato le nostre mire sul modello più potente tra i modelli gaming nel listino del produttore di Taipei. L'Acer Predator G6 si presenta quindi come una macchina da gioco senza compromessi, un classico desktop con le dimensioni di un case mid tower, un design personalizzato e spiccatamente aggressivo e tanta potenza da utilizzare sia alle risoluzioni più elevate, che nella realtà virtuale. Se da una parte il G1 puntava anche sulle dimensioni ridotte per attrarre i giocatori in cerca di un sistema potente ma comunque poco ingombrante, si capisce già da subito come il G6 vada a rivaleggiare più apertamente contro le soluzioni da assemblarsi autonomamente, le più gettonate tra i giocatori. Si tratta di un mercato certamente non facile, soprattutto dal punto di vista dei prezzi, ma Acer punta come sempre sul fatto di offrire un pacchetto completo di qualità che non necessita dell'intervento dell'acquirente per funzionare, se non il collegamento alla corrente elettrica. Come con il G1, in fatti, anche il Predator G6 dimostrato di non non voler puntare a compromessi sul fronte della componentistica mettendo a listino schede video fino alla GTX 980Ti da affiancare a un processore Intel i7, in attesa auspicabilmente dell'ingresso dei nuovi modelli di GPU appena lanciati da NVIDIA.

Il Predator G6 rappresenta il mid tower ad elevate prestazioni secondo Acer

Design riconoscibile

Facendo parte della stessa famiglia di prodotti, anche il Perdator G6 presenta lo stesso design aggressivo del modello più piccolo, risultando invero ancora più feroce e possente viste le dimensioni maggiori: parliamo di 462 mm in altezza, 210 mm in larghezza e profondo 553 mm, per un peso complessivo di poco più di 13 chilogrammi. Acer Predator G6 Acer Predator G6 Sulla parte frontale è presente una sorta di mascherina che richiama molto un'armatura futuristica, completamente nera e opaca, intervallata solamente da alcuni LED le cui regolazioni in termini di giochi di illuminazione e colore sono disponibili attraverso l'apposito software già preinstallato nel PC. Il look è battagliero, impetuoso; i materiali utilizzati sono ottimi sia per quanto riguarda la struttura in metallo del case sia per quanto riguarda il rivestimento, solido e robusto al tatto. Sulle fiancate entrambi i pannelli permettono il ricircolo d'aria per raffreddare la componentistica, ma per il resto rimane chiuso e al riparo dalla polvere o da agenti esterni. Ogni pannello è inoltre costeggiato da una striscia di luci LED che vanno ad illuminare tutto il case secondo il gusto del giocatore. Sull'area anteriore oltre al lettore Blu-ray troviamo il doppio jack per un accesso diretto a cuffie e microfono, due porte USB 3.0 e una porta per card SD. Più in basso è posizionato un aggancio retrattile al quale agganciare le cuffie quando non vengono utilizzate, mentre nella parte superiore è presente un carrellino di espansione per aumentare velocemente la capacità di archiviazione del sistema aggiungendo al volo un disco rigido. Il retro rimane piuttosto pulito e ordinato visto che vi trovano posto quattro porte USB 3.0, due porte USB 2.0, sei ingressi jack audio per gli impianti esterni e porta ethernet, mentre l'interfaccia I/O nel nostro caso rispecchiava quella della NVIDIA GeForce GTX 970 montata alloggiata all'interno del case: tre DisplayPort, una porta DL-DVI e una porta HDMI 2.0. In tal senso la scelta della scheda video è esclusiva tra i modelli prodotti dall'azienda di Santa Clara, da scegliere tra la GTX 970 alla quale vanno ad affiancarsi la GTX 980 e la GTX 980Ti. Vista la recentissima uscita della nuova famiglia di schede video con architettura Pascal, nelle prossime settimane saranno disponibili con maggiore continuità anche modelli equipaggiati con la nuovissima GTX 1080 per chiunque sia indirizzato verso il 4K. Per i processori invece la scelta è ricaduta su Intel con una selezione più contenuta: si tratta sostanzialmente di decidere quale processore quad core tra l'i7-6700 liscio e la sua versione sbloccata collegare alla scheda madre in base alle proprie inclinazioni verso l'overclocking.

Scelte opinabili

Sotto il cofano, il Predator G6 che ci è arrivato in redazione si presenta come una configurazione media, da utilizzare prevalentemente tra il Full HD e il 1440p grazie a un accoppiata di processore Intel Core i7-6700K a 4,00 GHz, e la già citata GeForce GTX 970, sicuramente il modello più bilanciato della vecchia generazione di schede video NVIDIA. Acer Predator G6 Acer Predator G6 A completare il quadro abbiamo trovato 64 GB di memoria RAM DDR4 spalmata su quattro banchi da 16 GB ciascuno e un tradizionale hard disk da 2TB. In tal senso l'offerta di Acer è piuttosto variegata e sono presenti diverse configurazioni in base alle esigenza dei singoli giocatori: le soluzioni classiche vanno fino a un HDD da 4TB, oppure si può scegliere di puntare solamente sui dischi a stato solido, o in ultimo su una soluzione ibrida, la più versatile e comoda a nostro modo di vedere. Si tratta quindi di una configurazione decisamente sbilanciata in particolare per quanto riguarda l'eccesso di RAM. Tuttavia, la GPU GTX 970 si difende ancora bene in attesa, come detto, dell'arrivo dei modelli della serie 10: 4 GB di memoria GDDR5, 1664 CUDA Cores, 256-bit di bus width, frequenza base di 1050 MHz che può crescere grazie all'overclocking. La risoluzione oscilla tra il FullHD e i 1440p, con quest'ultima che impone qualche compromesso a livello visivo e di frame rate, garantendo un'esperienza d'uso e ad ogni modo gradevole con una buona parte dei titoli presenti sul mercato. Da Grand Theft Auto v a Tom Clancy's The Division e The Witcher 3: The Wild Hunt mantenere i 1080p a 60 frame al secondo non ci ha dato particolari grattacapi. Se poi abbiamo bisogno di spingere le prestazioni al massimo, nella parte superiore del case è presente il "Turbo Button" per un overclock istantaneo del processore, con tre valori differenti da impostare tramite il programma apposito Predator Sense. Nel nostro caso si passava dal normale 4,00 GHz a 4,3 e poi a 4,5 GHz, ma tra processore e scheda video la temperatura del sistema è rimasta sempre intorno ai 60°C con solo qualche grado in più a pieno carico. Oltre ai videogiochi, si apre poi la parentesi dedicata alla realtà virtuale visto che la componentistica rispecchia pienamente i requisiti imposti da HTC ed Oculus per le loro periferiche. L'Acer Predator G6 è quindi un desktop di fascia alta pensato appositamente per i videogiocatori, ma che a differenza dei suoi colleghi più piccoli non riesce ad offrire un vantaggio immediatamente riconoscibile rispetto alle soluzioni assemblate in autonomia. Al di là del lato estetico, non abbiamo trovato davvero nulla di speciale in questo preassemblato che sì offre ottime prestazioni, ma richiede un prezzo davvero eccessivo in relazione alla componentistica. Più di mille seicento euro per un modello con GTX 970 e i7-6700K sono davvero troppi per un mid tower che come detto non rappresenta neanche una soluzione conveniente in termini di ingombro e versatilità.

Pro

  • Pronto da utilizzare
  • Soddisfa i requisiti per la realtà virtuale
  • Fresco e silenzioso

Contro

  • Costoso
  • Non ha nulla di speciale

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