Slain: Back from HellMorte a ritmo di metal 

Dopo una prima versione molto deludente, spada di fuoco in pugno, Slain è pronto a riscattarsi

Slain è un'orgia metal. Non c'è altro modo per descriverlo efficacemente. Chi lo ha realizzato deve essersi nutrito per anni di dischi dei Manowar, dei Judas Priest, degli Slayer e dei Blind Guardian (sono quattro tra i molti nomi di band fattibili, non scaldatevi), tanti sono i riferimenti agli stilemi culturali del genere che si incrociano lungo i livelli che lo compongono, dalla foggia dei mostri a quella dei semplici elementi decorativi. Morte a ritmo di metal L'attacco caricato Certo, è anche un platform action in pixel art, ossia un tributo ai Rastan, i Rygar e tutti gli altri titoli del genere che hanno popolato gli anni '80, ma è prima di tutto un modo per celebrare una certa cultura, dedicandogli ogni singolo pixel. Slain è anche un progetto in evoluzione, che sa da dove viene e, soprattutto, sa dove vuole andare. La prima versione, quella pubblicata a marzo 2016, era mediocre e con immensi problemi dovuti al sistema di controllo e ad alcuni grossi squilibri del gameplay. La versione che stiamo recensendo, la seconda secondo il conteggio di Andrew Gilmour, lo sviluppatore, è invece un accattivante e sanguinario affresco in pixel art che, pur non sconvolgendo il mondo dei videogiochi, si lascia vivere dall'inizio alla fine con grande passione. Andrew non ha voluto abbandonare la sua creatura, nonostante l'iniziale insuccesso e ha continuato a lavorarci nei mesi successivi per sistemare tutte le criticità rilevate, rendendola finalmente all'altezza delle aspettative che gli si erano generate intorno. Certo, come vedremo ha ancora dei difetti, secondo noi in gran parte dovuti all'inesperienza, ma è difficile non provare simpatia per quella che appare come un'opera piena di amore e dedizione.

Dalla tomba alla gloria

Slain inizia in una tomba: il protagonista, un vecchio guerriero barbuto di nome Bathoryn, viene risvegliato dal suo sonno eterno per liberare sei regni dal male che li popola. La trama è tutta qui. I sei regni sono altrettanti livelli popolati da mostri di ogni sorta e trappole letali. Morte a ritmo di metal Alcuni boss sono davvero difficili La spada di Bathoryn dovrà affettare scheletri viventi, demoni di ogni risma, teste volanti, putride escrescenze che si nutrono di miasmi, licantropi e molte altre creature allevate direttamente all'inferno. Il primo livello è abbastanza semplice e serve per prendere confidenza con i controlli. Il sistema di combattimento è immediato, ma come vedremo non banale. Bathoryn dispone di un attacco base, che può combinare in una serie di colpi a catena sempre più potenti, di alcuni poteri magici, di cui parleremo più avanti e della classica parata, che ferma i colpi degli avversari ma non sempre preserva dal subire danni (i nemici più grossi e potenti riescono in parte a ignorarla). Tenendo premuto il tasto di attacco si carica un colpo più potente, molto utile contro le bestie più grosse, mentre parando nell'attimo esatto in cui un nemico ci sta per ferire, si può portare un contrattacco potentissimo, letale per la maggior parte degli avversari comuni. Ma abbiamo accennato alla magia. Il simpatico vegliardo dispone essenzialmente di tre poteri: un attacco energetico basilare, un attacco caricato, che è una variante più potente di quello base, e un super attacco fine di mondo che si può utilizzare solo quando la barra dell'energia magica, visibile sotto quella della vita, è completamente piena. Ovviamente ogni colpo magico consuma una certa quantità di energia, che può essere ricaricata in diversi modi: raggiungendo uno dei checkpoint o eliminando i nemici con un colpo di spada caricato o con un contrattacco. Ma dicevamo che il primo livello è abbastanza facile e si riesce a superare morendo solo una manciata di volte. Presto però, capiremo che la sfida offerta dal gioco è decisamente più ardua.

Abbiamo recensito la versione 2 di Slain: completamente un altro gioco rispetto alla release originale

Difficoltà

I livelli di Slain non sono lunghissimi, ma riuscire a completarli è un'altra storia. Lo sviluppatore sembra aver fatto di tutto per mettere in difficoltà il giocatore, sia piazzando trappole e nemici in modo insidioso, sia realizzando dei boss davvero difficili da sconfiggere, ognuno con il suo schema d'attacco. Tanto per dire, abbiamo impiegato una buona mezz'ora solo per sconfiggere Mamma Beholder, simpatica signora che non contenta di sparare raffiche di sfere velenose, si diverte anche a figliare come una coniglietta, riempendo velocemente lo schermo con la sua insidiosa prole. Morte a ritmo di metal Una gara tra lupi In alcuni casi la difficoltà consiste solo nel trovare il punto debole dell'avversario, ma in generale i livelli avanzati di Slain non perdonano e possono richiedere numerosi tentativi per essere superati. Soprattutto alcune sezioni mettono in grande difficoltà. In linea di massima non abbiamo avuto alcun problema con questa caratteristica, anche perché a un grande impegno segue la soddisfazione di avercela fatta. In alcuni casi però ci sono delle ingenuità che non sono giustificabili. Ad esempio ci sono sezioni in cui i checkpoint sono piazzati a grande distanza l'uno dall'altro, mentre in altre sono fin troppo ravvicinati. Alcune volte creano anche qualche fastidio, come quando ci si ritrova con un segreto subito dopo il checkpoint di una sezione difficilissima: dato che il gioco registra i progressi solo quando si tocca uno dei checkpoint, ogni volta che si muore bisogna andare di nuovo a prendere il segreto. Si tratta di una perdita di tempo di un minuto, ma moltiplicatela per, mettiamo, una ventina di tentativi e capirete che non è piacevole. Come abbiamo detto in precedenza, molti degli squilibri della prima versione sono stati risolti, ma qualcosa rimane. Bathoryn dispone di tre tipi di spade: quella base, una spada infuocata e un'ascia ghiacciata. Il gioco fa ben capire che contro alcuni nemici è meglio usare un'arma piuttosto di un'altra, ma alla lunga, quando le cose si complicano, si tende a mantenere sempre la stessa per non confondersi mentre si rischia la vita.

Requisiti di Sistema PC

  • Configurazione di Prova
  • Processore Intel Core i7-4770
  • 16 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce GTX 960
  • Sistema operativo Windows 10
  • Requisiti Minimi
  • Sistema operativo Windows XP, Vista, 7 o 8
  • Processore 1.5 Ghz o superiore
  • 1 GB RAM
  • 500 MB di spazio su hard disk

Opera di pixel art

Dal punto di vista tecnico il gioco di Gilmour è un piccolo gioiello in pixel art, con scenari ricchi, dettagliatissimi e pieni di animazioni e personaggi ben disegnati e animati in modo eccellente. Non mancano effetti di luce e particellari, soprattutto legati ai poteri e al sangue che scorre impetuoso sullo schermo mentre si combatte. Morte a ritmo di metal Alcuni inquietanti personaggi ci forniscono dettagli sulla storia Non mancano nemmeno animazioni estemporanee, come quella celebrativa del dio metal dopo la vittoria contro un boss, che farà felici i frequentatori di concerti. Certo, per apprezzare Slain dal punto di vista grafico dovete necessariamente gradire il suo stile gotico, in cui la barocca quantità di dettagli è funzionale alla cultura da cui deriva. Lo stesso identico discorso si può fare per la colonna sonora, formata essenzialmente da pezzi metal che faranno la gioia degli appassionati. Parlando di difetti, forse quello peggiore che affligge il gioco è la mancanza di varietà. Certo, essendo molto difficile è giusto che sia stato pensato intorno a poche meccaniche che vengono messe continuamente sotto stress, ma è anche vero che a parte pochi frangenti, come ad esempio la corsa in forma di lupo, Slain tende a essere un bel po' ripetitivo, anche se non dura poi molto. Per concludere il gioco si impiegano poche ore. Quante? Diciamo cinque, ma molto dipende dalla bravura dimostrata. Alcuni passaggi possono infatti richiedere numerosissimi tentativi per essere superati, allungando di molto il tempo di gioco. Comunque non costa moltissimo e volendo lo si può rigiocare almeno un paio di volte, anche solo per riprovare alcuni passaggi.

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8.0

Redazione

7.4

Lettori (3)

Slain è complessivamente un buon titolo, nato male ma recuperato dalla passione del suo autore, che ha continuato a lavorarci producendo una versione due non perfetta, ma sicuramente godibile dall'inizio alla fine. Per il resto ci teniamo a ribadire quanto scritto nell'articolo: si tratta di un gioco davvero molto difficile che piacerà agli appassionati delle sfide vere e a quelli del metal, viste le numerose citazioni che contiene. Probabilmente vi piacerà anche se siete alla ricerca di un buon action platform che vi impegni per qualche ora.

Simone Tagliaferri

Pro

  • Tecnicamente ottimo
  • Sistema di combattimento semplice ma non banale
  • Offre una grossa sfida

Contro

  • Può risultare fin troppo difficile per alcuni
  • Qualche ingenuità nel design delle mappe

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