Final Fantasy XII e i cieli di Ivalice  94

Di nuovo a Ivalice: abbiamo recensito Final Fantasy XII: The Zodiac Age, sarà invecchiato bene?

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Le edizioni rimasterizzate di vecchi successi sono per le aziende delle operazioni commerciali che puntano molto sul fattore nostalgia, mentre per molti appassionati possono rivelarsi l'occasione per poter rivivere certe emozioni, o di provarle per la prima volta nel caso non avessero potuto o voluto giocare un titolo all'epoca del suo rilascio. Nel caso di Final Fantasy XII, c'è pure l'opportunità di riscoprire un prodotto troppo sottovalutato. Come abbiamo scritto in occasione di precedenti articoli e anche nello speciale relativo alla storia e agli aneddoti legati al suo sviluppo, il dodicesimo capitolo della serie di Square Enix è stato acclamato dalla critica ma poco considerato dai fan storici della saga quando uscì nel 2006 su PlayStation 2. Troppo diverso rispetto a chi l'aveva preceduto, già distante dalla formula tradizionale, ma anche differente da chi l'ha poi seguito, dalla nuova impostazione più rivolta all'azione e "moderna" per i tempi. Che oggi forse sono più maturi per apprezzare un'opera che ci viene riproposta sulla base dell'edizione International Zodiac Job System, inedita in Occidente, e quindi ricca di novità e opzioni, compresi il supporto per i trofei, funzionalità di condivisione, autosalvataggio e tempi di caricamento contenuti.

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Le conseguenze della guerra

In Final Fantasy XII: The Zodiac Age, il mondo di Ivalice è in tumulto. La storia inizia infatti nella città di Rabanastre, la multietnica capitale del regno di Dalmasca, dove si stanno celebrando le nozze della principessa Ashe e del principe Rasler: quando comincia l'invasione dell'impero di Archadia, il principe resta ucciso, il re viene assassinato a tradimento, apparentemente dal capitano delle guardie, dopo aver siglato la resa, e Ashe scompare nel nulla. Due anni dopo, Rabanastre è cambiata: fame e povertà regnano ovunque, e molti orfani come il protagonista del gioco, Vaan, sono costretti a fare i borseggiatori per sopravvivere. Ma come tutti i giovani del mondo, anche lui non ha perso la speranza e sogna, insieme all'amica di sempre Penelo, di diventare un pirata per solcare i cieli a bordo di un'aeronave tutta sua. Un giorno, per una serie di fortuite coincidenze, i due amici incontrano due veri ladri professionisti, l'affascinante Balthier e la seducente Fran, con i quali a un certo punto si trovano a dover affrontare un lungo e difficile viaggio che li porterà a vivere un'avventura rischiosa e irta di pericoli per il futuro del loro mondo. La storia di Final Fantasy XII: The Zodiac Age è dunque abbastanza complessa, capace com'è di mescolare tra di loro argomenti fantasiosi con altri attuali e "seri", come il dramma della guerra, le conseguenze sulla popolazione civile, ma anche intrighi politici, esseri soprannaturali e cospirazioni in una sceneggiatura che, nonostante a un certo punto perda qualche colpo, riesce a interessare il giocatore.

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Trofei PlayStation 4

Il gioco offre 41 Trofei suddivisi in 26 di bronzo, 10 d'argento, 4 d'oro e 1 di platino. Per ottenerli bisogna soddisfare richieste come per esempio quella di sconfiggere particolari boss, completare il bestiario, sbloccare tutte le abilità dei personaggi o superare un certo numero di incontri nella modalità Sfida, fino al Platino che si ottiene prendendo tutti gli altri.

L’arte del combattimento

Abbandonati la telecamera "fissa" e i combattimenti a turni casuali, Final Fantasy XII: The Zodiac Age si distacca quasi del tutto dai precedenti episodi e da quelli che lo hanno seguito sposando una meccanica di gioco molto simile a quelle di un MMORPG. L'approccio generale è unico, col giocatore che può esplorare le macro-aree in cui si suddivide ogni location visitabile, con i nemici chiaramente visibili sullo schermo e quindi a volte evitabili. Il titolo utilizza un sistema di combattimento in tempo reale di discreta complessità chiamato Active Dimension Battle, costruito attorno a una serie di situazioni e tattiche configurabili attraverso i Gambit. Se questo sistema è attivo, i tre membri del party scelti per combattere attaccano i nemici automaticamente (in caso contrario il videogiocatore può scegliere direttamente quali azioni fargli compiere attraverso il classico menu a tendina), e una linea colorata collegherà il personaggio al suo bersaglio, con il tipo di incantesimo o attacco che sta per usare identificato a vista. La gestione dei Gambit è quindi uno degli aspetti più importanti del gioco, visto che le sorti delle battaglie, specie quelle più difficili, dipendono dalla "corretta" configurazione dei princìpi che regolano le reazioni dei vari personaggi durante lo scontro. Il Gambit consiste in una serie di parametri che il giocatore acquisisce in modi diversi durante l'avventura e che può poi impostare stabilendo delle vere e proprie priorità comportamentali per ogni singolo personaggio a seconda degli eventi. Ad una particolare condizione, segue un'azione, per cui si può impostare una sorta di stringa di comando nella quale si chiede per esempio a un personaggio che se un "alleato ha PV al 30%", allora deve curarlo con una "Gran Pozione" o una magia curativa. Allo stesso modo si può stabilire che se il "Nemico che attacca il leader", venga a sua volta colpito con un "attacco", e così via, fino a creare molteplici combinazioni.

Ma per poter agire in un certo modo e utilizzare armi, magie e oggetti, o perfino per poter invocare gli Esper (che questa volta possono essere utilizzati direttamente, come del resto gli ospiti nel party), i protagonisti devono ovviamente migliorare le proprie statistiche. In questo episodio si aumenta di livello accumulando punti esperienza, però l'incremento non è legato stavolta soltanto ai parametri dei sei eroi, ma anche ai loro Punti Licenza. Questi, ottenuti in battaglia, si spendono poi su una sorta di scacchiera dove sbloccare di volta in volta la possibilità di equipaggiare determinati oggetti o accessori, di impugnare certe armi, tecniche speciali (Apoteosi) e di lanciare incantesimi ben precisi. Visto che come scritto in precedenza, questa edizione remaster di Final Fantasy XII è basata sulla versione nota come International Zodiac Job System, da noi mai arrivata, ci sono ben dodici scacchiere delle licenze, che corrispondono ciascuna a un segno zodiacale e a un mestiere, dall'Arciere al Mago Nero o Bianco, dal Cavaliere al Samurai, e così via. Le nuove scacchiere zodiacali consentono di costruire dei personaggi secondo dinamiche ben precise, personalizzando al massimo ogni singolo elemento del party per renderlo unico rispetto agli altri. Il tutto a beneficio di un certo bilanciamento della giocabilità a cui contribuiscono alcune modifiche operate dagli sviluppatori per rendere l'esperienza meno frustrante di quanto fosse un tempo. In tal senso sono state aggiunte la possibilità di spostarsi rapidamente all'interno degli scenari, anche durante i combattimenti, premendo il dorsale L1, scelta che abbiamo gradito visto che così si possono tagliare i tempi morti senza perdersi al contempo le parti di trama e i combattimenti più ostici, e un sistema di salvataggio automatico intermedio tra le diverse mappe, in modo tale da semplificare la navigazione ed evitare di far ripartire il giocatore da un punto di salvataggio troppo distante in caso di morte prematura. A impreziosire invece ulteriormente l'offerta c'è una modalità Sfida che offre ai fan più preparati la possibilità di affrontare fino a cento scontri in successione mettendo alla prova le proprie abilità nell'organizzare e gestire adeguatamente il party.

Ritorno a Ivalice

Passando ad analizzare la parte tecnologica, nel giudicare bisogna tenere conto del fatto che il titolo è un'edizione rimasterizzata, e non un rifacimento vero e proprio, di un gioco rilasciato in origine su PlayStation 2. Per questa ragione non bisognava e non bisogna aspettarsi miracoli di sorta a livello di grafica, anche se, lo diciamo subito, forse Square Enix poteva fare qualcosina in più per migliorarla. Il titolo, insomma, seppur gradevole esteticamente, non può rivaleggiare con le attuali produzioni, nonostante sia invecchiato in maniera accettabile. A conti fatti, Final Fantasy XII: The Zodiac Age riprende un prodotto che all'epoca stupì per le vaste ambientazioni ispirate, per stessa ammissione di Hideo Minaba, direttore artistico del gioco, all'architettura mediterranea medievale e ad alcuni elementi della cultura araba. Panorami che oggi, a risoluzione maggiore e con un leggero make up, sono ancora piacevoli da guardare, nonostante tradiscano un conteggio poligonale non certo stratosferico. Grazie ai 1080p e all'uso di texture più definite, seppure piatte, l'immagine risulta infatti più brillante e nitida, gradevole a vedersi, complice anche lo stile adottato dagli sviluppatori per ricreare il mondo di Ivalice, caratterizzato da colori pastello dai toni caldi, oltre a un buon sistema di illuminazione e un discreto uso dell'antialising. Meglio comunque personaggi e nemici, che tutto sommato, anche grazie alla già citata direzione artistica ispirata, riescono a portarci all'interno di un universo vasto e sfaccettato. Il tutto, a occhio, sembra girare a 30 frame per secondo, con una buona fluidità e senza particolari problemi. Per quanto concerne il comparto audio, abbiamo una colonna sonora rifatta partendo dai brani originali rieseguiti dal compositore Hitoshi Sakimoto con un'orchestra dal vivo, per un risultato eccellente che esalta a nostro modo di vedere ancora di più ogni singola traccia. E' comunque possibile scegliere tra i brani originali e quelli riarrangiati in surround 7.1. Allo stesso modo è possibile selezionare a piacimento il buon doppiaggio in giapponese o l'altrettanto valido in lingua inglese.

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Multiplayer.it

8.5

Lettori (55)

9.3

Il tuo voto

Final Fantasy XII: The Zodiac Age è un prodotto che dal punto di vista tecnologico dimostra chiaramente le sue origini di ben due generazioni di console fa, e per questo non è meritevole di un voto un po' più alto. Eppure l'impatto generale con esso resta lo stesso positivo, soprattutto grazie all'ambientazione e a una giocabilità ben stratificata e per certi aspetti migliorata, che in taluni elementi si rivela "attuale". Le novità introdotte dalla versione giapponese e gli adattamenti tecnici implementati per la versione PlayStation 4, ne fanno poi la versione migliore in assoluto, sconsigliata solo a chi non digerisce un comparto tecnico non in linea con le grandi produzioni attuali. Per gli altri, invece, The Zodiac Age rappresenta l'occasione perfetta per scoprire o riscoprire il mondo di Final Fantasy XII e in generale un ottimo gioco di ruolo.

PRO

  • Sistema di classi che non era presente nella versione europea del titolo originale
  • Diverse e interessanti aggiunte al sistema di gioco
  • Trama dai temi attuali
  • Il gameplay, all'interno del panorama dei JRPG, è invecchiato bene...

CONTRO

  • ...un po' meno il comparto tecnico, che invece sente comunque il peso degli anni
  • In alcuni frangenti i gioco mantiene comunque dei momenti estremamente lenti e tediosi