Sparc è lo sport del cyberspazio  14

CCP Games si ispira a Tron per creare una delle migliori esperienze competitive in realtà virtuale

Per chi è cresciuto a pane e Tron, il sogno della realtà virtuale aveva una simbologia ben precisa. Mondi in computer grafica fatti di wireframe, sgargianti tutine cyberpunk al limite del pacchiano, folli corse in sella a moto digitali e letali sport in cui lanciarsi un disco nel tentativo di eliminare l'avatar del proprio avversario. Dopo aver debuttato nel mercato della VR con Eve: Valkyrie, CCP Games prova a ricreare quell'immaginario con Sparc, da un lato un viscerale sport competitivo pensato appositamente per la realtà virtuale, dall'altro uno dei più riusciti tentativi di dare forma al mondo di Tron.

Space Paranoids

A differenza di Eve: Valkyrie, che affianca i deathmatch online a missioni di contorno e un minimo di storia, Sparc arriva su PlayStation VR in forma estremamente essenziale. Fatta eccezione per un tutorial e una serie di piccole sfide che servono da allenamento, l'unica vera modalità del gioco è rappresentata dai match online uno contro uno. Indossato il visore e impugnati i Move, ciascuno dei due sfidanti si affronta in uno sport che è un'amalgama di diverse discipline. Ogni giocatore ha una sfera del proprio colore che può afferrare e lanciare: in fase offensiva l'obiettivo è cercare di colpire l'avversario per guadagnare un punto, magari spiazzandolo con lanci a effetto o facendo rimbalzare la sfera sulle pareti della stanza; in fase difensiva bisogna invece spostare il proprio corpo per schivare i colpi in arrivo, o in alternativa li si può respingere con uno scudo. Nelle regole di Sparc si può trovare un po' del dodgeball, un po' dello squash, qualcosa dell'air hockey, molto delle disc battle di Tron. In sostanza, è Pong in VR. Eppure lo sport virtuale di CCP Games riesce ad avere una sua personalità grazie a tante piccole meccaniche possibili solo in un videogioco: lo scudo va in frantumi ogni volta che lo si usa, rigenerandosi soltanto lanciando e afferrando la propria sfera; i guanti del giocatore hanno una protezione simile sulle nocche, permettendo di respingere la palla con un pugno; la sfera può poi diventare più grande e veloce, risultando più difficile da schivare. Nel tentativo di rendere più cool i comunicati stampa, CCP Games utilizza il termine "v-Sport" (sport virtuale), ma l'idea che Sparc possa essere l'anello di congiunzione tra gli sport tradizionali e i videogiochi multiplayer non è poi così folle. Che facciate attività fisica o meno, una sessione di gioco a Sparc è parecchio stancante, dopo un'oretta ci si trova zuppi di sudore e si sente la fatica nei muscoli delle braccia e delle gambe. Ed è una sensazione fantastica.

Utilizzando il microfono integrato con PlayStation VR è possibile comunicare a voce con gli altri giocatori nella stessa stanza, ma non ce n'è davvero bisogno, visto che il tracciamento del proprio corpo stimola l'interazione con gli altri anche attraverso semplici gesti. Ci si saluta con la mano, si batte il pugno all'avversario per avviare il match, mentre si applaude e si fa un inchino alla fine della partita. C'è anche spazio per gli sbruffoni, tra chi si sente un po' Bruce Lee e provoca l'avversario con la mano e chi invece balla la macarena tra un colpo e l'altro. La sensazione di presenza è fortissima, e per rendere ancora più "personale" l'esperienza, non manca neppure un editor che permette di modificare il proprio avatar sia nei colori che nell'abbigliamento, cambiando acconciatura, maschera, tuta e guanti. Considerato il focus sui match online, ci aspettavamo però un maggior numero di opzioni legate alla sfera competitiva, magari con la possibilità di cambiare le regole di una partita, assistere ad altre sfide come spettatore, lanciarsi in match due contro due, aumentare il proprio ranking online oppure organizzare piccoli tornei con i propri amici. Inoltre ogni stanza contiene solo un campo, un'ingenuità che costringe quelli che non stanno giocando ad attendere il proprio turno in coda anziché sfidarsi. Tuttavia, parte dei problemi di Sparc deriva non dalle mancanze del gioco, quanto dai limiti di PlayStation VR. La precisa calibrazione del visore e dei Move è fondamentale se non si vuole avere un grosso handicap contro l'avversario: contrariamente sarebbe come giocare a tennis con una racchetta storta. Quando funziona tutto correttamente, il visore di Sony fa un lavoro più che decoroso nel tracciare i movimenti del corpo ma è abbastanza scontato presumere che un'esperienza così fisica e competitiva risulterà ancora più appagante quando arriverà su HTC Vive e Oculus. Magari, si spera, con la possibilità di giocare in cross platform esattamente come per EVE: Valkyrie.

Multiplayer.it

8.0

Lettori (1)

3.0

Il tuo voto

Sparc non è il primo tentativo di ricreare un'esperienza che ricorda le disc battle di Tron: a loro modo ci hanno provato giochi come Proton Pulse, Ripcoil e Holoball. Quello di CCP Games è però il primo gioco che rende l'idea di un "Pong in VR" qualcosa di più simile a uno sport che non a una semplice demo "mordi e fuggi". Lo fa ponendo il focus sulla competizione online, con sfide rapide, viscerali e divertenti, impreziosite dalla possibilità di personalizzare il proprio avatar e dall'interazione con gli altri sfidanti.

PRO

  • Viscerale e divertente: sarete stanchi morti, ma vorreste continuare a giocare
  • Quanto di più vicino alle fantasie di Tron
  • Tanta cura per l'esperienza "sociale"

CONTRO

  • Poche opzioni per personalizzare i match
  • Componente single-player limitata a poche sfide