Fallout 3: Point LookoutI mostri della laguna 

Rimosso il finale con Broken Steel, il mondo di Fallout 3 continua ad espandersi senza sosta.

Versione testata: Xbox 360

Più che un semplice gioco, Fallout 3 pare assurgere ormai alla dimensione di piattaforma ludica, di esperienza espandibile a piacere. Facendo peso sulle poderose fondamenta formate da un'ambientazione vastissima e accurata e meccaniche di gioco tipicamente ruolistiche, dunque ben portate a lunghi tempi di fruizione, Bethesda ha ben pensato di non archiviare il possente mondo di gioco creato: d'altra parte, una volta rimosso il finale con l'espansione Broken Steel e aumentato il "level cap" di ben 10 livelli, che senso aveva terminare l'apporto di nuovi contenuti? I numeri parlano chiaro, il pubblico ha dimostrato di apprezzare di buon grado le cadenzate iniezioni di gameplay attraverso i DLC usciti finora (caratterizzati da livelli qualitativi alterni, a dire il vero) e l'apertura del mondo di gioco da parte sua fa di tutto per non rendere incoerenti le aggiunte scaricabili. I mostri della laguna La logica di mercato fa il resto. Eccoci allora alla prima espansione di una nuova serie, dopo i primi tre pacchetti promessi da Bethesda: Point Lookout. Puntualmente si ripresenta il solito dilemma fondamentale una volta posto a giudizio: come si può valutare un frammento di quello che è riconosciuto quasi unanimemente un capolavoro? La risposta non è scontata tuttavia, poiché abbiamo visto come la formula dei DLC in verità tenda un po' a stridere con quella che è la caratteristica principale dell'RPG in questione: l'apertura del mondo e la grande varietà di contenuti proposti. Piccoli frammenti composti da manciate di ore di gioco si pongono in diretto contrasto con la filosofia fondamentale di Fallout 3, cosa apparsa molto evidente in Operation Anchorage e presente, seppure un po' mitigata, nelle successive due espansioni. Point Lookout però, sembra voler puntare maggiormente sull'esplorazione e sulla caratterizzazione ambientale, riuscendo a risaltare tra tutti i DLC usciti finora per l'RPG Bethesda.

Avventure e scelte morali nella palude

Tanto per iniziare, sembrano risolti gli evidenti problemi di controllo qualità che hanno portato ai frequenti bug e guai assortiti nelle precedenti espansioni: dal punto di vista del "codice", tutto pare essere andato liscio e ne prendiamo atto. L'attacco della storia è simile a quello visto nelle altre espansioni: scaricato il pacchetto, veniamo raggiunti da una misteriosa frequenza radio che ci comunica la presenza di un certo Capitano Tobar, in grado di trasportarci verso una nuova zona dedicata agli avventurieri e ai cacciatori di tesori. Ovviamente, non c'è nulla di piacevole in quello che ci attende in fondo alla simpatica traghettata in compagnia di Tobar: le radiazioni hanno modificato l'ambiente naturale trasfigurando una tranquilla zona costiera in un incubo post-atomico. Qui ci troveremo a seguire una storia principale e diverse avventure secondarie che ricalcano in piccolo la caratteristica struttura di Fallout 3: per quanto riguarda estensione, quantità di quest e varietà di situazioni, Point Lookout è una sorta di micro-cosmo che replica fedelmente lo spirito della zona contaminata originale. Una madre in cerca della propria figlia apre il turbine di azioni possibili nella penisola: girovagando ci si può imbattere nella variopinta fauna locale, con abitanti che si mostreranno rabbiosamente ostili o desiderosi di comunicare i propri problemi, innescando ulteriori avventure. Da Resident Evil a "Le Colline hanno gli Occhi", è facile imbattersi in citazioni e cliché horror, combattendo figure aberranti o aiutando i bisognosi, all'interno delle circa 4 ore di gioco richieste per "spolpare" le nuove avventure proposte. Si presenta anche qui la tipica dicotomia di Fallout 3: si intravedono le due diverse soluzioni fondamentali a cui è possibile arrivare seguendo le varie quest, che ancora una volta fanno risaltare i diversi livelli di lettura dell'intreccio narrativo.

Obiettivi Xbox 360

Point Lookout non rappresenta un grosso apporto di punti per il gamerscore, aggiungendo solo 100 gamerpoint al bottino di base del gioco, dislocati in 4 obiettivi sbloccabili. Tutti gli achievement in questione sono legati a quest da completare, dunque il loro raggiungimento non rappresenta un grosso problema per il giocatore intenzionato a completare l'espansione.

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Il buon vecchio sud-est contaminato

L'indubbio impegno profuso dagli sviluppatori nella caratterizzazione delle varie espansioni - dalle scogliere di Anchorage agli incandescenti vapori di The Pitt c'è stato modo di vedere elementi grafici decisamente diversi da quelli a cui il gioco principale ci ha abituato - raggiunge qui risultati esaltanti, rendendo l'ambientazione il vero punto forte di Point Lookout. La promessa di una nuova e ricca terra bagnata dal mare nasconde ovviamente solo un altro pezzo di incubo devastato e contaminato, amara verità che d'altra parte appare chiara fin dalla prima apparizione di Tobar, che come Caronte ci traghetta verso la sostanziosa aggiunta alla normale mappa di gioco. I mostri della laguna La penisola di Point Lookout è grande circa un quinto dell'intera zona contaminata, dunque si tratta chiaramente della più vasta espansione uscita finora per Fallout 3, caratterizzata peraltro in maniera unica: le coste paludose si affacciano su un mare oscuro e corsi d'acqua ben poco invitanti, mentre verso l'interno l'umidità soffocante riempie di nebbia la folta vegetazione. Qua e là si intravedono ancora le rovine di un antico e ridente passato, tra battelli a vapore, case dallo stile coloniale, fari e chiesette: fatiscenti testimonianze di una lontana civiltà che cedono il passo alle aberranti mutazioni che ormai spadroneggiano nella zona. Il giocatore esperto troverà pane per i suoi denti: le nuove creature presenti nelle paludi sono impegnative e mettono in difficoltà anche chi ha già raggiunto il nuovissimo livello 30, rendendo questa un'avventura probabilmente più indicata a chi ha già completato il gioco e almeno anche Broken Steel.

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8.3

Redazione

8.6

Lettori (50)

Con Point Lookout, Bethesda sembra aver aggiustato il tiro rispetto ai DLC precedenti, cogliendo quello che dovrebbe essere lo spirito giusto per un'espansione di Fallout 3. Più di una semplice iniezione di qualche ora di gioco in più, incanalata lungo un nuovo pezzetto di storia, questa nuova aggiunta tende a replicare in piccolo l'apertura e la varietà di situazioni caratteristiche del gioco principale. Invece di concentrarsi su una nuova e breve linea narrativa, l'interesse per Point Lookout si sviluppa secondo le direttrici tipiche di Fallout: la libertà decisionale e l'esplorazione della vasta area messa a disposizione. Ovviamente, il tutto commisurato alla scala ridotta del DLC, difficilmente paragonabile alle dimensioni del gioco originale ma d'altra parte proporzionale al prezzo.

Giorgio Melani

Pro

  • Ambientazione vasta e ben caratterizzata
  • Buona varietà di situazioni
  • Libertà decisionale

Contro

  • I nuovi contenuti si esauriscono comunque in fretta
  • Nessuna novità applicata al gameplay

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