LoomAnimismo e scale musicali 

Ogni oggetto o persona del creato nasconde un'anima, che un bastone fa risuonare. Con le mani strette su quel bastone, comincia la nostra avventura.

Spesso, i redattori insistono sul fatto che un vecchio gioco possiede caratteristiche che sono poi state riprese molto dopo da alcuni titoli contemporanei. Come a dire che loro avevano già visto tutto molto tempo prima. E magari qualche volta i lettori storcono il naso, perché in effetti, i giocatori "anziani" tendono a diventare snob. Bene: noi con Loom rilanciamo la posta, affermando che il suo gameplay rimane una scintilla di originalità, che ancora ci illumina da un passato lontano diciotto anni. Animismo e scale musicali Purtroppo però, la sua sceneggiatura è vaga e rarefatta, e di conseguenza procediamo spediti nel parlare della storia. Voi siete Bobbin Threadbare, membro di una gilda di maghi nota come Clan dei Tessitori. Eventi fiabeschi vi portano ad assistere all'incantesimo degli anziani che imprigionano la vostra madrina Hatchel all'interno di un uovo, mentre a quei mascalzoni tocca in sorte il corpo di un cigno. Il perché di tutto questo, é per il giovane Bobbin un mistero da svelare. Ma i suoi dolori non sono finiti, poiché una volta in viaggio, già che c'è, deve pure impedire l'avvento del Caos. Ora che ci siamo rinfrescati la memoria, ci torna in mente il perché Loom sia debole nella narrazione. I personaggi secondari sono appena accennati, e benché molte locazioni serbino scenari favolistici nient'affatto banali, in poche ore si viene a capo di tutto, specialmente al primo livello di difficoltà. In questo, Loom ha preceduto di gran lunga i Telltale...

Curiosità

LucasArts ha deciso di rendere disponibili su Steam le sue glorie del passate, dando a tutti la possibilità di giocare ancora, o per la prima volta, diversi videogiochi che hanno fatto la storia. Multiplayer.it ha scelto per voi i migliori, e vi presenta ora Loom.

Cantami o uovo la melodia richiesta

Brian Moriarty era a capo del progetto, e nelle sue intenzioni la saga si sarebbe dovuta comporre di altri due episodi; al momento, i fan sono ancora in attesa. Consoliamoci quindi con questo ritorno al passato. Quello che stravolse i canoni del genere, fu che al posto di una complessa interfaccia verbale, Loom disponeva solo di un bastone da mago in grado di suonare diverse note musicali. Tutto quello che possiamo fare con il mouse è selezionare un oggetto. Se questo si attiva, produce una melodia, che noi dobbiamo registrare a tutti i costi su di un pezzo di carta, pena l'impossibilità di proseguire l'avventura. Al massimo livello di difficoltà, il gioco non ci segnala il nome delle note. Tocca quindi a noi riconoscerle a orecchio e riprodurle sul bastone. Questi piccoli motivi sono in realtà incantesimi, che si legano all'evento che li ha prodotti... Occhi smarriti in platea. Ok, facciamo un esempio. All'inizio del gioco, cliccando su di un'ampolla piena di liquido, questa si rovescia, producendo una melodia. Ecco, quello è l'incantesimo di "svuotamento", e andrà poi suonato al momento giusto per risolvere un enigma. Tutto insomma, ruota intorno all'esecuzione della melodia appropriata in relazione all'oggetto o alla persona selezionata. Questo è Loom: spoglio nella grafica anche per i canoni dell'epoca, essenziale nei contorni ma dotato di una colonna sonora toccante, e che ancora ci sorprende per la potenza evocativa. Non ultimo, l'eccellenza del doppiaggio, che purtroppo, come tutto il gioco, rimane in lingua inglese.

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9.0

Redazione

9.2

Lettori (18)

C'è molta dolcezza nel personaggio di Bobbin. Il fatto stesso che gli incantesimi siano delle melodie è un tratto delicato, nota tenera di un'avventura lieve, che sfuma presto come un sogno al risveglio. A dispetto delle lacune che già l'affliggevano all'epoca, Loom possiede un gameplay unico a tal punto da diventare la sua identità. Questa avventura dai toni lunari è un'esperienza imprescindibile per comprendere le radici del videogioco, la sua evoluzione e, non ultimo, il suo potenziale. Se le musiche di Loom vi hanno risvegliato dal torpore, vi consigliamo di provare anche la demo di Blueberry Garden. Chissà che non troviate un filo rosso tra passato e presente.

Andrea Rubbini

Pro

  • La magia è nelle note, e l'interfaccia è uno strumento musicale
  • La colonna sonora è l'elemento primario, una volta tanto
  • Ancora oggi, la sua originalità sorprende

Contro

  • Interamente in inglese
  • Decisamente troppo breve

Requisiti di Sistema PC

  • Configurazione di Prova
  • Processore: Intel Core 2 Quad Q6600
  • RAM: 2 GB
  • Scheda video: GeForce 8800 GT
  • Sistema operativo: Windows Vista
  • Requisiti Minimi
  • Sistema Operativo: Windows XP / Vista
  • Processore: Qualunque PC del 2002 o superiore
  • RAM: 32 MB
  • Scheda video: Scheda Grafica PCI 2 MB
  • DirectX: Versione 9.0c o superiore
  • Scheda audio: 16 bit