7.0

Redazione

7.4

Lettori (11)


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  • Data di uscita: 19 giugno 2009
  • Piattaforme: wii
  • Tipologia di gioco: Casual, Rhythm

Let's TapTappa che ti passa! 6

Nato dalla mente di Yuji Naka, creatore di personaggi come Sonic e Nights, Let's Tap è un "casual game" che stupisce per fantasia e innovazione.

Negli ultimi mesi abbiamo potuto conoscere le idee di alcuni sviluppatori circa il sistema di controllo nei giochi con rilevazione di movimento. C'è chi sostiene l'uso di un controller come il Wii-mote o la Magic Wand, chi invece elimina completamente la fisicità adottando una soluzione composta da sensori e videocamere. Certo nessuno si aspettava di poter utilizzare una scatola di cartone per giocare, però! Ed è proprio questa Tappa che ti passa! l'innovazione portata da Let's Tap, il nuovo titolo SEGA per Wii: gli input vengono trasmessi al Wii-mote indirettamente, attraverso le vibrazioni che produciamo. Il controller va adagiato in posizione orizzontale su di una scatola, con il pulsante A rivolto verso il basso, e per giocare dobbiamo semplicemente battere le dita sul cartone modulando l'intensità dei colpi a seconda dell'azione che vogliamo compiere. Si tratta senza dubbio di un'intuizione straordinaria, ma il gioco riesce a supportarla come si deve?

Batti forte!

Let's Tap si presenta come una raccolta di cinque minigame molto diversi fra loro, accomunati però dal medesimo sistema di controllo. Il primo della lista è la "Maratona", una gara a cui possono accedere fino a quattro giocatori (dotati di altrettanti Wii-mote e scatolette di cartone) ma che si può anche giocare in singolo affrontando la CPU. In un contesto bidimensionale, il nostro omino deve semplicemente correre e raggiungere il traguardo alla fine dello stage prima dei suoi avversari. Per far sì che si sposti rapidamente, dobbiamo "tappare" altrettanto rapidamente e fare attenzione Tappa che ti passa! all'intensità dei colpi: battere le dita più forte si traduce in un salto, utile in molte situazioni ma controproducente se il nostro obiettivo è semplicemente quello di andare forte. Gli stage sono sedici in tutto, vengono proposti in sequenza e si fanno via via più complessi: compaiono trappole, baratri, trampolini e quant'altro. Per superare indenni i percorsi più elaborati è necessario fare un po' di pratica e memorizzare ogni zona, ma l'attenzione verso l'intensità dei colpi rimane fondamentale. Si tratta senza dubbio del minigame più rappresentativo di Let's Tap, nonché di quello più sfaccettato. Per giocare bene si deve capire il meccanismo ed evitare di farsi prendere dal panico quando si rimane indietro: un colpo più forte e si finisce per cadere in una trappola. I livelli sono molto differenti l'uno dall'altro, vengono proposte sempre nuove insidie e il risultato finale è davvero divertente, specie in multiplayer con gli amici. Il secondo minigame, "Tieni il tempo", ricalca i vari rhythm game a cui siamo abituati e ci vede tappare sulla scatola quando arrivano le battute della canzone sullo schermo. Seguire il ritmo ci permette di ottenere dei colpi perfetti (nonostante la grafica sia un po' ingannevole), mentre bisogna dosare la forza dei colpi passando per tre livelli di intensità (leggero, medio, pesante) che vengono rappresentati visivamente da altrettanti colori. Anche in questo caso ci sono sedici stage a disposizione, ognuno con un brano musicale differente e man mano più complesso. Il confronto con altri esponenti del genere "ritmico" è obbligatorio, e purtroppo "Tieni il tempo" ne viene fuori malconcio per via dell'eccessiva semplicità e per l'aspetto essenziale. Essendo giocabile solo in singolo, oltretutto, non beneficia degli indubbi vantaggi del multiplayer per quanto concerne il divertimento.

Blocchi, astronavi e immagini

"Blocchi silenziosi" è un clone di Jenga (o "Torremoto", per dirla all'italiana) in cui ci troviamo a togliere pezzi da torri formate da dischi incolonnati. Dobbiamo tappare per fermare l'indicatore e selezionare il disco che ci interessa, tappare di nuovo per determinare la direzione verso cui "tireremo" il pezzo e quindi colpire più volte con precisione per toglierlo dalla torre senza che crolli. Il gioco non possiede una struttura a stage, ma può essere affrontato "senza limiti" oppure in modalità "alchimista": nel primo caso si gioca necessariamente in gruppo, e la persona che sbaglia per prima (facendo crollare la torre) perde; nel secondo caso, si gioca da soli e tutto diventa un po' come un puzzle game a blocchi, con quelli di colore uguale che si eliminano se accostati in gruppi di tre. Sebbene più profondo rispetto al minigame precedente, anche "Blocchi silenziosi" soffre per l'eccessiva semplicità del concept e nonostante la modalità multiplayer non offre un intrattenimento molto duraturo. La situazione migliora con "Bolla spaziale", un minigame dalle grandi potenzialità: ci troviamo in un vero e proprio spara e fuggi a scorrimento orizzontale, con la differenza che non ci sono nemici ad attaccarci ma solo ostacoli fissi da evitare o eliminare. Per spostare il nostro personaggio, in un contesto esclusivamente bidimensionale, dobbiamo effettuare dei "tap" e tenere conto della forza di gravità che ci tira giù ogni volta. Sembra quasi di giocare con uno di quei "water game" in cui i pulsanti fanno partire getti d'aria nell'acqua. In questo caso, colpire più forte ci permette di sparare dei missili, e non mancano vari potenziamenti. L'azione si rivela fin da subito piuttosto divertente, anche se estremamente ripetitiva. Muoversi tenendo conto dell'inerzia e dosando la forza dei colpi è impegnativo e coinvolgente, ma gli ostacoli da affrontare sono bene o male sempre gli stessi e non sembra esserci una vera e propria progressione. "Illustratore", infine, non è un vero e proprio minigame ma uno screensaver interattivo, disponibile in varie "fantasie": fuochi d'artificio, vernice, fiume, cilindro e inchiostro. È possibile realizzare delle sequenze alternando colpi leggeri, medi e forti, ottenendo risultati visivi differenti.

Alla ricerca dello scatolo perfetto

Let's Tap viene venduto insieme allo "scatolo ufficiale" SEGA, ma chiaramente è possibile giocare utilizzando una qualsiasi scatola di cartone. Possiamo regolare l'intensità dei colpi dalla schermata delle opzioni e utilizzare una scatola differente, più o meno rigida, per ottenere un'esperienza su misura per noi.

Realizzazione tecnica

I "casual game" in genere non puntano su di una grafica spettacolare, piuttosto cercano la funzionalità o al limite lo stile. In questo senso, Let's Tap svolge il proprio lavoro in modo onesto ma non straordinario, anzi in alcuni casi tocca punte di semplicità disarmanti. Gli screensaver della modalità Tappa che ti passa! "Illustratore" sono la cosa più bella da vedere, mentre fra i minigame il più carino e complesso è senz'altro la "Maratona", con la sua grafica in wireframe e il sapore "psichedelico". I personaggi sono essenziali, sembrano addirittura venire fuori da un cartello stradale, ma vantano animazioni varie e di buona qualità. Il resto è decisamente inferiore: le soluzioni adottate per il minigame "ritmico" sono davvero semplicistiche, e lo stesso si può dire per "Blocchi silenziosi" e "Bolla spaziale", che presentano modelli poligonali elementari. L'accompagnamento sonoro vanta invece una certa personalità, e fra reminiscenze degli anni '80 e della musica sintetica si lascia ascoltare con grande piacere.

Non c'è dubbio che Let's Tap sia un prodotto interessante e innovativo, capace di divertire con grande semplicità e di offrire modi alternativi per fruire di un videogame. L'intuizione di partenza, in particolare, possiede un grande valore e andrebbe ripresa per prodotti più complessi e sfaccettati. I quattro minigame disponibili (più lo screensaver interattivo), infatti, alla fine dei conti non offrono chissà quale intrattenimento ed è ancora una volta il multiplayer a salvare capra e cavoli dal punto di vista della longevità. Un plauso alle intenzioni, dunque, per un titolo che andrebbe certamente provato ma che alla prova dei fatti risulta un po' troppo limitato per lasciare il segno. Comprate Let's Tap se volete provare un'esperienza del tutto nuova, in conclusione, ma non aspettatevi lo spessore e i "numeri" che contraddistinguono le produzioni più importanti.

Tommaso Pugliese

Pro

  • Idea di base molto interessante
  • Semplice e immediato
  • Quattro minigame e un'applicazione extra...

Contro

  • ...ma si finisce tutto abbastanza in fretta
  • Tecnicamente offre il minimo sindacale
  • Dosare l'intensità dei colpi talvolta è arduo