Il volo delle aquile  27

Le battaglie aeree della Seconda Guerra Mondiale come non le avete mai viste e vissute su console.

Versione testata: PlayStation 3

I simulatori di volo sono da sempre fra il genere di giochi più diffusi in ambito PC. Fra i prodotti di questa tipologia più amati in assoluto dagli utenti di personal computer spiccano senza alcuna ombra di dubbio titoli del calibro di Falcon 4.0, Microsoft Flight Simulator e Il-2 Sturmovik. In particolare quest'ultimo, uscito nel lontano 2001 ad opera di 1C Company e 505 Games, con le relative successive espansioni aveva ed ha pochi eguali nel suo campo per complessità e realismo del modello fisico applicato ai velivoli.

Non deve quindi stupire se il produttore ha deciso di colmare una lacuna nella vasta ludoteca disponibile per le console, quella cioè che riguarda la mancanza di un vero simulatore di aerei, realizzando per questo mercato IL 2 Sturmovik: Birds of Prey, titolo che cerca di coniugare al meglio la semplicità di un prodotto arcade con la profondità tipica di una simulazione vera e propria, il cui sviluppo per console è stato affidato al team Gaijin Entertainment. Il gioco è ambientato in un'epoca storica come quella della Seconda Guerra Mondiale della quale ripercorre alcune delle battaglie più significative dal 1939 in poi fino agli ultimi scontri su Berlino nel 1944 con tanto di bombardamento del Reichstag. Sei gli scenari nella campagna in singolo (ci sono anche la Sicilia e l'ex Unione Sovietica) e decine e decine di missioni suddivise in operazioni base, chiamiamole così, e addizionali, accessibili anche separatamente quando si vuole.

Arcade

Come da tradizione per questa tipologia di prodotti le azioni militari da compiere sono parecchie e non si limitano al solito combattimento fra aerei, offrendo al giocatore un livello di sfida sempre diverso. Ai canonici scontri a fuoco si aggiungono quindi missioni tipicamente stealth in cui evitando i radar nemici bisogna sorvolare determinate aree in assoluto silenzio in ricognizione, oppure operazioni in cui si è chiamati a distruggere postazioni, fabbriche o colonne di carri armati nemici in movimento, evitando ovviamente la contraerea. Altre volte è richiesto il supporto a squadriglie di bombardieri o aerei da trasporto, etc. Il sistema di gioco tiene conto poi delle azioni compiute e assegna appositi punti per i risultati ottenuti grazie a un sistema di valutazione interno. Ma vediamo di analizzare meglio le opzioni e la loro influenza sulla giocabilità vera e propria.

Il volo delle aquile

Per rendere accessibile fin da subito il prodotto ai più e non spaventare troppo i casual gamer con impostazioni e parametri troppo complicati, il team di sviluppo ha deciso di inserire tre differenti livelli di difficoltà corrispondenti a tre diverse modalità di gioco (gli estremi sono Arcade, cioè facile, e Simulazione, difficilissimo). In quella più semplice il gameplay ricorda molto da vicino quello di produzioni del calibro di Ace Combat di Namco. Molta azione, munizioni illimitate, sistema di puntamento e aggancio bersagli totalmente automatico, HUD che mostra la distanza precisa dal prossimo aereo nemico (avversari e alleati perfettamente distinguibili a livello visivo) e una resistenza ai proiettili decisamente sopra la media. Insomma, tutto quello che ci si può aspettare da un gameplay semplificato. Questo però non vuol dire che in questa modalità il gioco si riduca a un mero aggancia e spara. L'IA dei nemici è meno complessa rispetto al livello Simulazione ma non per questo poco intelligente e cresce comunque di livello a seconda delle missioni, in modo da offrire comunque un ottimo grado di sfida all'utente senza però compromettere la giocabilità. Mentre il controllo dei velivoli, che avviene con l'ausilio delle due levette analogiche del Pad (con i tasti il radar o lo zoom sull'obiettivo inquadrato. Con i pulsanti frontali, invece, si utilizzano le armi, bombe comprese - Ndr) resta tutto sommato credibile. Pilotare un Messerschmitt Bf.109 della Luftwaffe piuttosto che un L-2 Sturmovik sovietico o un Republic P-47 Thunderbolt americano non sarà quindi la stessa cosa.

Simulazione

Ma come dicevamo in apertura di articolo, è la componente simulativa l'aspetto più interessante della produzione. Giocando a questo grado di difficoltà, infatti, si riesce ad apprezzare al meglio il gioco di 505 Games e Gaijin Entertainment. A patto però di avere molta pazienza e voglia di apprendere bene i comandi. I controlli diventano così più sofisticati, non tanto nel numero (sono sempre gli stessi di prima) ma nella maggiore sensibilità degli stessi in relazione alla fisica dei velivoli e dell'ambiente, che viene spinta ancora più in là, in alto in una ipotetica scala di valori che misura il grado di realismo, proprio in questa modalità. La guida dell'aereo risulta più complessa e difficile da gestire: adesso basta un lieve movimento di stick errato per un repentino cambio di traiettoria o ribaltamento dell'aereo. Spariscono gli aiuti su schermo e dunque tutto il controllo del mezzo e dei nemici in arrivo, nonché il puntamento e l'abbattimento degli stessi, grava sulle spalle del giocatore che deve verificare personalmente ogni minimo dettaglio mantenendo bene aperti gli occhi e agire manualmente (senza cioè automatismi di sorta). In questo contesto bisogna infatti tenere conto di decine di fattori se si vuole progredire nella battaglia, come la rottura di parti del motore e della struttura stessa del mezzo.
L'aereo potrebbe danneggiarsi per tantissimi motivi: un proiettile potrebbe forare il serbatoio della benzina e dunque si potrebbe registrare una certa perdita di carburante, oppure la temperatura dell'acqua o dell'olio potrebbero essere troppo elevate con gravi conseguenze sulla stabilità del mezzo. Pressione atmosferica, sovraccarico, usura dei componenti meccanici del velivolo o superamento di certe velocità in rapporto al mezzo che si pilota sono altri elementi di rischio per la non riuscita della missione e della prematura fine del proprio alter ego virtuale. Il gioco non dimentica nemmeno le condizioni atmosferiche e la loro influenza sulla guida e lo svolgimento delle missioni: un attacco in pieno giorno nel caldo della Sicilia oppure un bombardamento notturno nel freddo dell'est Europa sono differenti e implicano un livello di difficoltà diverso. Nubi, turbolenze, sole, buio, fumo, tutto influisce per esempio sul campo visivo del pilota e sempre sul controllo dell'aereo. Idem per una delle tre visuali disponibili, cioè quella da dentro l'abitacolo (le altre sono in terza persona e esterna alla cabina di pilotaggio), che si rivela essere la più ostica da utilizzare.

Multiplayer

Alle svariate missioni in modalità singola a cui accennavamo in apertura si aggiungono le numerose opzioni per il gioco in multiplayer online. La modalità a più giocatori (fino a sedici in contemporanea), in cui è possibile settare ogni piccolo dettaglio, dalle condizioni atmosferiche all'ora dello scontro, presenta quattro opzioni base. Le prime due sono simili per certi versi ai classici Deathmatch dei normali Fps sia in singolo che in squadra. Inutile forse aggiungere che lo scopo della sfida è abbattere quanti più avversari possibile e rimanere in volo ottenendo il massimo punteggio richiesto o perlomeno quello più alto rispetto agli altri piloti concorrenti.

La terza, denominata Strike, è probabilmente la più equilibrata e strategica delle quattro modalità di gioco in rete e consiste nel distruggere gli obiettivi di terra dell'aviazione nemica, facendo però nel contempo attenzione a difendere le proprie basi dagli attacchi avversi.
L'ultima opzione, Capture the Airfield permette agli utenti di sfidarsi nel tentativo reciproco di occupare il maggior numero possibile di campi di aviazione dei propri oppositori, stabilendosi nelle varie aree conquistate per un certo lasso di tempo.
Da evidenziare il fatto che per ogni squadra di partecipanti è previsto un certo numero di ticket che possono essere spesi ogni volta che un giocatore entra in partita dopo essere stato abbattuto. Esauriti questi biglietti però, non si potrà più rientrare in gioco.

Trofei PlayStation 3

IL 2 Sturmovik Birds of Prey mette a disposizione del giocatore 51 Trofei, di cui 41 di bronzo, 7 d'argento, 2 d'oro e quello di platino. I premi sono legati a vari aspetti del gioco e per sbloccarli tutti occorrerà sudare le proverbiali sette camicie. Essi dipendono da vari fattori che spaziano dal numero di aerei nemici distrutti alla tipologia e numero di vittorie online, dallo sblocco di missioni in singolo o di velivoli segreti al completamento delle varie modalità di gioco o di un determinato numero di obiettivi in tutte e tre le opzioni disponibili. Mentre per ricevere l'agognato Platino è necessario ottenere tutti i Trofei Oro, Argento e Bronzo.

Grafica e audio

Dal punto di vista visivo IL-2 Sturmovik può contare su uno degli engine grafici più belli apparsi fino a ora su PlayStation 3. Sotto questo aspetto, infatti, se escludiamo qualche piccolo calo saltuario di frame-rate nelle situazioni più caotiche, ci troviamo di fronte a un prodotto molto valido, curato in ogni minimo dettaglio: le ali degli aerei in cui si aprono i fori causati dai proiettili nemici, le esplosioni realistiche, il fumo, gli scorci dei vasti scenari sottostanti pieni di particolari, il riuscito design dei velivoli ricostruiti fin nelle rifiniture all'apparenza più insignificanti (per esempio pilotando un mezzo aereo sovietico vi potrebbe capitare affacciandovi dall'abitacolo di leggere le istruzioni di emergenza in russo), le condizioni atmosferiche variabili, lasciano soddisfatti appieno gli occhi dei giocatori e contribuiscono notevolmente a quella sensazione di realismo a cui accennavamo poco fa anche a proposito invece della fisica e della tipologia di gioco. Lo stesso discorso possiamo tranquillamente farlo per il comparto audio. Semplicemente riuscito. Per la colonna sonora del gioco, infatti, Gaijin Entertainment si è avvalsa dell'esperienza di Jeremy Soule, il compositore statunitense autore delle musiche di videogiochi di successo del calibro di The Elder Scrolls IV: Oblivion, Neverwinter Nights e Prey, tanto per citarne alcuni, e vincitore di un premio BAFTA (British Academy of Film and Television Arts, organizzazione britannica che ogni anno premia autori e opere cinematografiche, televisive ed interattive - Ndr). Aggiungiamo l'ottimo campionamento degli effetti di battaglia o dei tipici rumori degli aerei in volo (ognuno caratterizzato anche in questo) e avremo un quadro completo dell'ottimo lavoro fatto dai tecnici dell'audio. Unico neo alcune delle voci per la localizzazione in italiano: troppo recitate e talvolta tendenti al caricaturale (involontario) per via delle accentuazioni dialettali di alcuni personaggi.

Multiplayer.it

8.5

Lettori (34)

7.1

Il tuo voto

Realistico oltre ogni possibile immaginazione e per questo estremamente bello da vedere e giocare, IL 2 Sturmovik: Birds of Prey si conferma anche su console un validissimo simulatore di battaglie aeree, che giocato anche in modalità più semplice risulta lo stesso estremamente divertente e mai banale. Il team di sviluppo sembra infatti essere riuscito a conciliare la semplicità di un arcade e la profondità tipica di una simulazione in un unico prodotto senza a nostro parere scontentare nessuno.
Insomma, non fatevi "spaventare" dalla difficoltà del gioco e dal termine "realistico", se siete amanti del genere o semplicemente volete cimentarvi in una credibile esperienza videoludica di volo e guerra, allora non lasciatevi scappare questo titolo. Con una longevità garantita dalle tantissime missioni in singolo e dalle varie modalità off e online, il titolo è consigliato a tutti gli amanti delle simulazioni di volo.

PRO

  • Gameplay ostico ma appagante a livello Simulazione
  • Grafica e audio molto curati
  • Tutto in italiano

CONTRO

  • Qualche calo di frame-rate in certe situazioni
  • Doppiaggio migliorabile
  • Non accessibile a tutti