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Redazione

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Contra RebirthLa rinascita di Contra 10

Quando antiche minacce aliene incombono, bisogna ricorrere a soluzioni tradizionali: armi pesanti e steroidi in 2D.

Contra Rebirth è disponibile sul servizio WiiWare di Nintendo Wii

L'esistenza di una memoria storica, stratificata in periodi e corrispondenti stili caratteristici è una prova, se non proprio dell'essenza artistica di un prodotto, quantomeno della sua maturità e della sua sedimentazione in un certo sostrato culturale. La rinascita di Contra L'operazione dei "rebirth" - dal recente Gradius al precedente Mega Man - rappresenta un passo di una certa importanza nello sviluppo videoludico: si tratta certamente di omaggi alla tradizione classica del videogioco, ma che invece di puntare sulla semplice rievocazione nostalgica - ri-edizioni con grafica goffamente adattata come accade spesso nei digital delivery - si propongono come veri e propri nuovi capitoli perfettamente calati nel clima e nello stile dell'opera originale da cui discendono. In un certo senso, dunque, contribuiscono a delineare l'importanza delle diverse fasi storiche nell'evoluzione videoludica, attribuendone un valore specifico che evidentemente viene ricercato ancora oggi, in barba al progresso meramente tecnologico. D'altra parte, si è discusso a lungo sull'impossibilità di riproporre oggi al meglio alcuni generi che hanno fatto la storia del videogioco: lo sparatutto e il picchiaduro a scorrimento, per dirne due, tipologie che con l'avvento della terza dimensione non sono riuscite a trovare giovamento (se non da un punto di vista estetico, con risultati alterni) trovando il loro significato stesso profondamente legato ad una certa rappresentazione grafica e, bene o male, ad un certo modo di fruire i giochi che indubbiamente non è più quello di oggi. Ecco dunque la soluzione ideale per riprendere nel 2009 una serie come Contra, che a più di 20 anni di distanza rientra a pieno diritto nella definizione di "vintage": costruire un nuovo capitolo a partire dalla rappresentazione grafica e dall'impostazione di gioco che caratterizzavano i capitoli dell'era bitmap, dagli 8 ai 16-bit.

L'antica guerra

La questione è semplice come premere un grilletto: gli alieni sono tornati sulla Terra, con le loro solite intenzioni bellicose e il loro aspetto ripugnante. Ci vogliono persone pratiche per gestire la situazione, possibilmente qualcuno che abbia esperienza nel trattare con il nemico (o meglio, nel trattare IL nemico): qualcuno come Bill Rizer, lo pseudo-Schwarzenegger dei primi capitoli. La rinascita di Contra Rizer viene dunque risvegliato da una sorta di ibernazione e affiancato al nuovo combattente Yaggyu, quindi - senza dargli nemmeno il tempo di ricordare esattamente chi è e cosa ha fatto in passato - lanciato in mezzo alla pioggia di pallottole, raggi laser e macchine da guerra che è diventato il mondo: la storia, se così si può definire, viene narrata attraverso cut-scene alquanto ben disegnate. Ovviamente, in pieno spirito anni 80, l'azione all'interno del gioco è spinta al parossismo: proiettili giganteschi, missili, colori sparati, boss enormi si susseguono senza sosta sullo schermo. Non c'è tempo per soffermarsi sui dettagli - ormai così importanti nei giochi moderni - è necessario correre, saltare e sparare senza sosta per poter sopravvivere, nel tipico ambiente precario e dal pericolo costante e iperreale che un tempo era caratteristico di quasi ogni videogioco. Le azioni possibili sono poche, non c'è niente di accessorio, mentre gli unici elementi minimamente strategici sono la scelta dell'arma da utilizzare (soltanto due possono essere equipaggiate per volta e alternate a piacere) e l'apprendimento dei pattern di attacco dei boss da sconfiggere. Questi ultimi meritano una menzione particolare: come da tradizione, costituiscono i momenti più spettacolari del gioco Konami, enormi e stravaganti. Da veri protagonisti dei livelli, si affacciano a più riprese sullo schermo fino alla resa dei conti finale. Il gameplay ripropone dunque precisamente l'esperienza di gioco classica, il che è un bene, soprattutto per gli appassionati della serie e i giocatori "hardcore" in generale, a cui questo prodotto sembra naturalmente destinato. Bisogna sapere cosa attendersi quando ci si avvicina al gioco: l'utente abituato a produzioni più moderne potrebbe trovarsi a disagio, sia davanti alla realizzazione grafica che, soprattutto, al ritmo serrato e all'alto livello di difficoltà che lo caratterizza, altrimenti la frustrazione può arrivare ben presto. Contra Rebirth è dunque un prodotto adatto al nostalgico, e a chi ha voglia di una dose d'azione ai massimi livelli, senza fronzoli né estetici né tanto meno contenutistici, cosa che determina sia il suo punto di forza che il suo limite, non essendo chiaramente apprezzabile da tutti alla stessa maniera.

Come ai vecchi tempi

Un altro elemento che richiama l'industria videludica del passato e lo stile caratteristico dei giochi action dell'epoca 8 e 16-bit è la relativa brevità del gioco. 5 livelli, con la possibilità di sfruttare "continue" infiniti, non sono veramente molti, e fanno tornare in primo piano l'essenza di prodotto a basso costo di questo Contra Rebirth, pur sempre un titolo pianificato e sviluppato appositamente per il mercato del digital delivery. La rinascita di Contra L'alto livello di difficoltà costringe a giocare i livelli molte volte prima di venirne a capo, soprattutto nelle modalità al di sopra della "easy", nelle quali alla perdita di una "vita" corrisponde una drastica riduzione dell'arsenale accumulato in partita, dunque la sfida è piuttosto duratura, ma i livelli sono comunque pochi. La realizzazione tecnica è l'elemento che maggiormente caratterizza questo particolare prodotto Konami: sia la grafica che il sonoro sono evidenti omaggi ai videogiochi in 2D dell'epoca 16-bit e si presentano dunque con tutta la loro potenza evocativa in positivo e in negativo. La grafica è coloratissima, a volte volutamente goffa e spixellata come si conviene al bitmap classico, in una festa di sprite ed effetti grafici che richiamano in pieno il clima da Super Nintendo: in certi casi gli effetti di rotazione e cambio di dimensione sembrano richiamare direttamente il celebre Mode 7 della storica console. Gli scenari contengono richiami ed elementi già presenti nei capitoli precedenti della serie, ma per la maggior parte si tratta di materiali completamente nuovi, a dimostrazione della cura riposta in questo gioco dagli sviluppatori. Anche la colonna sonora si inserisce perfettamente nel clima generale, riproponendo versioni remixate delle tracce celebri appartenenti alla serie, con una oculata scelta di campionature, strumenti, suoni ed effetti audio che sembrano usciti direttamente dagli anni 80-90.

Contra Rebirth non è dunque solo la riproposizione di un classico, ma una nuova dose di azione pienamente inserita nei canoni classici della serie. Proprio per la sua fedeltà allo stile originale, si tratta di un gioco che non perdona la minima distrazione e punisce severamente: il "Game Over" giunge con una frequenza a cui non siamo più abituati. Per questo, e per il suo aspetto particolare, potrebbe non essere apprezzato da tutti, indirizzato com'è in particolare al pubblico "hardcore" o nostalgico dei bei tempi andati. Un prodotto di nicchia, più che una produzione di alto profilo destinata a far ripartire la serie ai nostri giorni, nondimeno un'operazione condotta con grande classe da parte di Konami, oltretutto a un prezzo veramente invitante.

Giorgio Melani

Pro

  • Divertente e immediato
  • Un bell'omaggio stilistico ai giochi anni 80-90
  • Il tutto a soli 1000 Wii Points

Contro

  • Un po' corto
  • L'aspetto e la difficoltà non lo rendono adatto a tutti