9.3

Redazione

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FIFA 10Più reale della realtà 368

Il gioco del calcio ha trovato la sua incarnazione perfetta. Che sia questo il momento delle scelte definitive?

Versione testata: PlayStation 3

Se l'anno passato FIFA aveva messo la freccia, quest'anno molto probabilmente, salvo sorprese dell'ultima ora, ci sarà il sorpasso definitivo sulla concorrenza. La creatura di David Rutter è senza mezzi termini la cosa più vicina al calcio giocato, messa in termini di pixel, poligoni e fisica applicata al pallone. Sempre usando una metafora automobilistica, FIFA10 rappresenta per il calcio quello che i migliori titoli dei SimBin sono per il genere automobilistico, ovvero un concentrato di simulazione pura, che svela una passione smodata da parte dei ragazzi di EA Canada per lo sport più bello del mondo. Come scritto più volte in sede di anteprima, il titolo non è stato costruito partendo da zero, non era necessario visti gli ottimi risultati raggiunti negli ultimi due anni: tenendo bene in mente i feedback dei giocatori il team di sviluppo si è concentrato maggiormente su un lavoro di miglioramento e di messa a punto (torna di nuovo la metafora motoristica) delle meccaniche consolidate degli ultimi tempi. Alla luce della nostra prova è possibile dire con tutta tranquillità che l'onestà con cui EA si è messa in gioco ha dato i suoi frutti. Il calcio, quello vero, è qui.

Gioco di squadra

Recensione difficile da fare questa. Ci sono così tante cose da scrivere, tante sensazioni da raccontare che è facile perdere il bandolo della matassa. Prima di passare ad una fredda cronaca delle nuove modalità e dei tweaking applicati a quelle vecchie, bisogna da subito scrivere la credibile, o meglio l'incredibile impressione di realtà ogni volta che si scende in campo. Corretta finalmente la regola del vantaggio, è stata sistemata la fisica della palla, che pur buona nelle annate passate, regalava di tanto in tanto delle traiettorie "sbarazzine" al pallone: i rimbalzi più complicati o i tackle più duri produrranno sempre dei credibili risultati, lo stesso si può dire per i cross e i tiri, che mai come adesso sono tesi, ficcanti o a "palombella" quando lo devono essere ma soprattutto sono il risultato della posizione del corpo e dell'equilibrio del giocatore. L'equilibrio ci dà lo spunto per parlare della fisicità dei giocatori. Le dimensioni, anzi le proporzioni contano! Essere piccoli, dribblomani e veloci come Messi, Miccoli e Giovinco non vuol dire automaticamente avere praterie deserte per lunghe sgroppate sulla fascia. I difensori, magari i classici centrali grossi e lenti, usano molto il corpo, le mani e le spallate, quello che in TV chiamano il mestiere. In pratica, molte volte ci si trova per terra in un attimo, palla persa, contropiede, gol avversario. Tutto ciò oltre ad essere molto bello a vedersi, si traduce in una coralità dell'azione, in una manovra ariosa necessaria per arrivare in porta. Questo non vuol dire che il gioco sia tutto passaggi e possesso palla, FIFA 10 ci dà la massima libertà di scelta e per la prima volta introduce in questa edizione il controllo a 360°, una vera e propria rivoluzione pad alla mano. In pratica fino all'anno passato il giocatore nei cambi di direzione si è sempre mosso seguendo gli assi cardinali dello stick più le diagonali intermedie. Ora invece si possono sfruttare anche gli angoli tra le diagonali e gli assi, tracciando quindi un'ideale cerchio muovendo lo stick, per l'appunto a 360°. Si riescono insomma a trovare zone di passaggio inaspettate, cosa questa utilissima in fase di dribbling. Se si combina questa feature alle decine di mosse e abilità disponibili mediante l'utilizzo dello stick destro (così tante che la schermata di aiuto è più simile a quella di un picchiaduro ad incontri che a quella di un gioco di calcio), si ha veramente la sensazione di essere in campo. Se poi si disattivano tutti gli aiuti, al tiro, al cross, ai passaggi e via dicendo si può gustare il gioco al suo massimo, in cui ogni singola azione, ogni tocco, ogni stop è sempre diverso dall'altro, e se si è bravi si può realmente mettere la palla dovunque, con una fluidità e una semplicità di gesti quasi istintiva. Ovviamente tutto ciò ha un prezzo, una curva di apprendimento forzatamente più ripida rispetto alla concorrenza, ma con un minimo di pazienza e di dedizione si arriva a risultati da stropicciarsi gli occhi. Non perchè poi si segnano solo gol in rovesciata o perchè nel giro di dieci metri si fa un tunnel, un sombrero e una rabona, ma perchè si riesce a mettere la palla dove si vuole con un preciso cross, o perchè con una finta di corpo si è messo a sedere il difensore, o perchè meglio ancora si è riusciti a chiudere un fraseggio stretto in area tutto di prima. Più si è veloci ad imparare a fare bene le cose semplici e meglio è, più la squadra è ordinata e diligente tatticamente prima arriveranno i risultati sperati. Questo è FIFA 10, un gioco di calcio in cui nonostante ci siano giocatori superstar e decine di mosse spettacolo, viene prediletto il gioco di squadra e non l'iniziativa del singolo. Sempre parlando di organizzazione di gioco, un plauso va fatto al modo in cui l'intelligenza artificiale mette in campo l'undici. Le squadre sono sempre corte, i reparti si muovono di concerto, stringendo dove serve e non è raro vedere un esterno offensivo scendere in difesa per poi ripartire a razzo (sempre non sbatta contro un roccioso e sbracciante avversario) innescando un contropiede. Uno spettacolo insomma, che sin dai livelli più bassi di difficoltà mette alla frusta il giocatore. Giocando ci si accorge che tutte quelle criticità che affliggevano la scorsa edizione sono state risolte. Molti avevano notato una certa lentezza e legnosità nello stoppare la palla di petto, questa volta dopo un preciso lancio il movimento di "trapping" come dicono gli inglesi è decisamente più fluido e veloce, stessa cosa dicasi per i passaggi di prima.

Mister fammi giocare!

Come al solito FIFA dà la possibilità al giocatore di testare la propria abilità in una serie di competizioni estremamente varie, che salvo problemi di licenze, permettono di sviscerare un pò tutto il mondo del calcio, sia online che offline. Non c'è purtroppo la Champions League, ma c'è una rinnovata Live Season, che si guadagna il suffisso 2.0, ma soprattutto sono stati apportati cambiamenti alla modalità allenatore, resa decisamente più realistica e a quella professionista. In molti hanno lamentato l'anno passato una certa poca verosimiglianza della riproduzione degli avvenimenti della stagione scegliendo di giocare come allenatore (e nello stesso tempo d.s., presidente e calciatore vero e proprio). Ora sembra proprio che i trasferimenti siano del tutto credibili, è difficile vedere grossi nomi che scelgono squadre poco blasonate solo per soldi. Più in generale, e questo vale sia per chi gioca, sia per gli avversari, conta molto di più il palmares, l'appeal del club che il vil denaro. Insomma anche qui Kakà dirà di no ai soldi degli sceicchi, attendendo proposte più "raffinate" dalla Spagna. L'impressione finale è che il gioco durante le sessioni di simulazione tenga conto di molti più fattori rispetto all'anno passato, prendendo decisioni decisamente più credibili e meno casuali. Complice, come scritto precedentemente, l'ottima organizzazione di gioco della squadra in campo, si notano molto di più, forse perchè qui si è nelle vesti di allenatore, i cambiamenti in corso d'opera e lo studio delle tattiche personalizzate da applicare in partita. Il gioco infatti ci dà la possibilità (presente comunque anche nelle altre modalità) di decidere come mettere la squadra in campo, variando numerosi valori che reggono senza problemi il confronto con quelli di un manageriale vero e proprio. E' fonte di grande gratificazione vedere come una partita svolti decisamente perchè si è scelto di cambiare modulo, azzeccando i cambi e giocando quindi in modo diverso. Più reale della realtà Sempre in termini di tattica è da lodare EA per l'inserimento nell'arena (oltre all'uno contro uno e la partitella di allenamento) della possibilità di registrare gli schemi da calcio piazzato. E' tutto piuttosto semplice, si sceglie la zona del campo e si registrano i movimenti dei giocatori sul terreno. Come nella realtà, sarà difficile mettere in pratica quello che si prova in allenamento durante un match, ma resta il fatto che sorprendere un avversario umano per un complesso movimento su calcio d'angolo non ha prezzo. Sempre parlando di calci piazzati è d'obbligo menzionare la possibilità di battere in fretta una punizione, cosa questa che spesso e volentieri dà il là a ripartenze devastanti. La Live Season 2.0, previo pagamento di un piccolo canone di abbonamento, ci dà la possibilità non solo di essere aggiornati con le reali statistiche dei nostri giocatori, siano essi infortuni, squalifiche o cartellini comminati, ma per la prima volta ci permette realmente di giocare il campionato scelto, seguendone l'evoluzione giornata per giornata, scendendo però in campo una sola volta per le partite di campionato (non si può ripetere un match in caso di sconfitta), mentre è possibile rigiocare quanto ci pare le amichevoli. Si insegue quindi anche qui la fedeltà più totale al calcio giocato reale, e se da una parte FIFA ci permette di variare l'esito di una partita, dall'altra però ci impone solo una possibilità per farlo. Anche la modalità professionista ha subito diversi cambiamenti. Per descriverla basta semplicemente dire che in qualunque modalità si giochi (anche nell'arena), sia online che offline, si sbloccano nuove caratteristiche (ma anche nuovi kit e esultanze), nuovi tratti peculiari o si migliorano quelli precedenti. L'aumento delle abilità di base, quelle insomma presenti nel "bio" di un giocatore, non si ottiene solo con buone prestazioni, ma anche come se ci trovassimo di fronte a degli achievement veri e propri, sbloccando particolari risultati, circa 216 di cui alcuni segreti, che inoltre ci danno anche la possibilità di abilitare le mosse abilità non da subito disponibili. Inoltre tramite il negozio online è possibile anche comprare un aumento temporaneo alle proprie statistiche, una sorta di doping digitale, utile si immagina quando si devono disputare partite di particolare importanza.

I numeri di FIFA

EA ha inserito ben 25 campionati, quasi tutti con la licenza ufficiale della lega locale, e per quelli più importanti includendo ovviamente la "serie A" ma anche la "serie B" (è addirittura presente la terza divisione inglese). Quasi tutte le squadre hanno kit ufficiali, mentre sono stati inseriti 50 stadi e ben 44 palloni: Lotto, Adidas, Hummel o griffati EA Sports che siano. Sono presenti 5 livelli di difficoltà, e per la gioia di chi vuole customizzare la propria esperienza di gioco, le opzioni sono moltissime, e toccano tutti i comparti del gioco, dalla velocità dell'azione alla telecamera, passando per l'interfaccia e il podcast.

Da solo o con il mondo?

Come al solito l'offerta di gioco di FIFA è praticamente sterminata. Per nostra fortuna il gioco viene in nostro soccorso aggiungendo un bel new accanto alle novità di questa edizione. Del versante offline si è gia parlato, su quello online invece ci sono alcune importanti inclusioni. Inutile soffermarci sulle modalità standard che tornano qui esattamente come nella versione 09, compreso il Football Party, mentre del tutto nuovo è il campionato pro club, che permette di mettersi in mostra a livello mondiale, sia come squadra che come singolo. Torna anche la Fifa Interactive World Cup, torneo organizzato dalla Fifa stessa. Praticamente il prodotto di Rutter copre tutte le possibilità che ci potrebbero venire in mente. Più che le complete modalità offline a colpire è il ventaglio di opzioni, tutte votate al miglioramento delle proprie abilità e alla fama, di cui il multiplayer è pieno. Sembra insomma che il vero fiore all'occhiello di questo gioco sia la modalità professionista declinata in ogni sua possibile accezione: FIFA 10 porta il giocatore singolo dentro una vera e propria comunità mondiale, in cui mettere alla prova le proprie abilità. Chi invece preferisce giocare alla solita maniera, non ha di che lamentarsi. Le partite veloci, la modalità allenatore, i tornei nazionali e quelli da creare garantiscono lunghe sessioni di gioco, ma questa è solo la punta dell'iceberg di Rutter. Più reale della realtà Purtroppo non è stato possibile verificare a fondo la bontà del netcode del gioco nè tantomeno verificare l'applicazione di quanto promesso visto i pochi giocatori presenti a tutt'oggi in rete, ma considerata l'elevatissima qualità generale e l'attenzione da sempre posta da Electronic Arts per tutto quello che concerne la "community" di un gioco, è possibile dire che sarà difficile smentire a posteriori quanto qui scritto.

Trofei PlayStation 3

FIFA 10 premia il giocatore con 42 trofei, di cui 1 di platino, 3 d'oro, 10 d'argento e il resto suddivisi tra quelli di bronzo ed alcuni segreti. I trofei coinvolgono tutti gli aspetti del gioco, e non sono solo strettamente relativi ai risultati sul campo. Ad esempio uno d'argento ci impone di vincere un campionato senza mai ricorrere alla simulazione di un match, stessa cosa giocando in modalità professionista. I trofei più semplici si ottengono accedendo ad alcune funzioni del gioco, come il download della gameface, mentre quelli più impegnativi riguardano risultati straordinari sia online che offline.

Stupore ad ogni passo

Parlando di grafica è difficile non eccedere in iperboli. Semplicemente il gioco stupisce per la quantità e la qualità impressionante di animazioni, che lasciano semplicemente stupefatto il giocatore. Se come scritto in apertura è stato rivisto il complesso dei movimenti stop/palla a terra/corsa con risultati apprezzabilissimi, quello che però lascia a bocca aperta è il ventaglio di situazioni riprodotte. I giocatori si sbracciano vistosamente durante gli scontri spalla a spalla, alzano il braccio per chiamare un passaggio o un fuorigioco, fanno tackle con la gamba di richiamo, caracollano vistosamente dopo essere saltati in attesa di tornare in equilibrio perfetto, o nel caso degli arbitri, li si vede spesso fare repentini scatti o movimenti improvvisi col corpo per evitare il contatto con la palla, cosa questa che avviene un pò troppo spesso. Anche i portieri, che oltre ad un miglioramento generale delle loro prestazioni, fatta eccezione per una tendenza a volte superiore alla media a prendere gol su pallonetto, ci regalano spesso parate scenografiche o colpi d'istinto degni del miglior Buffon. In pratica, visto anche l'elevato numero di mosse abilità disponibili, per molto tempo il nostro livello massimo di stupore non verrà mai raggiunto, segno questo di un lavoro impressionante fatto dai grafici di Electronic Arts. Da un punto di vista delle texture si è su alti livelli, di sicuro superiori a quelli dell'anno passato. I giocatori principali sono repliche esatte delle loro controparti reali, quelli di "seconda fascia" un pò meno, tutto come da copione insomma. Più reale della realtà A voler fare i pignoli la riproduzione dei visi sembra meno perfetta rispetto alla concorrenza, così come quella degli stadi, ma di fronte a tanta sostanza tale criticità, necessariamente da evidenziare in sede di recensione, passa di sicuro in secondo piano. Parlando del sonoro, apprezzabile è di sicuro la telecronaca del duo Caressa Bergomi, quasi sempre puntuale nel descrivere le azioni e con un buon campionario di approfondimenti tecnici a corollario. Un plauso agli effetti sonori, con i cori e la voce dello speaker che di tanto in tanto legge pubblicità o avverte di spostare qualche macchina. In chiusura è da menzionare la possibilità di uplodare una foto del proprio viso, la propria gameface, tramite il sito ufficiale, da utilizzare come avatar definitivo per il proprio giocatore virtuale.

La strada imboccata negli ultimi anni è certamente quella giusta. La creatura di Rutter è senza dubbio il gioco di calcio più completo, profondo e bello da vedere mai realizzato sinora. Simulazione calcistica vera e propria, il gioco può essere fruito a tutti i livelli ma solo giocando disabilitando le assistenze e interpretando correttamente il controllo a 360° si può godere appieno il lavoro quasi maniacale di raffinamento messo in campo da EA. Le molte modalità di gioco, tra nuove di zecca e alcune rivedute e corrette, ne fanno un titolo pressoché infinito che trova la sua definitiva consacrazione in un multiplayer che asseconda ogni tipo di gioco l'utente possa immaginare. Molto divertente e gratificante ma padroneggiabile solo col tempo e dedizione, FIFA 10 ha come unico punto debole una curva di apprendimento inizialmente un pò ostica vista la vastità delle possibilità di controllo offerte dal gioco, ma passato lo spaesamento iniziale, con l'applicazione si otterranno risultati incredibili. Ottime e varie le animazioni, mentre le texture applicate, per quanto di grande valore, sono qualitativamente un pò inferiori rispetto all'eccellente lavoro messo in campo nei movimenti dei calciatori.

Matteo Santicchia

Pro

  • Modalità di gioco per tutti i gusti
  • Controllo a 360°
  • Simulazione perfetta

Contro

  • Curva di apprendimento inizialmente ripida
  • Texture non allo stesso livello delle animazioni
  • Portieri migliorati, ma non troppo