Quella di evitare una pioggia di proiettili è una sottile arte che i videogiocatori più attempati conoscono bene: quindici o vent'anni fa le sale giochi e i bar erano pieni di sparatutto a scorrimento verticale (oppure orizzontale), e si sa che in questo particolare genere di giochi è fondamentale districarsi in mezzo al fuoco nemico, ancora più che affondare i propri colpi. SkySmash 1918 per iPhone coglie
perfettamente il senso di queste frasi e ci mette alla guida di un aereo da combattimento degli Stati Uniti durante le ultime fasi della prima guerra mondiale. Nonostante i riferimenti a un preciso scenario storico (vedi anche i nomi dei nove stage disponibili), è chiaro che tutto ciò che accade sullo schermo ha ben poca attinenza con la realtà. Il nostro aereo si muove agile lungo tutta l'area di gioco e oltre (è possibile spostarsi, seppur lievemente, anche oltre i confini laterali dello schermo), mentre un intero esercito costituito da truppe d'aria e di terra gli scarica addosso quintali di piombo. Tonnellate, più probabilmente. Il nostro cannone spara raffiche in automatico e può essere potenziato raccogliendo i bonus lasciati dai nemici distrutti, col risultato che il raggio di fuoco diviene più ampio e ci permette di distruggere un maggior numero di veicoli senza troppi spostamenti. Non sono presenti armi alternative se non la smart bomb, che si attiva effettuando un doppio tap sullo schermo e spazza via qualunque cosa ci ronzi attorno... o quasi.
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Battaglie spettacolari
La cosa che colpisce immediatamente di SkySmash 1918 è senz'altro la sua realizzazione tecnica, intesa in questo caso sia come grafica che come sonoro. La prima è straordinariamente definita e dettagliata (non a caso pare che il gioco faccia un po' fatica a girare sugli iPhone 3G), mostrando il fianco a qualche piccola incertezza nel frame rate ma offrendo in ogni momento uno spettacolo davvero godibile. Tutti i veicoli che ci troviamo di fronte sono ben disegnati, contraddistinti da un eccellente uso dei colori, e si muovono all'interno di scenari ben realizzati, ricchi di elementi e abbastanza differenti l'uno dall'altro. Le missioni implicano la
distruzione di un certo numero di nemici piuttosto che la semplice esplorazione del livello, e quando si raggiunge la percentuale desiderata è il momento di scontrarsi con un boss tanto grosso quanto cattivo. Si tratta sempre di veicoli enormi e improbabili, dotati di cannoni che sparano in ogni direzione e che ci rendono davvero la vita difficile. Tanta azione viene accompagnata da un sonoro stupefacente sia per quanto riguarda le musiche che gli effetti, tra i migliori che abbiamo ascoltato finora in ambito mobile per quantità e qualità.
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Un dito sulla cloche
La seconda cosa che colpisce è il sistema di controllo, davvero particolare e dalle grandi potenzialità. Invece di ricorrere al solito pad virtuale, infatti, SkySmash 1918 ci permette di controllare l'aereo muovendo un solo dito sullo schermo. La cosa può funzionare in modo assoluto o relativo: nel primo caso il controllo dell'aereo è diretto e senza mezze misure, ma spesso si finisce per fare dei movimenti indesiderati, ad esempio quando alziamo il dito dallo schermo per un qualche motivo; nel secondo caso, invece, l'aereo segue i nostri movimenti in modo fedele ma senza badare troppo alla porzione di schermo che stiamo toccando. Dopo aver fatto varie prove, ci siamo trovati molto meglio con il sistema di controllo relativo. La difficoltà è tutt'altro che bassa e di certo può rappresentare uno scoglio per i videogiocatori occasionali. Evitare alcuni attacchi è molto difficile e le condizioni di partenza, con il cannone non potenziato, sono tutt'altro che favorevoli. Insomma, aspettatevi di perdere un gran numero di partite prima di trovare il giusto feeling con il gioco. Gli stage diventano immediatamente disponibili una volta completati, quindi quantomeno non ci sarà la frustrazione del dover ricominciare tutto daccapo... Torna al Sommario
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- Grafica dettagliata e spettacolare
- Ottimi effetti sonori
- Sistema di controllo immediato...
- ...a patto di usare l'impostazione "relativa"
- Non molto vario
- Talvolta troppo difficile

