Bleach: The 3rd PhantomDall'aldilà, con strategia 

La famosa serie giapponese torna su DS ma cambia genere: da picchiaduro a strategico, una scelta coraggiosa?

Mentre in madrepatria si appresta a raggiungere la pubblicazione del quarantacinquesimo volumetto, il successo del fumetto - e del cartone animato da esso tratto - di Tite Kubo si estende a macchia d'olio. Dall'aldilà, con strategia Per chi non lo sapesse, Bleach é un manga d'azione basato sulle disavventure di un adolescente che per una serie di circostanze diventa suo malgrado un dio della morte giapponese (uno "shinigami" o, come viene definito in inglese, "soul reaper"). Si tratta di una premessa piuttosto originale per una serie che sostanzialmente mette in scena dozzine di personaggi intenti a darsele di santa ragione, tra allenamenti, trasformazioni, complotti e tutto l'ambaradan tipico di questo genere. Vista la natura della serie, é stato facile produrre svariati picchiaduro per Nintendo DS, Nintendo Wii e Sony PSP, con risultati sia ottimi che mediocri. Con The 3rd Phantom però assistiamo a un diverso approccio i cui risultati, tuttavia, sono abbastanza inaspettati.

Quasi un "filler"

Non è la prima volta in realtà che una serie d'azione viene adattata a una tipologia di videogioco completamente diversa. I risultati spesso sono stati imbarazzanti, questo é vero, così quando i fan di Bleach hanno scoperto che il nuovo videogame sarebbe stato uno strategico le perplessità non sono state poche. Dall'aldilà, con strategia The 3rd Phantom in realtà riesce a catturare decisamente bene lo spirito della serie, grazie anche al contributo dello stesso Kubo, che ne ha scritto la trama: considerabile quasi come un'aggiunta alla serie originale, The 3rd Phantom ne ripercorre gli eventi principali focalizzandosi su due personaggi inediti che rubano a Ichigo Kurosaki il ruolo di protagonista. Il giocatore può scegliere infatti la star del gioco tra due gemelli, Fujimaru e Matsuri Kudo, e la scelta cambia ben poco lo sviluppo del gioco, che approfondisce essenzialmente i rapporti tra i vari personaggi e offre un nuovo punto di vista su alcuni momenti celebri amalgamando gli archi narrativi talvolta separati del fumetto, della serie animata, dei film e dei videogiochi. Ne risulta un polpettone narrativo a volte un po' contrastante con la continuità originale ma che ha l'indubbio merito di caratterizzare bene i personaggi, d'altra parte la mole di testo inglese tra una missione e l'altra risulterà davvero pesante a chi ha poco interesse nella serie o non conosce a menadito la sua mitologia e terminologia. I fan saranno deliziati, per esempio, dalle sequenze d'intermezzo, chiamate Free Time, che premiano il giocatore con bonus e oggetti se si sceglie il giusto ordine per interagire con i comprimari... attraverso ulteriori, lunghissimi dialoghi testuali. Una volta superato questo scoglio però si passa all'azione.

Esperimento riuscito

The 3rd Phantom non vincerà sicuramente il premio per l'originalità ma quantomeno le idee rubate qua e là le riesce a mescolare bene offrendo un prodotto abbastanza godibile. Il gameplay é un misto tra quello di Fire Emblem, Super Robot Taisen e Final Fantasy Tactics: ogni missione ci permetterà di schierare in campo fino a una decina di personaggi, che verranno rappresentati come sprite super-deformed su una griglia di quadratini che, come da tradizione, ne stabilisce le possibilità di movimento. Durante il suo turno il giocatore sposta i personaggi e ha accesso a una buona quantità di opzioni come assorbire l'energia spirituale circostante per potenziare le unità, attaccare i nemici o usare varie magie (o Kido) difensive e offensive. Dall'aldilà, con strategia Le regole sono abbastanza semplici, per esempio solo alcune magie possono essere utilizzate dopo un movimento e ogni personaggio è contraddistinto da una specialità (Tech, Power o Speed) che lo rende più o meno efficace contro i suoi bersagli. Inoltre, é possibile essere aiutati dai personaggi sulle caselle adiacenti, se le relazioni tra di essi favoriscono la collaborazione. Nel corso dei venticinque capitoli principali e ulteriori opzionali accessibili dopo aver terminato l'avventura il giocatore avrà accesso a dozzine di personaggi più o meno celebri della serie, tutti personalizzabili spendendo i punti guadagnati in battaglia per potenziare le loro caratteristiche o le loro peculiari armi (le cosiddette "zanpakuto"). Dall'aldilà, con strategia Lo scontro effettivo tra le unità si evolve in una schermata differente, dove gli sprite coinvolti, tratti per la maggior parte direttamente dai picchiaduro precedenti, sfoggiano i loro caratteristici attacchi speciali tramite ottime animazioni, talvolta associate a scenette fumettose e battute recitate in inglese. In alcuni casi si possono perfino produrre degli attacchi combinati che faranno la gioia dei fan, ansiosi magari di schierare in campo la loro coppia di personaggi preferiti. Immancabili naturalmente le canoniche "Bankai" di alcuni dei della morte, che spaziano da un potenziamento del personaggio che la utilizza alla creazione di una nuova unità sul campo dagli effetti più disparati. La varietà dunque non manca, anzi la quantità di personaggi disponibili, pur variando sopratutto in estetica, rende ogni nuova missione interessante. Tutto questo sarebbe magnifico, se non fosse intaccato da una lentezza eccessiva nell'esecuzione delle più semplici azioni, che rende sopratutto i turni dei nemici davvero estenuanti, e dall'impossibilità di accorciare o disattivare le sequenze di combattimento come nel più classico Fire Emblem: va anche bene essere fan, ma vedere per la centesima volta lo stesso attacco della durata di venti secondi è davvero stancante.

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7.0

Redazione

7.9

Lettori (12)

Bleach: The 3rd Phantom sorprende: ci troviamo infatti di fronte a uno strategico interessante, decisamente curato e longevo. Benchè accessibile a tutti, é chiaro che il gioco sia indirizzato specialmente ai fan della serie, che ritroveranno praticamente tutti i loro beniamini e relative nemesi. Ai giocatori casuali risulterà probabilmente indigesta la quantità e prolissità dei testi in inglese così come la ripetitività e lentezza degli scontri. Insomma, un prodotto per una specifica nicchia di appassionati e giocatori che, per una volta, potrebbe essere apprezzato anche da chi Bleach non lo conosce proprio.

Christian Colli

Pro

  • Ottima trasposizione della serie
  • Gameplay abbastanza curato

Contro

  • Sequenze narrative troppo prolisse
  • Combattimenti e sviluppo davvero lenti

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