Star Ocean: The Last HopeLa speranza è l'ultima a morire 

L'ultimo capitolo di Star Ocean sbarca su PlayStation 3 in una versione riveduta e corretta.

La storia di Star Ocean é sempre stata un po' convulsa: il primo episodio uscì su Super NES nel lontano 1996, seguito da Star Ocean: The Second Story per PlayStation nel 1998, poi da Star Ocean: Blue Sphere nel 2001, sequel diretto di The Second Story per Game Boy Color, e infine da Star Ocean: Till the End of Time nel 2004, rilasciato su PlayStation 2. La speranza è l'ultima a morire Recentemente, sono stati prodotti anche i porting dei primi due episodi per PSP ed è chiaro che, a questo punto, tutti vedevano nelle console Sony la nuova casa di una serie che era stata finora un po' nomade. E' stata dunque una sorpresa due anni fa scoprire che Star Ocean: The Last Hope, quarto e ultimo capitolo della saga, sarebbe stato un'esclusiva Xbox 360. Le voci di un possibile porting per PlayStation 3 sono state insistenti per mesi, ma smentite di volta in volta dai responsabili di Square Enix. "Potremmo portarlo su PlayStation 3, potremmo non farlo" ha detto una volta il producer Yoshinori Yamagishi, frustrando ulteriormente un'utenza spaccata in due, ansiosa di mettere le mani su un JRPG di nuova generazione tanto prestigioso.

Quel che resta del Box

Naturalmente alla fine Star Ocean: The Last Hope é arrivato anche su PlayStation 3, altrimenti questo articolo non avrebbe senso di esistere. L'annuncio é stato quasi un fulmine a ciel sereno, era il Settembre 2009 quando la rivista giapponese Famitsu ha rivelava l'esistenza di una versione PlayStation 3 di Star Ocean: The Last Hope, prevista quasi in contemporanea mondiale per il Febbraio 2010. E non un semplice porting, ma una versione International. Una delle principali critiche rivolte all'edizione occidentale di Star Ocean: The Last Hope per Xbox 360 riguardava il pesante ritocco apportato ad alcuni elementi dell'interfaccia come, per esempio, il menù principale, il cui sfondo vivacemente colorato era stato traformato in una sorta di psichedelica computer-graphic, o i ritratti dei personaggi vicini alle relative statistiche durante i combattimenti, artwork originariamente disegnati a mano e resi in semplice e fredda CG per favorire un presunto "gusto occidentale". La speranza è l'ultima a morire Al contrario, la scelta non é stata per nulla apprezzata, ed ecco che quindi la versione International del gioco permette di scegliere lo stile visivo preferito, ma anche di selezionare una fra cinque lingue (compreso l'italiano) per la massiccia dose di testo da leggere durante l'avventura. Graditissima anche la possibilità di cambiare il doppiaggio nell'originale giapponese: la scelta dei doppiatori americani non é stata proprio oculata e a causa dello stile particolarmente orientale del gioco e del design le voci giapponesi dei personaggi restano decisamente più azzeccate. Il frame-rate della versione PlayStation 3 risulta inoltre più stabile e meno soggetto a rallentamenti nelle situazioni più caotiche, ed è finalmente possibile cambiare bersaglio durante gli scontri premendo il tast Start. Oltre a questi cambiamenti principali, la versione International di Star Ocean: The Last Hope comprende qualche modifica al posizionamento e contenuto di svariati tesori, ai materiali necessari per produrre alcuni oggetti e al bilanciamento delle statistiche di alcuni personaggi (Reimi in particolare). Per concludere, sono presenti alcuni Trofei in più e, neanche a dirlo, il gioco é contenuto in un singolo disco Bluray.

Trofei PlayStation 3

Star Ocean: The Last Hope International propone ben 47 Trofei di cui 1 Platino, 2 Oro, 14 Argento e 30 Bronzo. Il Trofeo Platino é ottenibile conquistando gli altri 46 Trofei, i quali richiedono in alcuni casi il semplice superamento di alcune fasi del gioco o l'esecuzione di particolari azioni in battaglia. Altri Trofei richiedono per esempio il completamento dell'avventura a vari livelli di difficoltà, la visione di tutti i finali opzionali o la distruzione di specifici nemici.

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Verso l'infinito, e oltre

A livello narrativo non é stato apportato alcun cambiamento, per esempio non ci sono nuovi personaggi o contenuti aggiuntivi sostanziali. L'incipit é piuttosto singolare: il pianeta Terra é devastato dalla terza guerra mondiale e gli esseri umani sono costretti a guardare allo spazio. I due protagonisti del gioco sono Edge Maverick e Reimi Saionji, parte di una flotta inviata ad esplorare la galassia alla ricerca di nuovi ecosistemi abitabili. Presto però i nostri eroi si imbattono in una minaccia cosmica che li costringerà a viaggiare in lungo e in largo per debellarla, assemblando un'eterogenea squadra di avventurieri extraterrestri decisi ad aiutarli per ragioni più o meno personali. La storia é dunque la stessa e come da tradizione della serie miscela elementi fantasy e sci-fi in un'avventura epica che inizia lentamente per ingranare con decisione dopo una ventina di ore. I personaggi sono tutti ben caratterizzati, anche se ricadono negli stereotipi tipici dell'animazione giapponese: il protagonista insicuro che matura nel corso dell'avventura, l'amica di infanzia segretamente innamorata, la figura comica, il comprimario asociale e via discorrendo. Tutto sommato il cast si rivela davvero gradevole e vario, approfondito da un'ottima interazione. La speranza è l'ultima a morire Le sequenze narrative si svolgono per la maggior parte dei casi tramite lunghe cutscene dialogate: il ritmo delle battute e della sceneggiatura é un po' lento e si ha l'impressione che alcune sequenze potessero essere raccontate con più abilità, forse a causa dei doppiatori inglesi non sempre all'altezza (in questo senso il doppiaggio giapponese migliora sensibilmente la resa finale) o delle animazioni non particolarmente convincenti. Anche tecnicamente le differenze rispetto all'originale versione Xbox 360 non sono molte, i cali di frame-rate sono effettivamente rarissimi anche nelle situazioni più concitate o in presenza di mostri particolarmente grossi e i caricamenti sono decisamente più rapidi, in compenso é rimasto inalterato il fastidioso pop-up di texture e creature che rende un po' frustrante l'esplorazione delle ampie e dettagliate aree di gioco. La colonna sonora non ha subito alcuna modifica: resta ottima e appropriata in qualsiasi frangente.

Solido come una roccia (spaziale)

Star Ocean: The Last Hope sposa perfettamente le capacità delle console di nuova generazione con un impianto tipico dei JRPG più classici, per la gioia di chi magari é rimasto scottato dal latitare di questo genere nei tempi più recenti. Tri-Ace ha imbastito una struttura ludica davvero convincente che miscela il meglio che questo genere ha offerto negli ultimi dieci anni, a cominciare da un battle-system praticamente perfetto per chi ama l'azione in tempo reale. Dopo essere entrati in contatto con un nemico saremo trasportati in un'arena dove affronteremo una quantità variabile di avversari controllando direttamente uno dei membri del nostro party, composto da quattro personaggi. Come sempre, anche questo episodio della serie permette di scatenare sui nemici combinazioni di attacchi e colpi speciali o magie (chiamate Symbol) ma in Star Ocean: The Last Hope entrano in gioco alcuni fattori che risultano determinanti per l'esito dello scontro. Il primo é il meccanismo del Blindside, tramite il quale con il dovuto tempismo il giocatore può aggirare il nemico e colpirlo alle spalle: é una tecnica piuttosto difficile da padroneggiare ma risulta fondamentale per evitare i colpi dei nemici e restituirglieli con gli interessi. Una Bonus Board sul lato destro dello schermo si riempirà incrementando i punti esperienza e il denaro che riceveremo al termine dello scontro in base alle nostre performance, ma basta un errore per eliminare i bonus accumulati. La speranza è l'ultima a morire Oltre a Symbol e attacchi speciali il giocatore può sfruttare anche una sorta di temporaneo incremento delle abilità offensive e difensive, che permette anche di eseguire degli attacchi combinati tra i membri del party. La possibilità di cambiare il personaggio controllato al volo, mentre gli altri sono gestiti dall'Intelligenza Artificiale, nel rispetto di indicazioni generali impostate dall'utente, fa del sistema di combattimento di Star Ocean: The Last Hope un elemento godibilissimo del gameplay, che spezza piacevolmente l'esplorazione delle varie location, spesso ampissime e farcite di semplici puzzle da risolvere per procedere verso l'obbiettivo. Da questo punto di vista, é un po' pesante la penuria di punti di salvataggio, solitamente posti a lunghe distanze l'uno dall'altro. A fare da corollario a un già ottimo sistema di combattimento ci pensano anche un meccanismo di crescita dei personaggi piuttosto intelligente, che permette di distribuire i punti guadagnati combattendo per migliorare le abilità dei singoli membri del gruppo, e un sistema di crafting ben studiato che consente la produzione di oggetti consumabili ed equipaggiamento di eccezionale qualità, per soddisfare anche il giocatore che ama sviscerare un titolo e non ha paura di passare ore a uccidere gli stessi mostri per costruire l'arma definitiva dei suoi beniamini.

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8.0

Redazione

8.6

Lettori (89)

Star Ocean: The Last Hope International esce in un periodo un po' sfortunato, all'ombra di un Final Fantasy XIII che, tuttavia, é molto meno tradizionale del prodotto Tri-Ace che di suo propone tutto il tipico repertorio del genere: città esplorabili, quest, numerosi contenuti opzionali, boss segreti, labirinti lunghi e complessi. Anche se tecnicamente Star Ocean: The Last Hope non fa gridare al miracolo, si difende comunque ottimamente e mette in scena una storia godibile e un cast interessante, insieme a un sistema di combattimento eccellente e a numerose feature che lo rendono un prodotto davvero longevo e completo. Gli amanti degli RPG giapponesi ne resteranno sicuramente soddisfatti.

Christian Colli

Pro

  • Edizione definitiva
  • Ottimo sistema di combattimento
  • JRPG molto completo

Contro

  • La storia poteva essere raccontata meglio
  • Qualche problema tecnico
  • A volte frustrante

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