8.2

Redazione

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Dark Void ZeroLe origini del grande Vuoto 14

Si respira aria anni '80 con il prequel di Dark Void: soffiamo sulla cartuccia di gioco e partiamo!

Il Gioco è disponibile per il download sul servizio DSiWare

Il vecchio trucco del soffio nella cartuccia, gesto al quale i vecchi giocatori sono stati abituati tanti anni fa ed ormai perso a causa dell'avvento dei dischi ottici, torna emulato in tono ironico in questo "nuovo" Dark Void Zero: per iniziare è veramente necessario eseguire il gesto magico sullo schermo del DSi, e con altrettanta magia il gioco parte per davvero. Il nuovo lavoro Capcom è stato programmato e pensato con una barriera tecnologica tarata ad 8 bit, con le stesse capacità grafiche e sonore dei cari vecchi titoli NES dell'epoca. Un po' come è successo con l'ultimo capitolo di Mega Man apprezzato su Wii Ware, Dark Void Zero ripropone una grafica in bitmap con pixel di straordinaria grandezza, una palette di colori limitata a poche decine di sfumature ed una colonna sonora fatta di midi ai quali non eravamo più abituati: poesia e nostalgia. Chi se non Capcom poteva sviluppare un gioco del genere? Le origini del grande Vuoto Sotto quest'avventura in salsa fantascientifica si nasconde un platform a tratti simile ai vecchi Metroid, con una spolverata di Castlevania e le atmosfere aliene del bellissimo Journey to Silius. Dark Void Zero è un prequel di quello che succederà sucessivamente negli eventi narrati nel capitolo uscito su Xbox 360, PS3 e PC, nel quale William Augustus Grey, sorvolando con il suo aereo il triangolo delle bermuda, verrà risucchiato nella dimensione parallela del "Void" e messo a capo della resistenza umana contro i "Guardiani". Gli Alieni sono pronti ad invadere la terra attraverso portali dimensionali: fin'ora instabili, ne è stato infine creato uno che gli permetterà l'invasione, il portale X. Il capo della resistenza Nikola Tesla ha chiamato Rusty, protagonista di questo capitolo nato nel Vuoto, ad una missione suicida volta a penetrare il portale X ed annientarlo prima che le forze aliene possano utilizzarlo a loro vantaggio. I messaggi e le indicazioni di Tesla compaiono costantemente su schermo per fornirci indicazioni, informazioni e nuove missioni. Lo schermo di gioco è quello inferiore, mentre quello soprastante è utilizzato per visualizzare l'enorme mappa che si sviluppa in ogni direzione, proprio come ogni buon Castlevania ci insegna. Il nostro compito è quello di ritrovare i tre codici di comando necessari a chiudere per sempre il portale, missione ardua perchè i congegni sono stati separati e sparpagliati in altrettante valli desolate e piene di sentinelle e Guardiani.

Kid Icarus ha messo il Jet Pack

Il gameplay di Dark Void Zero riprende i migliori classici dell'epoca 8 Bit: Kid Icarus per l'azione platform, Metroid per le ambientazioni e Castlevania per la struttura "aperta" dei livelli, sviluppati tanto in orizzontale quanto in verticale. Proprio come nell'originale Dark Void per console casalinghe, anche nello Zero di DSi possiamo indossare un Jet Pack per volare e raggiungere punti altrimenti inaccessibili. Il backtracking è presente ma stimolante, mai frustrante. Attraverso il Jet Pack ed armi più potenti possiamo accedere ad intere zone nascoste da muri oppure ostacoli naturali troppo alti per essere oltrepassati semplicemente con le proprie gambe. Le origini del grande Vuoto La vera sfida, più che altro, è mantenere i potenziamenti in quanto li possiamo perdere passando attraverso alcune zone elettrificate. Non esistono salvataggi che permettano di poter riprendere il gioco in un secondo momento (a meno che non chiudiate lo chassis del Nintendo DS per metterlo in stand-by, ovviamente!) e di conseguenza il gioco va completato tutto d'un fiato. Dark Void Zero è studiato per essere giocato e finito in un colpo solo: il budget evidentemente limitato per il suo sviluppo ed il basso prezzo di vendita (500 punti) non hanno permesso la creazione di un titolo profondo e complesso come alcuni titoli dello stesso genere su cartuccia (i mitici Metroid per Game Boy Advance su tutti). Nel mondo aperto di Dark Void Zero ci sono numerose camere di rigenerazione che funzionano come checkpoint dai quali si può ripartire, ovviamente con la penale di perdere una vita ogni qual volta il contatore dell'energia scende a zero. Proprio come i vecchi titoli platform-action dell'epoca NES, anche questo si basa prettamente sulla memorizzazione dei nemici e dei loro "pattern" di movimento e fuoco. Una volta imparate tutte le locazioni dei Guardiani, delle sfere da collezionare, le schede per aprire le porte ed i potenziamenti dell'arma necessari per abbattere barriere e procedere, il gioco sarà completato con facilità. La trama ed il mondo di Dark Void sono terribilmente attraenti e ben caratterizzati sulla carta e soprattutto nell'avventura principale su console alla quale questo capitolo si ricollega, ma su DSi è un elemento secondario non ben sviluppato: si fanno degli accenni, dei rimandi e ben poche spiegazioni sulla natura, l'origine e lo sviluppo del Void e della resistenza umana. Chi si aspetta un titolo con la profondità di un Castlevania o l'ampiezza di Metroid rimarrà inevitabilmente deluso, ma chi invece cerca un ottima sfida che ricorda molto i giochi sopracitati ma con una sua spiccata originalità e gameplay considererà quei 500 punti come i migliori spesi fin'ora sul DSi Ware.

Per qualche spicciolo (500 Nintendo Points) possiamo giocare un ottimo titolo vecchio stile con il carisma dei pixel ad 8 bit ed il miglior estro di Capcom. Dark Void Zero non dura moltissimo ma è da giocare tutto d'un fiato, senza mai salvare, cercando di completarlo senza mai fare una sosta. Proprio come un Arcade anni '80. La trama è potenzialmente molto interessante, legandosi all'avventura per console, ma è poco sviluppata e sottolineata, lasciando spazio all'azione e l'esplorazione senza tanti fronzoli. Must have per nostalgici ed amanti del 2D vecchio stile.

Claudio Camboni
 

Pro

  • Struttura di gioco aperta ed esplorativa
  • Un sano backtracking
  • Riprende i migliori classici dell'epoca 8 Bit

Contro

  • Non dura moltissimo
  • La trama poteva essere sviluppata meglio
  • Forse un po' troppo facile